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Wesley Roma
, 19 Dicembre 2025

Il secondo cannoniere della Roma


L'arma in più per scardinare le difese avversarie: signore e signori, Wesley Franca.

23 agosto 2025: la prima Roma targata Gasperini batte 1-0 il Bologna grazie a un gol rocambolesco di Wesley a inizio ripresa.

15 dicembre 2025: la Roma batte il Como, altra rivale per i posti in Europa, sempre per 1-0, sempre grazie a un gol di Wesley ad inizio ripresa.

Nel secondo caso non c’è la complicità dei difensori avversari, anzi: l’azione è ben orchestrata e si sviluppa grazie al lavoro dei due quinti. Il diagonale del brasiliano è pulito, secco, imparabile per Butez. Tra un gol e l’altro sono successe tante cose: nei piani alti della Serie A si sono alternate la Roma e almeno altre tre squadre; gli stessi capitolini hanno vissuto di alti e bassi, mantenendo una media di 2 punti a partita ma accumulando già 5 sconfitte. Una delle poche costanti? Wesley, ormai un perno.

È cosa nota che Gasp volesse l’esterno carioca già quando era a Bergamo nell'estate 2024 (seconda scelta dopo le visite mediche non convertite in firma sul contratto di Marc Pubill, prima della virata finale su Bellanova): il suo è stato un profilo a botta sicura della Roma made in Gasperini-Massara. In quel ruolo, nel 2024/25, i giallorossi avevano alternato Saelemaekers e Celik (e, in un paio di uscite, Saud Abdulhamid): il belga, con 7 gol stagionali, era stato decisivo nel tirare fuori la Roma dal pantano in cui si trovava a inizio stagione; il turco era stato schierato da Ranieri soprattutto nelle partite in cui si cercava di contenere l’avversario, impiegandolo in alcuni casi addirittura come braccetto destro.

L'arrivo di Wesley dal Flamengo per circa €25 milioni, però, aveva destato qualche perplessità: i dubbi riguardavano sia la fase offensiva (solo 4 gol e 6 assist in carriera con la prima squadra rubronegra), sia la sua adattabilità al calcio italiano - che richiede sempre una particolare attenzione alla fase difensiva. Non si disdegnava, nella pigra narrazione media, menzionare anche alcuni luoghi comuni sui terzini brasiliani: troppo acerbo nelle amichevoli, troppo poco affidabile dietro, e quindi pareva che Wesley quella partita inaugurale contro il Bologna non dovesse proprio giocarla, a scapito dei più sicuri Rensch o Celik.

Wesley invece gioca, e segna. La Roma vince, e convince. Tranne per un piccolo problema fisico a metà settembre, l'ex Flamengo giocherà tutte le partite, comprese quelle con la Nazionale: il 22enne sembra godere ora anche di grande considerazione da parte di Carlo Ancelotti.

Che Gasperini faccia molto affidamento sugli esterni a tutta fascia non è un mistero: fin dalle prime esperienze in B col Crotone e in A col Genoa, i metodi del mister di Grugliasco esaltano i depositari del ruolo. All'Atalanta abbiamo ammirato tantissime azioni concluse proprio con gol e assist da quinto a quinto: Conti, Spinazzola, Gosens e Hateboer, Bellanova e Zappacosta sono solo alcuni degli esterni che col tecnico piemontese hanno vissuto le migliori stagioni in carriera.

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Anche la Roma veniva da tante stagioni consecutive di 3-5-2/3-4-2-1: era però proprio la catena laterale di destra il cruccio dei precedenti allenatori giallorossi. Se in ultimo Angeliño offriva ampie garanzie sulla sinistra, lo stesso non si poteva dire dei vari Karsdorp, Kristensen e Celik (solo per citare quelli delle stagioni più recenti) dall’altro lato. L’investimento importante su Wesley, quindi, è stato fatto nell'ottica di garantire un titolare, qualcuno che potesse dare il suo contributo fin da subito.

Al di là del gol contro il Bologna, le prime uscite stagionali avevano mostrato un atleta con grande gamba e facilità di corsa, anche più attento di quanto si pensasse in fase difensiva, ma con grossi limiti tecnici e di qualità delle scelte negli ultimi 20 metri (problema che sembra riguardare gran parte dei giocatori della Roma, come dimostra il basso numero di gol segnati rispetto alla grande efficacia della pressione offensiva).

