
Tutte le difficoltà della Roma nei big match
L'analisi dei dati degli ultimi 7 anni di Serie A non migliora l'impressione superficiale.
La sconfitta nel posticipo del 13° turno di Serie A contro il Napoli avrà ricordato ai tifosi della Roma, se non per la qualità del gioco espressa quantomeno nel risultato, le sconfitte ottenute nei mesi precedenti contro Inter e Milan. I problemi della Roma contro le dirette concorrenti non sono nati però certo nel 2025/26: che la squadra da tempo faccia fatica nei big match non è un'opinione, ma una realtà con cui i Capitolini devono fare conto da tempo, precisamente dal 2018/19.
Per la prima volta dopo 5 anni, in quell'annata i capitolini mancano la qualificazione alla Champions League, non ritrovandola più. Qual è stato il rendimento della Roma nelle ultime 7 stagioni e mezzo contro avversari che competono per obiettivi simili ai suoi?
Ipotizzando un mini torneo tra “7 sorelle” - Atalanta, Inter, Juventus, Lazio, Milan e Napoli: squadre che, almeno nel 50% dei casi, sono arrivate sopra alla Roma nelle stagioni analizzate e che hanno ottenuto almeno due qualificazioni in Champions a testa contro le 0 della Roma -, i numeri presi in considerazione saranno suddivisi per annata, avversario e allenatore. Vero i numeri non dicono tutto, ma dicono molto sul perché la Roma fatichi a tornare al vertice del calcio italiano.
Media punti della Roma, dal 2018 a oggi
0.94 a partita: 83 punti in 88 partite, davvero pochi per una squadra che ambisce a qualificarsi per la Champions League. La media dei punti in casa (1.13) è molto più alta di quella in trasferta (0.68), quest’ultima frutto di sole 5 su 44 partite. La media è più alta nel girone di ritorno (1.00) rispetto al girone di andata (0.89), quasi a simboleggiare un senso di urgenza maggiore ma mai sufficiente a riparare il distacco accumulato in precedenza.
Le uniche 3 stagioni in cui i capitolini hanno avuto una media punti pari o superiore all’1 sono state il 2024/25 e le prime due: e non è un caso che sia l’anno scorso che nel 2018/19 la Roma è arrivata a giocarsi l’accesso in Champions League fino all’ultima giornata, mentre nel 2019/20 ha realizzato il maggior numero di punti totali nel periodo analizzato (70). In tutte le altre 5 annate - ininterrottamente dal 2020/21 al 2023/24, la Roma ha fatto meno di un punto a partita per big match, con picchi negativi durante il secondo anno di Fonseca (0.58) e il secondo di Mourinho (0.75).
A livello di allenatori, Ranieri è l’unico con una media punti superiori alla singola unità (1.31: ogni 3 big match 1 vittoria, 1 pari e 1 sconfitta); De Rossi mantiene la media di 1 punto a partita; tutti gli altri sono in negativo, compreso Gasperini - il cui campione però è davvero limitato. I mister che ne hanno allenati di più sono Mourinho (31) e Fonseca (24), con una media punti rispettivamente di 0.80 e 0.83. Quanto è significativo e quanto "autoassolutorio", in ottica futura, che gli allenatori che hanno preparato più big match abbiano una media punti in linea con quella generale?

Gol segnati, gol subiti
Escludendo dall'analisi Gasperini e Juric, il cui sample size è davvero troppo esiguo, con tutti gli altri allenatori la Roma ha segnato almeno un gol a partita. Il migliore? Di Francesco, con 1.55. L'attuale tecnico del Lecce ne ha però subiti molti di più: solo Gasperini ne incassa meno di uno a partita. Lo scarto di gol fatti/subiti in media per partita è negativo con tutti (lo scarto migliore è appannaggio di De Rossi, -0.17; il passivo più pesante è quello di Fonseca, -0.74).
Per quanto riguarda gli avversari, l’unica squadra con cui la Roma ha fatto più di un punto di media a partita è la Lazio (1.33): ogni 3 derby la Roma ne ha vinto uno, pareggiato un altro e perso l'ultimo. 1 punto di media a partita contro la Juventus (ogni tre partite, 1 vittoria e 2 sconfitte); media inferiore al punto a gara contro tutti gli altri. Il peggior dato si registra contro l’Atalanta (10 punti in 14 partite).
L’Atalanta - ironia della sorte, considerati i 9 anni vissuti da Gasperini a Bergamo - è la squadra contro cui la Roma ha segnato di più (1.28 gol a partita) ma anche quella da cui ha subito più reti (1.93). Anche contro Milan, Lazio e Juventus la Roma ha fatto più di un gol a partita, ma contro tutte e 6 ne ha concesso almeno uno in media. La Roma parte in vantaggio di gol medi a partita solo contro la Lazio (+0.13); contro le altre parte sempre sotto, con un incredibile picco negativo contro l’Inter (0.80).
Rimanendo sempre in orbita "gol fatti", la Roma ha accumulato più di un gol in media a partita in sole 4 annate su 8; in ben 6 su 8, ne ha subiti più di uno a partita. Solo nel 2024/25 è riuscita ad avere una differenza reti nulla nei big match (11 gol fatti, 11 gol subiti); in tutte le altre 7 annate è andata in negativo, con uno score disastroso nel secondo anno di Fonseca (-15).
Saldo casa/trasferta
La Roma segna di più in casa (+0.21 gol a partita rispetto alle trasferte) e subisce molto di più in trasferta (+0.34 rispetto alle partite in casa); soprattutto, segna poco (1.08 di media a partita) rispetto a quanto subisce (1.53). La differenza reti complessiva è di -0.45 gol a partita: è come se la Roma iniziasse ogni big match in svantaggio di mezzo gol.
Conclusioni
Da fine agosto 2025 a oggi, Gasperini è stato bravissimo nell’ottenere il massimo contro le piccole e nel portare a casa match ostici come quelli contro Bologna o Fiorentina, ma i dati degli ultimi anni dimostrano che questo non basta per andare in Champions League. Il picco massimo della Serie A si è notevolmente abbassato, ma il livellamento delle squadre di vertice è indiscutibile: la diminuzione della quota scudetto e l'innalzamento dei punti per raggiungere il 4° posto sono conseguenze inevitabili.

Il tecnico di Grugliasco dovrà essere bravo a capire cosa non ha funzionato in questi anni nella Roma e cercare di invertire la tendenza: in molti casi il materiale umano su cui dovrà lavorare è lo stesso presente in buona parte delle stagioni citate, ma l'efficacia del manico potrebbe fare tutta la differenza del mondo.
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