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Milan Verona
, 28 Dicembre 2025

Milan-Hellas Verona 3-0, Considerazioni Sparse


Il Milan ritrova la vetta temporanea della classifica, vincendo contro un Verona combattivo grazie al solito Pulisic e primi gol di Nkunku in serie A.

Il match di apertura dell'ultima domenica del 2025 vede di fronte Milan e Verona, due squadre che arrivano all'appuntamento finale dell'anno solare in condizioni molto diverse, sebbene entrambe abbiano saltato la scorsa giornata causa Supercoppa. La squadra rossonera è reduce - appunto - dalla sconfitta in Arabia contro il Napoli, e dal precedente pareggio in casa contro il Sassuolo, mentre gli scaligeri, prima della sosta forzata, hanno vinto consecutivamente due partite, contro Atalanta e Fiorentina, mettendosi così in scia del quartultimo posto. Bertolini, che sostituisce Zanetti squalificato, si affida a Giovane e Mosquera davanti, mentre Allegri, costretto nuovamente a rinunciare a Leao, sceglie ancora Bartesaghi a sinistra.

Come in quei thriller di bassa qualità dallo svolgimento sorprendente ma dal finale scontato, così va avanti il primo tempo: il Verona è sul pezzo, ordinato e attento in ogni zona del campo, ma il Milan trova, quasi senza merito, il gol nel finale di frazione. Il pragmatismo di Allegri è ovviamente noto da anni, ma i primi quarantacinque minuti sono distanti anche dagli standard dell'allenatore toscano, da quelle partite sopite ma concrete, dal corto muso che lo ha reso celebre, fatto di una fase difensiva pressoché perfetta. Non che il Verona - che in 67 incontri a San Siro non ha mai vinto - tiri mai in porta, ma le situazioni per cercare il vantaggio ci sono, mentre i rossoneri appaiono distratti e quasi poco motivati, forse consci di poter risolvere la partita sugli episodi che fisiologicamente arriveranno.

Ed è esattamente così che andrà: tra il recupero del primo tempo e l'inizio del secondo, il Milan trova il modo di sbloccare il risultato e chiudere il match. Prima Pulisic approfitta di una sponda di Rabiot su azione d'angolo per trovare il vantaggio, poi una doppietta di Nkunku - ai suoi primi gol in campionato - mette il match sui binari definitivi, spegnendo così le speranze del Verona, che intanto aveva sostituito il duo d'attacco nella sua interezza con l'ingresso di Sarr e Orban. Da lì in poi per il Milan è tutta gestione, il risultato potrebbe diventare anche più largo, ma sembrerebbe una punizione fin troppo severa per la squadra scaligera, che non abbandona mentalmente il match nonostante il passivo.

A dispetto del risultato, Zanetti può ritenersi soddisfatto della prova dei suoi: giocare a Milano non è mai facile per nessuno, e il Verona si presenta da terzultimo ma senza alcun timore reverenziale. Un po' di attenzione in più sul calcio d'angolo in chiusura di primo tempo avrebbe potuto regalare una seconda frazione differente, e già questo è segno di una prestazione fiera e mai arrendevole, ed è su queste basi che va ancora perseguito l'obiettivo salvezza. La zona sicura dista soli due punti, considerando che dopo che il Genoa avrà giocato la sua partita a Roma, i gialloblù avranno una partita da recuperare, in casa contro il Bologna.

Lato Milan, Allegri può essere ampiamente soddisfatto: certo l'approccio al match, troppo morbido e al limite dell'altezzoso, non sarà piaciuto - a ragion veduta - all'allenatore rossonero, ma una volta sbloccato il risultato, la partita è filata via come ci si aspettava andasse, senza particolari rischi né sussulti. Da sottolineare ancora una volta la prestazione superba di Modric, in grado di sorprendere e illuminare il gioco facendo sembrare semplice ogni tocco di palla, ogni apertura, ogni giocata; e sicuramente da apprezzare la prova di Nkunku, i cui gol possono fare da slancio per il prosieguo della stagione: trovarsi un giocatore finalmente pronto a contribuire alla causa, da titolare o in sostituzione di Leao, con una sola competizione da giocare nei mesi che restano, può essere solo un vantaggio per i rossoneri.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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