Sorprendentemente, il momento in cui Wesley è diventato imprescindibile è stato quando Gasperini ha iniziato a schierarlo anche a sinistra. Complice il lungo infortunio di Angeliño e le prestazioni deludenti di Tsimikas, il tecnico della Roma ha valutato di spostare il brasiliano sulla sinistra e schierare il Celik più affidabile mai visto nella Capitale come quinto di destra, con importanti benefici nei numeri e nelle prestazioni di entrambi. L’esuberanza atletica di Wesley è diventata l’arma principale della Roma per movimentare le difese avversarie: anche quando il brasiliano è stato riproposto a destra, come nella vittoria col Como, le cose non sono cambiate.

Da ottobre in avanti, la Roma di Gasperini ha migliorato l’intensità del gioco sulle fasce: Wesley ha dimostrato un’ottima intesa sia con chi gli parte dietro (Hermoso a sinistra, Mancini a destra) sia con la principale fonte di gioco (Soulè). Ma sono state le sue giocate palla al piede a farne una risorsa fondamentale per guadagnare metri e creare situazioni di superiorità numerica: secondo i dati di Opta/FBref, il brasiliano è autore di 3 progressioni a partita di almeno 10 mt. Non brilla per passaggi progressivi (3.70 a partita tra quelli che fanno avanzare la sfera di almeno 10 metri) ma si fa sempre trovare pronto per riceverli (8.64 a partita, migliore di tutta la A).

La Roma è la 2° squadra della Serie A dopo il Como per efficacia della pressione alta (utilizzando il PPDA come dato di riferimento): Wesley viaggia su una media di 1.75 intercetti a partita effettuati a partita, uno dei dati più alti del campionato tra gli esterni a tutta fascia, permettendo alla Roma di avere una riaggressione efficace e di riprendere l’azione offensiva partendo da molto più avanti rispetto a quanto visto da Ranieri andando a ritroso.

Il brasiliano è inoltre sicuro protagonista della fase offensiva della Roma: ha effettuato molti più tocchi nella trequarti avversaria che nella propria (341 contro 167 nelle prime 15 di campionato) e, nonostante una percentuale non altissima di dribbling e passaggi riusciti nell’ultimo terzo di campo, si dimostra molto efficace nell’entrare in area palla al piede, facendosi trovare libero grazie a una buona capacità di legare con i compagni e a buon controllo del corpo in velocità. Le ottime abilità in smarcamento rendono Wesley il secondo miglior marcatore della Roma in campionato con 3 centri, quasi quanto quelli messi a segno nelle 136 partite disputate in carriera col Flamengo.

Anche difensivamente, i numeri offrono riscontri positivi rispetto allo scetticismo iniziale: il nativo di Açailândia vince più della metà dei tackle; è pulito non solo nell’intercettare i passaggi avversari, ma anche i tiri verso la propria porta.

Secondo Opta/FBref, il profilo della Serie A al quale Wesley si avvicina di più per collocazione in campo e stile di gioco è proprio Saelemaekers, tornato al Milan dopo un anno ai giallorossi. Dell’esterno del Milan, usato sia da Allegri che da Ranieri anche come seconda punta, spiccano di più i dribbling e la pulizia dei passaggi nell’ultimo terzo di campo; le doti difensive e atletiche di Wesley sembrano maggiori, nonostante le mancanti garanzie in sede di acquisto in estate in base a quanto visto tra Mondiale per Club, Libertadores e Brasileirão nelle ultime annate.

Un flash dal precampionato.

Il brasiliano sembra uno di quelli che, quando viene servito in corsa, mette da subito in apprensione la difesa avversaria, generando istintivo entusiasmo nel pubblico giallorosso. Una fattispecie che ricorda ciò che succedeva con Gervinho quando sulla panchina della Roma c'era Rudi Garcia. Anche i compagni lo cercano sempre con maggiore frequenza, creano situazioni di gioco ad hoc per mandarlo a puntare l'area avversaria.

Siamo a una pulizia nel decision making in fase di rifinitura e finalizzazione dall'aver trovato l'esterno a tutta fascia definitivo di Gian Piero Gasperini?

  • Valerio Fontana è nato nel 1998 a Roma, divoratore di partite di Calcio e di Tennis, fa lo stesso con i relativi articoli.

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