
Una guida alla Coppa d'Africa 2025
La Costa d’Avorio campionessa in carica, il Marocco padrone di casa, la Nigeria: chi si contende la Coppa d'Africa 2025?
Dal 21 dicembre 2025 torna sugli schermi di tutto il mondo l'AFCON, la Coppa d'Africa. La massima competizione della nazionali africane tanto dà adito a polemiche in Europa per il periodo dell’anno quando la manifestazione ha luogo, senza però soffermarsi sulla crescita esponenziale delle stesse nazionali, che hanno elevato il proprio livello sia come qualità dei calciatori, sia per progetti tecnici.
Basti pensare alla rete federale del Marocco, che ospiterà la manifestazione, semifinalista dell’ultimo mondiale e grande candidata al titolo. Oltre ai “Leoni dell’Atlante”, a trainare il gruppo delle favorite a questa competizione, c'è anche la Costa d’Avorio, vincitrice dell'ultima edizione, giocata proprio nella nazione che ha dato i natali a Didier Drogba: il gruppo ora guidato da Émerse Faé, dopo la quasi autogestione della scorsa Coppa d'Africa, ha acquisito uno status importante proprio dopo la vittoria del 2023.
Le nazionali del Nord Africa hanno un potenziale non indifferente, come Algeria ed Egitto, con la Tunisia che rimane una squadra da tenere sempre in considerazione. Il Senegal, col corso post Aliou Cissé, ora sotto la guida di Pape Thiaw; la Nigeria di Lookman e Osimhen, chiamata a rispondere dopo l’eliminazione nel playoff mondiale e il Camerun in disfacimento dirigenziale. Non mancano di certo le storie e le compagini da tenere sotto la lente d’ingrandimento.
GRUPPO A - Il Mali contro il gigante del Maghreb
Il girone del Marocco non ha altre squadre forti come il gruppo costruito con dedizione ed intelligenza da Walid Regragui: tutto il talento maghrebino del mondo, dalle catene dell’Atlante fino al Belgio, arabi e berberi, è ora unito dall’amore per la maglia della nazionale marocchina. Si riparte dal blocco storico - Hakimi (dovrebbe rientrare in tempo per l'esordio contro le Comore, dopo il tremendo infortunio subito contro il Bayern Monaco), Bounou, Amrabat, Aguerd, En Nesyri e l’immancabile El Kaabi, mattatore della Fiorentina in finale di Conference League.
La difesa è affidata alla vecchia guardia - capitan Hakimi a destra, i centrali Aguerd e Saiss, sull'altra fascia Mazraoui. Torna in nazionale Adam Masina, jolly difensivo al pari di El Yamiq. Convocazione anche per Anass Salah-Eddine, che ben si sta comportando al PSV in prestito dalla Roma.
In un ciclo che ha raggiunto probabilmente il picco, non mancano le ciliegine sulla torta: Brahim Diaz e Saibari - centrocampista offensivo che da due anni va in doppia cifra tra campionato e Champions League col PSV - sono alla prima convocazione per un grande torneo col Marocco. Nella squadlist vengono listati centrocampisti anche due fantasisti dalla classe innata, entrambi in prestito dalla Bundesliga: El Khannouss e Ben Seghir, membri importanti nelle rotazioni di Stoccarda e Bayer Leverkusen. In aggiunta - ci scuseranno i tifosi dell'Atalanta, colpiti sia all'andata che al ritorno degli scorsi playoff di Champions League - Chemsdine Talbi, ex Club Bruges ora al Sunderland.
Non manca Abde Ezzalzouli, uno dei migliori esterni offensivi della Liga, che rappresenta tantissimi dei marocchini nati in Spagna: la prima etnia nella penisola iberica per rappresentazione percentuale, dopo quella spagnola, è proprio quella del Maghreb. La storia che lega inesorabilmente Spagna e Marocco sarà poi rinsaldata a livello calcistico con l'organizzazione del Mondiale 2030, ospitato dalle due insieme al Portogallo.
Mali e Zambia hanno elementi per mettere in difficoltà l’Equipe du Maroc: nelle Aquile del centro del continente spicca la presenza di alcuni giocatori impiegati in club italiani -Diakité del Palermo e Coulibaly del Lecce: il secondo, insieme al Sangaré titolare nel Lens primo in classifica in Francia, può formare una coppia interessante in mediana. In attacco, il nome che risalta di più è quello di Dorgeles Nene: l'ex RB Salisburgo si sta disimpegnando bene al Fenerbahçè, con 2 gol e 4 assist tra Super Lig ed EL.
