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Napoli
, 22 Dicembre 2025

Napoli-Bologna 2-0, Considerazioni Sparse


Nel segno di David Neres il Napoli conquista una Supercoppa mai apparsa realmente in discussione.

Il vecchio adagio dice che quando il gioco si fa duro, è proprio allora che i duri iniziano a giocare: dopo lo stop tanto imprevisto quanto shockante nelle modalità in quel di Udine, costata la momentanea vetta in classifica del campionato, il Napoli era chiamato a dare una risposta importante in questa settimana araba. Il bilancio è di due vittorie, quattro gol segnati e zero gol subiti, due prestazioni maiuscole degli uomini di Conte e, last but not least, un trofeo da portare a casa che mancava da undici anni dopo due tentativi andati a vuoto nel 2021 e nel 2024. Una settimana idilliaca per i partenopei, dalla quale chissà che non possa raccogliere nuova linfa una volta tornati alla routine italiana ed europea dopo l'intervallo asiatico.

Una vittoria arrivata come culmine di un percorso di crescita che potremmo titolare da Bologna a Bologna: poco più di un mese fa la gara contro la squadra felsinea rappresentò forse l'ora più buia della squadra campana, quando la squadra di Italiano portò brutalmente alla realtà un Napoli disfunzionale che aveva bisogno di ritrovare distanze in campo, certezze ed equilibri. Un mese dopo il Napoli affronta nuovamente il Bologna, ma lo fa con una nuova pelle: difesa a 3 ma soprattutto un tridente spurio, con Neres ed Elmas mai troppo larghi sulla linea esterna ma più impegnati a galleggiare nello spazio di mezzo tra le linee di centrocampo e difesa avversarie, che con Højlund ha trovato un mix potenzialmente letale per chiunque.

Il risultato, nello specifico di questa serata, è stata una finale mai realmente in discussione: la squadra di Conte infatti ha vinto la sua gara sotto tutti i piani sulla quale essa si è giocata. Straripante sotto il piano fisico, dopo tante gare in cui è sembrato che il Napoli avesse bisogno di tirare il fiato, con gli azzurri capaci di arrivare per primi su ogni pallone, se possibile ancora più dominante sul piano tattico, col piano gara preparato dal Napoli che sin da subito ha dato i suoi frutti. In particolare, il lavoro di Højlund nello stressare per tutta la partita la difesa avversaria, allungandola in modo tale da creare gli spazi letali nei quali Elmas e Neres hanno potuto mettere a ferro e fuoco la difesa avversaria.

Ad uscirne ridimensionato, stasera, è proprio il Bologna: detto che con un Napoli del genere c'era davvero poco da fare, oggi il Bologna è apparso quantomai inerme, "piccolo" di fronte ai propri avversari. Se i pronostici della vigilia davano per favoriti gli azzurri, col Bologna a recitare la parte dell'outsider pronto a rompere le uova nel paniere del più titolato avversario, stasera si è vista in tutta la sua drammatica estensione il divario esistente, in questo momento, tra Bologna e Napoli. Un Bologna che, insomma, deve ancora crescere tanto ma con tutte le possibilità per compiere tutti gli step necessari per avvicinarsi a quella che, ad oggi, rappresenta l'eccellenza del calcio italiano, e i successi della Coppa Italia e della semifinale contro l'Inter sono lì a certificare la grandezza del lavoro svolto, in queste ultime stagioni, da Italiano, Sartori e tutta la società rossoblu.

Una serata da sogno dunque per i partenopei, stasera straripanti come forse non li si vedeva dalla stagione dello scudetto di Spalletti. Un Napoli che ci ha abituato a vittorie sofferte, più di sciabola che di fioretto, ma che oggi è riuscito anche a piacersi e a piacere a tutti gli spettatori. Una vittoria frutto non solo della difesa, comandata da un torreggiante Juan Jesus, ma anche del sinistro magico, quasi onirico di David Neres, oggi autore di entrambi i gol in tabellino, il primo dei quali frutto di un gesto tecnico di rara bellezza. Se c'è un piccolo neo a questa serata è quello di averla vissuta solo da lontano, a chilometri di distanza dall'Italia e da due tifoserie, quella bolognese e quella napoletana, che avrebbero voluto davvero sognare ad occhi aperti, lottare, soffrire ed eventualmente esultare al fianco dei propri beniamini. Vedere una partita del genere in uno stadio mezzo vuoto è stato, purtroppo, un brutto spot per il calcio italiano.

Napoli Bologna
Il match winner David Neres

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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