
Berke Özer v. Turchia
Il portiere del Lille litiga con la Federazione ma para tutto tra Europa League e Ligue 1.
Si era già fatto notare all'Olimpico, in una serata calda e autunnale di Europa League: la squadra di Gasperini riesce a farsi parare tre volte lo stesso tentativo dal dischetto, il primo paio di Dovbyk e l'ultimo di Soulé. In quella sera romana Berke Özer, portiere turco passato dal Fenerbahçe ed ex Eyuspor, entra inevitabilmente nella storia.
Come arriva a Lille, nell'Alta Francia, a pochi chilometri dal confine col Belgio, Berke Özer? Nel 2024/25 all'Eyüpspor, nella squadra allenata da Arda Turan, il classe 2000 si esprime ad un livello talmente alto da meritarsi, ampiamente, la considerazione di Vincenzo Montella e la chiamata in nazionale. Di Özer si è sempre parlato benissimo a livello di calcio giovanile in Turchia: sono solamente le sue scelte, sbagliate, ad aver ritardato il suo arrivo nel calcio di livello.
A gennaio 2025 il Galatasaray, in predicato di sostituire il partente Muslera, aveva provato a prelevarlo in una doppia operazione che vedeva coinvolto anche Ahmet Kutucu: tra Gala ed Eyüpspor, però, non si fece nulla. Nel 2025/26, a difendere la porta del Galatasaray, c'è Uğurcan Çakır, titolare della Turchia, arrivato a Istanbul dopo 9 anni al Trabzonspor.
Sotto Arda Turan, Berke Özer diventa il miglior portiere della Süper Lig al pari del connazionale, ma nessuno sembra disposto a spendere i €5 milioni richiesti dalla società per far fare il salto di qualità al portiere, cresciuto in uno dei settori giovanili più floridi di tutta la Turchia, quello dell’Altinordu.
Ad agosto il Lille vende Chavalier al PSG: l’effetto farfalla del calciomercato vuole che, per sostituire il portiere francese, Les Dogues spendano i fatidici €5 mln (più bonus) per prelevare Özer e farlo diventare il titolare di una squadra che lotta per l'accesso alla prossima Champions League. La Ligue 1 mette alla prova subito il portierone turco, e la risposta è sotto gli occhi di tutti, specie nei big match vinti dalla squadra di Genesio.
Berke Özer sta risultando una sicurezza per i compagni, non solo per le reti inviolate (7 tra Ligue 1 ed Europa League) e il 68.9% di tiri in porta parati, ma anche palla al piede, tra percentuale di tocchi sul totale di squadra e assist a referto.
Nelle vittorie casalinghe con Monaco e Marsiglia, e nel pareggio col PSG, Özer è risultato essere uno dei migliori in campo, a protezione estrema di una difesa per niente impenetrabile come quella del Lille. Ma è in Europa League che il portiere turco dà il meglio di sé. I tifosi della Roma potrebbero pensare che il turco abbia avuto la migliore serata della carriera contro i giallorossi, ma è l'intera campagna nella League Phase dei francesi a rendere merito alla crescita del 25enne turco.
Sono infatti arrivati altri due rigori parati, uno contro il Paok (Zivkovic il tiratore) e uno contro lo Young Boys (Chris Bedia). Entrambi gli interventi non basteranno a salvare il Lille dalla sconfitta, ma nell'ultima uscita con gli svizzeri Özer ha fatto di nuovo strabuzzare gli occhi: rigore respinto e tuffo felino sulla successiva ribattuta.
L'ex Eyüpspor si conferma un portiere sicuro nelle uscite, incredibilmente reattivo, rifugio credibile dalla manovra di Genesio: il Lille è andato a pescare un portiere, ancora giovane, a un prezzo di mercato davvero conveniente. Un'altra prova, semmai ce ne fosse ancora bisogno, dell'ottimo scouting effettuato in Ligue 1: a Lille, dall'estate 2024, la direzione è affidata a Khaled Garbaa, nei 24 anni precedenti a capo degli osservatori del Rennes, altra società in cui non c'è nulla di improvvisato in quanto a scopritura del talento calcistico.
Sostituire Chavalier era, sulla carta, molto complicato: Berke Özer è garanzia sia per il presente che per il futuro, con una lauta plusvalenza che s'intravede in lontananza.
Berke Özer e la Turchia: ruggini con la Federazione
Se la situazione col club è rosea, con la nazionale è tutt’altro che pacifica. Nella Turchia di Montella, è secondo nelle gerarchie: non è stato mai impiegato nelle qualificazioni al Mondiale 2026 (non c'è ragione per cui debba trovare spazio nel playoff di marzo, stando così le cose), perennemente a guardar difendere i pali della Turchia dal già citato Uğurcan Çakır. Scontento della scelta tecnica di Montella, in occasione della penultima pausa nazionali, Özer si è reso protagonista di un episodio inusuale.
Dopo essere rimasto in panchina nella netta vittoria della Turchia in Bulgaria, il classe 2000 ha lasciato anzitempo il ritiro, prima della gara che la Turchia avrebbe giocato con la Georgia. In una nota ufficiale, la Federazione informa che non verrà più convocato fino a data da destinarsi: assai improbabile un "perdono" precedente alla sfida contro la Romania (ed eventuale finale con una tra Slovacchia e Kosovo).
In costante crescita tecnica e in termini di personalità, Berke Özer disporrebbe di ogni mezzo calcistico per coronare il sogno di indossare la #1 della Turchia. Che possa farlo nei prossimi mesi o, chissà, al Mondiale americano della prossima estate, non dipende esclusivamente da lui: per ora, la differenza tra sogno e utopia è sottile.
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