Partono dietro nelle gerarchie lo Zambia di Patson Daka (e Lameck Banda) e le Comore, che stanno entrando in maniera ferma e decisa nell’orizzonte calcistico africano, pur senza disporre di talenti internazionali.
GRUPPO B - Attenzione all’Angola
Il girone è forse più equilibrato di quanto non dica la prima apparenza. La testa di serie è l'Egitto di Momo Salah: dopo aver portato la nazionale dei faraoni alla prossima rassegna mondiale, l'attaccante del Liverpool (per quanto ancora?) vuole far fare bella figura anche in quella continentale, dove l’Egitto è la nazionale che vanta il numero più alto di vittorie (7).
La squadra è stata allestita, come al solito, basandosi su elementi dalle tre grandi potenze del calcio egiziano: Al Ahly, Zamalek e Pyramids. Mancherà però una colonna difensiva, Mohammed Abdelmonem, inghiottito nel difficile contesto maturato a Nizza. Il reparto offensivo è quello più celebre: oltre a Salah, il tridente titolare è composto da Marmoush (Man City) e Mustafa Mohammed, attaccante centrale del Nantes.

Un’altra nazionale che si fa forza su un gruppo più che mai collaudato è il Sudafrica, che si presenta a questa Coppa D’Africa dopo aver ritrovato una qualificazione a un mondiale che mancava dal 2010. I Bafana Bafana di Hugo Bross arrivano con la maggior parte dei calciatori che ha preso parte all’ultima rassegna, quando la nazionale arrivò in semifinale, corroborata da molti convocati da Orlando Pirates e Mamelodi Sundowns.

Sarà l’Angola, in un girone predominato dai gruppi consolidati, a rappresentare la quota verde: tanti giovani a sostegno del vecchio Mbala Nzola che rappresenta l’attaccante esperto. Beni (Portimonense) e Maestro (Alanyaspor), nel sistema che l’Angola ha utilizzato nelle qualificazioni al mondiale, sono mezz’ali di passo e geometrie, rispettivamente 2002 e 2003; un altro 2002 più familiare nel contesto italiano, Zito Luvumbo (Cagliari), proverà a dare lo strappo necessario. La difesa vede nei centrali due giocatori d’esperienza - Kialonda Gaspar (Lecce) e Carmo (Porto).
L'Angola non è nazionale da sottovalutare, specie per due gruppi - Egitto e il fanalino di coda (sulla carta) Gabon - che stanno andando verso la chiusura dei rispettivi cicli.
GRUPPO C - Le Super Eagles in un girone abbordabile
La Nigeria, eliminata dalla Repubblica Democratica del Congo ai playoff mondiali, ha l’obbligo morale di provare quantomeno di riscattarsi, anche solo per esser stata finalista nella precedente edizione. Rimane una squadra sbilanciata, con troppi giocatori offensivi - Osimhen, Lookman, Simon, Onuachu (capocannoniere della Süper Lig con il Trabzonspor) e Alex Iwobi, nipote del leggendario Jay Jay Okocha - ma una difesa col solo Bassey elemento di spessore internazionale rimane la parte più vulnerabile del sistema di Éric Chelle.
Al secondo posto di questo girone, per il livello complessivo della rosa, si presenta la Tunisia, che si sta pian piano facendo strada tra le nazioni africane del Mediterraneo. Hanno abbandonato la maglia della nazionale due totem come Khazri e Msakni (che abbandonerà il sogno di record di presenze in nazionale), ma sono tanti i giovani da scoprire: in prima linea Gharbi - ex Masia e PSG, ora al Braga - e Achouri, centrocampista che sta ben figurando col Copenaghen in Champions League. La Tunisia fa della compattezza la sua forza principale: la difesa è piuttosto esperta e rodata, con giocatori di sicuro pedigree come Bronn (ex Salernitana) e Ben Ouanes, giocatore di punta del Kasımpaşa.
