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Udinese Calcio v SSC Napoli - Serie A
, 14 Dicembre 2025

Udinese-Napoli 1-0, Considerazioni Sparse


Il Napoli non sa più vincere in trasferta: l'Udinese ferma ancora Conte.

Contro l'Udinese il Napoli si presenta ancora una volta nella sua versione da trasferta: non è visibile dalle divise di gioco, del canonico azzurro societario, ma è appariscente una volta che l'arbitro dà il via alle ostilità. Conte sceglie gli stessi uomini dell'esaltante prova di una settimana fa (escluso Spinazzola, oggi preferito a Olivera nell'XI titolare) al Maradona contro la Juventus, ma lo spirito è diametralmente opposto: lontano dalle mura amiche, il Napoli sembra spaesato come un fuorisede al primo giorno di università. Incapace di mantenere le distanze adeguate tra i reparti, lungo e sfilacciato, insolitamente docile quando c'è da attaccare la porta avversaria. Solo qualche spunto estemporaneo dei suoi uomini offensivi nel primo tempo hanno permesso agli azzurri, quantomeno nella prima frazione, di lasciare qualche pallido segnale di ottimismo in una prova grigia e senza sussulti, difficile da seguire per i più sensibili al picco glicemico post-prandiale.

Il ritmo della gara viene impartito dell'Udinese sin dalle prime battute: i bianconeri già nel primo tempo hanno il merito di spegnere le velleità degli avversari grazie a un pressing ordinato che ha spesso costretto i difensori azzurri a rintanarsi nel loro giropalla, attenti più a non fare pasticci più che ad attendere pazientemente gli spazi per lanciare il pallone nell'altra metà campo. Un'Udinese attenta, forse anche troppo nel primo tempo, che concede pochissimo ma che, forse anche per paura di scoprire il fianco agli avversari, troppo timorosa in fase offensiva, dove forse è mancata l'ambizione di attaccare con maggiore veemenza la difesa del Napoli, che pure mostrava già le prime crepe.

Nel secondo tempo, però, a rubare la scena è Nicolò Zaniolo. Un calciatore che per colpe sia del caso (i numerosi infortuni in cui è incappato nei primi anni della sua carriera) ma soprattutto personali era pian piano scivolato via dalle luci della ribalta. A Udine, Zaniolo sembra aver ritrovato sé stesso: abbiamo visto un giocatore con una più che buona condizione fisica e soprattutto il carisma da grandi palcoscenici che in una realtà come quella friulana può fare la differenza. È proprio l'ex Roma a diventare cuore emotivo della sua squadra e a suonare la carica, consapevole che l'occasione, contro questo Napoli derelitto, fosse propizia: non solo entra nell'azione del primo gol annullato ai friulani poco prima di mettersi in proprio e trovare la via della rete, anche questa annullata dal VAR, ma è soprattutto con le sue accelerazioni, i suoi strappi in conduzione e le sue giocate a rendere manifesto il mismatch tra lui e il centrocampo fragile del Napoli, raffazzonato da mille infortuni eppure capace di tirare fuori ben altre prestazioni. Una partita, quella di oggi, che chissà, forse alimenta nuovamente le quotazioni di quello che era considerato l'enfant prodige del calcio italiano non troppi anni fa. Chissà, anche in vista del decisivo doppio appuntamento di marzo.

Il gol decisivo (e che gol) porta però la firma di Ekkelenkamp, non nuovo a giocate simili proprio contro gli azzurri: in generale, però, è tutta la mediana friulana ad essere salita in cattedra nella seconda frazione. Solo la traversa separa Piotrowski dal suo secondo gol consecutivo, mentre un Karlström instancabile in fase di pressing riesce far finire tra i suoi piedi tutti i palloni sporchi diretti alle punte azzurre.

Ancora una volta, un eurogol di Jurgen Ekkelenkamp ferma il Napoli.

Detto degli eccezionali meriti della squadra di Runjaic, è doveroso sottolineare le dolenti note presenti dall'altro lato della barricata: se si è già parlato della prima frazione soporifera del Napoli, nel secondo tempo gli azzurri invertono la rotta, ma prendendo il bivio che conduce diritti verso il baratro: non solo si sono rivisti infatti tutti i difetti già evidenziati mercoledì scorso contro il Benfica, ma addirittura peggiorati, tanto che nemmeno i due schiaffoni di Davis e Zaniolo, poi annullati, sono riusciti a scuotere il Napoli dalla sua trance: una squadra molle, stanca, ma soprattutto pavida e confusa che è andata incontro alla più meritata delle sconfitte.

Neppure l'ingresso dell'ex Lucca, punzecchiato nell'orgoglio nel pre-partita e a giusta ragione, visto che è stato uno dei migliori pur se nei pochi minuti giocati, è riuscito a dare uno scossone necessario ai suoi. Tantomeno a Højlund, preda dei suoi fantasmi, che fallisce da due metri l'appuntamento col gol dell'immeritato pareggio, imbeccato proprio da quello che dovrebbe essere il suo rincalzo. Non una bella mossa da parte di Højlund, i cui minuti (col rientro sempre più vicino di Lukaku) forse stanno per scadere...

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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