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Genoa Inter
, 14 Dicembre 2025

Genoa-Inter 1-2, Considerazioni Sparse


In vista della Supercoppa, l'Inter vince dopo 5 anni a Marassi col Genoa.

È il 24/10/2020: Lukaku e D'Ambrosio consegnano 3 punti all'Inter di Conte, che sfidava il Genoa di Pandev allenato da Maran. Da quel momento in poi, i nerazzurri non hanno più vinto a Marassi, sponda rossoblù, con lo stadio che è diventato un tabù per i meneghini. Bisseck e Lautaro riescono dunque a rompere l'incantesimo del Grifone, con la squadra di Chivu che mette la freccia e sorpassa Milan e Napoli. Tuttavia, questo confronto conferma sia i punti di forza e debolezze dei nerazzurri che le ambizioni della squadra allenata da De Rossi.

I padroni di casa manifestano sin da subito le loro intenzioni: mantenendo alta la linea d'ingaggio, l'intenzione è quella di non fare una partita attendista. L'approccio rossoblù è coraggioso, tenace. De Rossi si affida ancora alla coppia Colombo-Vitinha per impensierire il trio difensivo Bastoni-Akanji-Bisseck, ma la retroguardia nerazzurra li contiene con efficacia. L'Inter, nonostante l'assestamento necessario per prendere le misure ad un voglioso Genoa, sblocca quasi subito il match. Bisseck si sovrappone, entra in area di rigore ed alza la testa valutando il da farsi, con Leali fa un passo verso il centro dell'area. Difficile valutare le reali intenzioni del tedesco, indeciso se tentare la conclusione o servire un compagno in mezzo, ma tant'è: la traiettoria disegnata dal mancino è beffarda, sul primo palo, e infila l'estremo difensore del Grifone. I nerazzurri dopo aver stappato il match sembrano più rilassati, e cominciano a muoversi in lungo e in largo per il campo vanificando il pressing rossoblù e dando vita a pericolose ripartenze e pregevoli combinazioni. L'Inter è brava e fortunata - alla luce di come è arrivato il vantaggio - a rendersi la vita facile in uno stadio ostico e contro un avversario in fiducia, ma si conferma fragile nel far rientrare in partita l'avversario.

Dopo il raddoppio di Lautaro - gran goal alla Lautaro, di puro istinto - la partita sembra congelata. L'Inter gestisce, il Genoa ci prova, ma niente da fare. Al 69', però, come una tempesta che irrompe all'improvviso in un cielo terso e sgombro, Vitinha ed Ekuban vincono il duello con Akanji e Bastoni, con il portoghese che salta Sommer con scaltrezza e accorcia le distanze. Il Marassi diventa una bolgia: i fumogeni lanciati caricano di pathos l'atmosfera, i 20' finali sono roventi ed intensi. Chivu è costretto ad inserire i titolari lasciati in panca, e l'Inter vive un finale di partita concitato che poteva tranquillamente evitarsi. La grinta genoana però non basta: i nerazzurri contengono le scorribande avversarie, verso la porta di Sommer non arrivano più palloni pericolosi e il risultato non varia più fino al triplice fischio di Doveri.

La partita tra Inter e Genoa mette a nudo pregi e difetti della capolista. Quando le cose girano per il verso giusto i nerazzurri si rilassano, sono disinvolti, sembrano divertirsi in campo e giocano con una leggerezza tale da rendere semplici anche le giocate più complicate. Tuttavia, basta una sbavatura, un episodio avverso o un duello perso e la maschera cade. Vengono a galla le insicurezze di questa squadra, che va nel pallone, rischiando di vanificare gli sforzi fatti. Ad ogni modo, la vittoria contro i rossoblù è di vitale importanza. Non solo per approfittare di un pomeriggio di Serie A favorevole ai meneghini, visti i risultati maturati sugli altri campi, ma anche per lasciarsi subito alle spalle le scorie di Inter-Liverpool e le polemiche annesse.

Il Genoa, dal canto suo, ha disputato un match convincente, che da seguito al buon periodo di forma. Dopo l'esonero di Vieira la squadra sembra rinata grazie alla cura-De-Rossi, che ha dato ordine e compattezza. Dopo un avvio tutt'altro che positivo in questa Serie A 2025/26, con la leggenda della Roma alla guida, il Genoa ha inanellato una cospicua serie di prestazioni convincenti alla quale si aggiunge quella con l'Inter. La situazione in classifica non è delle migliori, complice la vittoria dell'Hellas Verona ai danni della Fiorentina; se i rossoblù dovessero continuare sulla falsa riga di quanto visto in quest'ultima uscita, salvarsi non rappresenta però un'utopia.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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