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Turchia mister
, 15 Dicembre 2025

Si sta come d'autunno, in Turchia, i mister


Nemmeno a metà stagione in Turchia, e in Süper Lig sono già saltate 12 panchine.

La Turchia è terra dove il calcio è cultura e folklore, impregnata di grande passione dei tifosi, gestito da dirigenze quantomeno ballerine.

Nell'estate 2025, a fronte del ritorno a una Süper Lig a 18 squadre - riforma varata affinché anche le più piccole realtà potessero rafforzarsi grazie alle risorse dei diritti Tv - e della presenza roboante di proprietà facoltose, gli organigrammi hanno avuto mesi per creare progetti ad hoc per i loro allenatori. Così è stato, almeno sulla carta.

Da sempre le guide tecniche hanno vita breve, sportivamente parlando, in Turchia. Ma nel 2025 si sono toccati livelli clamorosi, quasi imbarazzanti, di esoneri a stagione in corso. Si parte da fine agosto: via Ole Gunnar Solskjær dal Beşiktaş, sostituito da un uomo di casa, dalla Carsi, Sergen Yalcin. La campagna acquisti ingente doveva portare anche i bianconeri all'altezza delle grandi di Istanbul: al momento la distanza dalla capolista Galatasaray è di 11 punti. 

All’esonero di Solskjaer ne sono seguiti altri due a stretto giro di posta: uno ha avuto eco internazionale, quello di Josè Mourinho dal Fenerbahçe; l’altro, con attenzione ristretto alla narrativa turca, è quello di Ismet Taşdemir dal Gaziantep, allenatore che aveva vinto nel 2024/25 la Bir Lig con il Kocaelispor e, a stagione iniziata, avevo perso appena le prime 3 partite con la squadra dell’est della Turchia.

Per questi due cambi va sottolineato come i sostituti, Burak Yilmaz (Gaziantep) e Domenico Tedesco (Fenerbahçe), abbiano innalzato e non poco il rendimento della squadra rispetto alla gestione precedente, dimostrandosi scelte logiche e opportune. Il problema, in Turchia, è che queste decisioni costituiscono l'eccezione e non la regola.

Un esempio di cambio scellerato è quello di Emre Belözoğlu, ex calciatore di Inter, Fenerbahçe e Galatasaray. Individuato come guida tecnica dell'Antalyaspor, la squadra dell’antica Lidia viaggiava a buon ritmo prima delle dimissioni del tecnico, in seguito a divergenze insanabili con la proprietà. Nonostante risultati e prestazioni in linea con le aspettative (10 punti in 8 gare) il sostituto Erol Bulut, da metà ottobre 2025, ha mantenuto la stessa identica media punti nelle prime 7 gare a capo dell'Antalyaspor.

A Kayseri, Markus Gisdol, artefice di una clamorosa salvezza durante il primo anno dal ritorno nel massimo campionato di Turchia del Samsunspor, è esonerato dalla squadra giallorossa dopo non aver vinto una partita delle prime 8 giornate. Al suo posto è stato scelto Radomir Dalovic, che aveva iniziato la stagione tra preliminari di Champions League ed Europa League a Maribor: il montenegrino ha ottenuto 2 vittorie nelle prime 8 gare in Süper Lig, riportando la squadra dell'Anatolia centrale quantomeno a contatto col resto delle squadre in lotta per la salvezza.

Il simbolo di un radicale cambio di progetto tecnico a stagione in corso è stata quella dell’Istanbul Başakşehir: la società, dopo la brutta eliminazione dal playoff di Conference League, ha esonerato Çağdaş Atan anticipando la concorrenza e mettendo sotto contratto un allenatore giovane, Nuri Şahin. Il cammino dell'ex allenatore del Borussia Dortmund - la rosa annovera due nazionali uzbeki, Shomurudov e Fayzullaev - è tutto fuorché semplice: il gruppo di casa al Başakşehir Fatih Terim è vittima di troppe distrazioni difensive, che vanificano una produzione offensiva interessante. Nemmeno un ex totem del calcio in Turchia come Nuri Şahin è stato oggetto di forti pressioni dei media, anche se il Başakşehir non è un club famoso per la sua numerosa tifoseria.

Tornando a Çağdaş Atan, il 45enne di Izmir non ha aspettato troppo per allenare di nuovo. L’ex difensore di Trabzonspor e Basilea tra le altre ha trovato una “calda” panchina nel centro della Turchia, a Konya: il Konyaspor ha optato per l'esonero di Recep Uçar, arrivato a inizio 2025 per salvare le Aquile biancoverdi e condurle a una tranquilla salvezza per intraprendere la campagna 2025/26 con 14 punti nelle prime 11 uscite di campionato. Non a sufficienza, evidentemente.

Anche Uçar non ha preso nessun anno sabbatico: dal 3 dicembre è il nuovo allenatore del Rizespor. A quasi metà della sua quarta stagione a Rize, Ilhan Palut ha deciso di dimettersi dopo la sconfitta in casa rimediata col Kayserispor. Palut, che sedeva in panchina da quando il Rizespor è tornato in Süper Lig, è stato sempre al centro di incessanti critiche, troppe per una squadra della città del Cay turco, una delle tre città sul Karadeniz che giocano nella massima serie di Turchia (insieme a Trabzon e Samsun).

Stando alla graduatoria della seconda settimana di dicembre, dall’11° classificata fino al fanalino di coda Karagümrük, tutte hanno cambiato allenatore in Süper Lig. Notizia del primo weekend di dicembre è stata fornita dal Gençlerbirliği, 15° con un solo punto sulla zona retrocessione, dovrà cambiare nuovamente guida tecnica, viste le dimissioni di Volkan Demirel, ex leggenda tra i pali di Turchia e Fenerbahçe. Sotto la guida del tecnico ex Hatay e Bodrum, la squadra di Ankara si era risvegliata dal torpore, sfiorando anche un pari a Istanbul con la capolista Galatasaray.

Altro fatto piuttosto rilevante è la netta e perentoria del Gençlerbirliği nello scontro diretto contro il Fatih Karagümrük: tutta la squadra era e sarebbe rimasta insieme a Demirel che, dal canto suo, ha potuto salutare con la squadra sopra il terz’ultimo posto. Probabile che gli screzi con la dirigenza fossero di natura economica, come portano a pensare le numerose voci riguardo mancati pagamenti ai calciatori, in una squadra che vanta diversi ex Serie A, come Niang e Pedro Pereira, e l’ex Primavera Juventus Franco Tongya.

Le migliori squadre della Lega, salvo Fener e Gaziantep, sono quelle che non sono ancora ricorse all'esonero, ça va sans dire, o accettato le dimissioni dello stesso. Il campionato turco ci sta regalando nuove piazze importanti per il calcio: ecco Samsun, sta ritornando Trabzon col suo condottiero, Fatih “Sultan” Tekke, che allena dai primi mesi del 2025. Ci sono tante belle realtà da raccontare, come il Goztepe di Stoilov, che lotta per andare in Europa con una squadra giovane e brillante. Ma la Turchia continua a nutrirsi insaziabilmente degli umori di media e tifoseria: dove il progetto resiste, i risultati sono sotto gli occhi di tutti.

  • Roma, 1997
    Conoscitore del calcio, specialmente il calcio delle periferie d'Europa.
    Fondatore di Kulup Turkiye su Ig

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