Rispetto a Uganda e Tanzania, i nordafricani appaiono più pronti ad affrontare la Nigeria. Rimane però curiosità per queste ultime: l’Uganda schiererà l’ex Roma e Spezia Elio Capradossi; la Tanzania sarà rappresentata, per la maggior parte, dall’Azam Fc e dal Simba fc, squadre locali, con ben 6 elementi a testa.
GRUPPO D - Il Senegal vuole farsi temere, ma attenzione...
Il Senegal - privato all'ultimo di Siren Diao per infortunio, dopo la querelle a mezzo stampa tra la federazione e il Como - ha il bisogno di far capire a tutta l'Africa che il progetto sta continuando, mantenendosi ai massimi livelli. Nelle ultime uscite, tra qualificazioni alla Coppa d'Africa e all'avvicinamento ai Mondiali 2026, si è preferito un sistema molto offensivo: tra i tre difensori, a capo c'è ovviamente il capitano, Kalidou Koulibaly.
Nei 4 di centrocampo, ai lati ci sono Ciss - laterale titolare per la terza Coppa d’Africa di fila - e Ismail Jacobs, che occupa la stessa porzione di campo, con compiti simili, al Galatasaray. Pape Gueye e Lamine Camara garantiscono il giusto filtro e qualità in mezzo. Davanti? Spazio al talento e alla fantasia di diverse combinazioni possibili del tridente: Nicolas Jackson, Sadio Mané, Iliman Ndiaye, Mbaye (prima convocazione per il 2008 del PSG), Boulaye Dia...

Il Senegal ha grande abbondanza di calciatori con caratteristiche offensive, che vuole cercare la sua seconda Coppa d'Africa della sua storia, dopo quella vinta all'inizio della gestione Aliou Cissé, nel 2021. Troverà di nuovo, sulla sua strada, la Repubblica Democratica del Congo: le due nazionali erano inserite nello stesso girone anche nelle qualificazioni al mondiale americano, con i congolesi che arrivarono di soli due punti dietro i “Leoni della Taranga”.
La Repubblica Democratica del Congo, ben allenata dal CT Desabre dal 2022, ha strappato il pass per il playoff intercontinentale per il prossimo mondiale, eliminando la Nigeria ai calci di rigore. Les Leopards si basano su un blocco a 4 in difesa - Wan Bissaka, Chancel Mbemba (capitano de “La Celeste”), Tuanzebe e Masuaku, i titolari, sono tutti di buon affidamento ad alti livelli in Europa... -, su un terzetto in mediana imperniato su Sadiki, una delle rivelazioni nella squadra-rivelazione per antonomasia del football del Vecchio Continente di questa prima parte di stagione (Sunderland) e un tridente foraggiato da Simon Banza e Bakambu. Grande sorpresa della Coppa d'Africa 2025?

Per quanto concerne Benin e Botswana, il livello di queste due compagini non è al livello delle due appena descritte, ma ricordo sempre che è sempre il campo a parlare, mai le figurine.
GRUPPO E - L’Algeria migliore di sempre?
La nazionale mediterranea si presenta a questa manifestazione come una delle più complete della rassegna, tra le favorite alla conquista della Coppa d'Africa 2025. La squadra di Petkovic, ex tecnico della Lazio, salvo per il ruolo di portiere titolare, ha tutti giocatori di primo livello. La difesa a quattro vede tutti nomi di primo piano: Ait Nouri, Bensebaini, Aissa Mandi e Hadjam.
Il centrocampo - 3 tra Bennacer, Zerrouki (Feyenoord), Aouar (Al-Ittihad, ex Roma) e Chaibi (Eintracht Frankfurt) - offre soluzioni importanti anche in uscita dalla panchina. Nel reparto offensivo, la qualità è al potere: Amoura (Wolfsburg), Hadj Moussa (Feyenoord) e Ryiad Mahrez pongono l'Algeria un ampio passo davanti a tutte, almeno nel girone.
Alle spalle c’è il Burkina Faso: Lassina Traorè, Bertrand Traorè e Dango Ouattara costituiscono un tridente invidiato da tante selezioni anche al di fuori del continente africano. Ancor più dietro è la Guinea Equatoriale: curiosamente, i giocatori più conosciuti giocano entrambi in Italia, Machin (Vis Pesaro) e Pedro Obiang (Monza).
Fanalino di coda è il Sudan, dove continua la guerra civile tra le fazioni cristiane e arabe. Fa piacere vedere una nazionale di un paese frastornato dalla guerra, ma i nostri occhi e le nostre menti non possono non distogliersi dalle impietosi immagini che arrivano da Khartum e dal resto delle città sudanesi.
