
Parma-Fiorentina 1-0, Considerazioni Sparse
Al Tardini la spunta il Parma: decimo ko stagionale per la Fiorentina in campionato.
Il lunch match tra Parma e Fiorentina che apre la 17esima giornata di Serie A si svolge come la maggior parte delle attività post-cenoni natalizi: con lentezza e un filo di sonnolenza, mentre gli avanzi del 25 vengono messi sulla tavola apparecchiata dopo una colazione a base di caffè e panettone. Al Tardini i ritmi sono decisamente bassi soprattutto nel primo tempo, complice la poca abitudine della squadra di Cuesta - oggi più propositiva - a governare la partita tramite il controllo della palla, e le incertezze di una Fiorentina ancora nemmeno convalescente dalla sua crisi, nonostante la prima vittoria in campionato colta contro l'Udinese. La spunta alla fine il Parma, avanti in avvio di ripresa e in grado di reggere al confusionario tentativo di ritorno dei viola, che pagano al solito distrazioni fatali e una tragica imprecisione in fase di finalizzazione.
Vanoli in casa viola ripropone lo stesso impianto ibrido visto nel 5-1 con i friulani: Parisi alto a destra, Ndour esterno chiamato a orientarsi sugli spostamenti di Gudmundsson, linea a quattro dietro dove Comuzzo-Pongracic formano la coppia centrale e Viti va a sostituire lo squalificato Ranieri come terzino sinistro prevalentemente bloccato. In panchina per i gigliati riappare Gosens dopo una lunga degenza. Il Parma, che domenica scorsa suo malgrado aveva riposato a causa degli impegni in Supercoppa del Napoli, sceglie Ondrejka davanti a supportare Pellegrino nel suo 4-3-3, preferendo Sorensen a Estevez in mezzo al campo e recuperando Circati in difesa dopo quasi due mesi di problemi fisici. Tra i pali ancora fiducia a un Corvi molto positivo.
Fin dalle prime battute emergono alcuni aspetti della partita che alla lunga contribuiranno a determinarne il risultato: in primis, tutta la pesantezza della Fiorentina nella circolazione palla, dove la pur propositiva cabina di regia in mano a Fagioli si arena in connessioni che non si trovano. In secundis, la frenesia dei viola nei pressi dell'area di rigore, dove faticano ad arrivare in maniera pulita e forzano soluzioni a ripetizione (Kean in particolare). In un quadro tendenzialmente sonnolento, dove la squadra di Vanoli non riesce ad avere nella sua fase di non possesso un'intensità corale, il Parma mette sul piatto una maggior convinzione nel condurre il gioco finché il risultato è in parità, e la maggior quantità offerta da Sorensen e Keita in mezzo per tenere botta una volta in vantaggio, oltre al superlavoro di uno stoico Pellegrino davanti (il suo costante duello con Comuzzo uno dei pochi elementi entusiasmanti della gara).
Significativamente, le migliori occasioni nel primo tempo sono tutte di targa emiliana (clamorosa una sciupata da un vivo ma impreciso Ondrejka). Il blitz di avvio ripresa dove proprio Sorensen porta in vantaggio i suoi (più lesto e reattivo di un sonnolento Dodô e del neo-subentrato Fortini nel raccogliere una palla vagante in area) obbliga i viola a uscire dal torpore, ma sempre con poco costrutto e poca precisione. Il 64% di possesso palla nella ripresa condito con ben 16 tentativi di conclusione non si traduce mai in un effettivo controllo della gara da parte dei viola, mentre Corvi tra i pali crociati frustra con alcune parate importanti anche le poche situazioni dove la Fiorentina riesce ad essere precisa verso lo specchio. Altro aspetto preoccupante: nonostante la compresenza in campo di Piccoli e Kean dal minuto 63, saranno i soli Gudmundsson e Comuzzo a impegnare di più il portiere del Parma, sintomo di quanta fatica facciano i viola nell'innescare e nel lavorare con le proprie punte.
Il Parma mette tre punti pesantissimi in cascina nel quadro della lotta salvezza, con una prestazione meritevole della vittoria e uno sfoggio di quell'attitudine è proprio parsa mancare agli ospiti. Dopo la sfuriata casalinga contro l'Udinese invece i viola compiono un ennesimo, pesante passo indietro: se le soluzioni tattiche riproposte non mancano di efficacia (che si può percepire, nonostante tutto, in una diversa sicurezza in campo di alcuni singoli), la Fiorentina si riconferma squadra di una superficialità sconvolgente - vedasi sul gol - e con dei picchi negativi prestazionali difficilmente risolvibili - vedasi. Soprattutto, la squadra di Vanoli ha dato la brutta impressione di non percepire la gravità della sua situazione e dell'importanza di questa sfida per la sua stagione. Qualcosa di molto preoccupante, per una compagine ancora inchiodata all'ultimo posto.
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