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Cremonese Napoli
, 28 Dicembre 2025

Cremonese-Napoli 0-2, Considerazioni Sparse


Trascinato da una prova perentoria del suo bomber Højlund, il Napoli batte la Cremonese e mette la ciliegina sulla torta del suo 2025.

Il Napoli che torna nella pianura padana per sfidare la Cremonese nella 17ª giornata di Serie A, è sostanzialmente lo stesso che avevamo lasciato lunedì sera in quel di Riyad, ovvero la sua migliore versione possibile: l'intermezzo arabo infatti, oltre a portare in dote il secondo trofeo del 2025 per gli azzurri, ha permesso a Conte di tappare i buchi e cucire l'abito migliore per la sua squadra. Una squadra che, come mai prima d'ora sotto la gestione del tecnico leccese, ha abbinato la consueta solidità difensiva (che pure aveva vacillato nelle ultime uscite) a una brillantezza e una freschezza sia tecnica che fisica semplicemente fuori scala per i grigiorossi di Nicola, ridotti specialmente nel primo tempo a meri spettatori dello strapotere del Napoli.

Brillantezza e freschezza che, oggi più che in altre occasioni, hanno un preciso nome e cognome registrato all'anagrafe del pallone, ovvero Rasmus Winther Højlund. Un giocatore di soli 22 anni che ha già attraversato diverse fasi della carriera del calciatore professionista: da giovane promessa tutta forza bruta e istinto vista all'Atalanta fino a oggetto misterioso perdutosi in quel buco nero divoratore di talenti di nome Manchester United, e giunto al Napoli come esplosivo mix di ultima spiaggia e mossa della disperazione di una squadra scopertasi a poche ore dalla fine del mercato sguarnita di attaccanti visto l'infortunio di Lukaku. Il lento ma progressivo adattamento hanno consegnato, a metà stagione, un'arma potenzialmente letale che, alla forza fisica e all'istinto del goleador, è ora capace di abbinare intelligenza e visione di gioco, oltre che colpi tecnici, quasi da numero dieci, e con la sfrontatezza del fantasista si diverte a tutto campo e fa divertire il pubblico partenopeo, oggi finalmente presente in tutti i suoi numeri in quel di Cremona dopo tante partite viste forzatamente da casa.

Consapevole di quanto l'impatto fisico del Napoli avrebbe potuto fare la differenza, Nicola adegua di conseguenza la sua Cremonese, mescolando le carte e cercando di proteggere in questo modo le zone chiave del campo: in quest'ottica si possono leggere le esclusioni di Vandeputte, l'uomo tecnicamente più dotato della squadra, e di Bonazzoli, che da seconda punta alle spalle di Vardy sta vivendo forse la miglior stagione della sua carriera, che vengono rimpiazzati da Sanabria e Zerbin, un tornante prestato al cuore del campo per costringere, con il suo dinamismo, a lunghe rincorse i mediani avversari e sottrarli quindi dal palleggio in mezzo al campo. Una scelta che la Cremonese segue coerentemente fino in fondo, quando nel secondo tempo prova a mescolare le carte mandando in campo per la mezz'ora finale altri due calciatori fisicamente prestanti e particolarmente dinamici come Moumbagna e Johnsen. Una decisione che però, risultato alla mano, non paga: chissà che con maggiore qualità in mezzo al campo per un tempo sufficiente la gara non sarebbe andata diversamente...

Il primo tempo del Napoli però, giocato ai limiti della perfezione, rende quanto detto prima niente più che mera speculazione che quasi trascende il calcio per tuffarsi nella filosofia: il Napoli infatti parte in quarta sin dalle prime battute, stressando la Cremonese con un'aggressività e un vigore insostenibili per la squadra di casa. Il resto lo hanno fatto poi la qualità degli interpreti: se il duello tra Højlund e Baschirotto è stato estremamente sbilanciato a favore del primo, anche sugli esterni la prova intelligente e generosa di Spinazzola e Politano, capaci di prendere ai lati i dirimpettai in grigio-rosso e di colpire sempre il nervo scoperto della Cremonese, hanno fatto sì che nei fatti la contesa finisse ben prima che il direttore di gara decretasse la fine delle ostilità.

Il grande primo tempo disputato dagli azzurri ha fatto sì che, nel secondo, il Napoli potesse entrare in campo padrone dello spazio e dei tempi di gioco, che a proprio piacimento alzava ed abbassava come più riteneva conveniente, non rischiando praticamente mai il ritorno della Cremonese (merito anche di una prova attenta e assolutamente priva di ansia dei vari Di Lorenzo e Juan Jesus su tutti), ma anzi andando vicino al terzo gol ancora con Højlund prima e poi con Rrahmani e McTominay. Il triplice fischio, insomma, è giunto solo come certificazione nero su bianco dell'ennesima rinascita del Napoli, capace di cambiare ancora una volta pelle e comunque ritrovarsi lì, nel cuore della lotta per la vetta della classifica, portando tre punti pesanti e convincenti conquistati in trasferta. Anche questa, visto lo storico di questa stagione, è una novità che farà passare a tutto il mondo Napoli un fine anno decisamente più sereno.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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