GRUPPO F - Camerun, che combini? La Costa d’Avorio si ripeterà?
La nazionale camerunense, nella figura del presidente della federazione Samuel Eto’o, ha ben pensato di esonerare l’allenatore vigente, Marc Brys, che ha comunque stilato una propria lista di convocati. Scavalcando le prerogative che dovrebbero appartenere al nuovo CT, David Pagou, è stato lo stesso Eto’o a fare i suoi nomi per la Coppa d'Africa 2025, eliminando tra gli altri una delle figure di spicco dei Leoni Indomabili, come Vincent Aboubakar - a una decina scarsa di reti dal raggiungere l'ex attaccante di Barcellona e Inter ai vertici storici del calcio nazionale: non sia mai mettere in discussione il potere del capo...
Si sa ben poco di come Pagou (o chi per lui) intenderà disporre questo nuovo Camerun, privato di personalità ingombranti nello spogliatoio. Ultimo a venir meno in ordine di tempo, Jean-Charles Castelletto, ufficialmente convocato e poi toltosi dalla lista per un infortunio, ritrovatosi però ad allenarsi regolarmente in questi giorni presso le strutture dell’Al-Dulhail di Verratti e Luis Alberto.
A centrocampo, dove spicca Carlos Baleba, non è stato convocato Oliver Ntcham del Samsunspor - a sorpresa, visto il rendimento in Conference League - ma c’è Oliver Kemen, re degli assist in Turchia col Başakşehir.
Il reparto offensivo è quello che desta più sorprese. La sola certezza è Mbeumo dello United: ruoteranno intorno a lui Etta Eyong del Levante (5 gol in questa stagione in Liga, compresi i primi centri col Villarreal), Frank Magri (4 reti stagionali col Tolosa) o Christian Kofane, 2006 del Bayer Leverkusen, alla prima Coppa D’Africa. Più insidie che certezze per questo nuovo Camerun, che avrà fisiologicamente tutti gli occhi addosso.
A sfidare la nazionale camerunense nel girone ci penserà la Costa d'Avorio campione in carica. Gli Elefanti hanno cambiato radicalmente volto rispetto alla vittoria del 2023: mancano, tra gli altri, Max Gradel, Wilfred Singo (infortunato), Jeremie Boga e Serge Aurier. Ci sono, d’altro canto, nuovi calciatori pronti a far parlare di sé: su tutti, Christ Inao Oulai, centrocampista centrale del Trabzonspor del 2006. Su di lui si sono mosse già Chelsea, Ajax e Bayern Monaco, anche se in questa competizione partirà alle spalle di un trio titolare dal peso specifico infinito nel panorama africano - Seko Fofana, Frank Kessié e Ibrahim Sangaré.
Davanti ritorna tra i convocati Wilfried Zaha. Diomande e Oumar Diakité sono alla prima Coppa d’Africa della vita. Krasso, titolare in diverse uscite nel 2023, e Haller, ritornato a Utrecht dopo un lungo girovagare, sono elementi solidi. Amad Diallo e Bazoumana Tourè possono aggiungere qualità e velocità in diversi schieramenti: gli ingredienti, se mixati con le giuste dosi, possono ribadire la Costa D’Avorio come una delle grosse favorite del torneo.
Il Gabon è ormai partecipante consolidata della fase finale della Coppa d'Africa. Le Pantere affideranno le speranze di passaggio del turno a Pierre-Emerick Aubameyang - l'ex Arsenal e Barcellona non conosce età, ancora decisivo a Marsiglia -, Mario Lemina (fondamentale nel sistema di Okan Buruk al Galatasaray) e Denis Bouanga (LAFC). Il Gabon, eliminato dai playoff per il Mondiale dalla Nigeria (con doppietta di Osimhen nel supplementare), ha forse però troppi limiti, soprattutto a livello di profondità, per agguantare lo scalpo di una tra Camerun e Costa d'Avorio.
Chiude il girone il Mozambico di Geny Catamo, estroso esterno dello Sporting Lisbona: con tanti giocatori provenienti dal campionato portoghese, la selezione del CT Conde cercherà comunque di insidiare compagini molto più attrezzate de “O Mambas”.
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