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Bologna Juventus
, 14 Dicembre 2025

Bologna-Juventus 0-1, Considerazioni Sparse


Un colpo di testa regala a Spalletti tre punti fondamentali a Bologna.

L'entusiasmo del Bologna e le incertezze della Juventus si scontrano nel posticipo domenicale del 15° turno, in un match intenso per tutti i 90', sebbene le occasioni da gol non siano moltissime. Quella di Italiano - che ha conquistato un punto nelle ultime due partite - è la consueta formazione con leggere variazioni rispetto alle precedenti, con Dallinga davanti a tutti nel continuo alternarsi di prime punte praticato dall'allenatore dei felsinei; Spalletti - dopo aver tentato la mossa delle due punte di movimento nella sconfitta di Napoli - torna al tridente, dando a David l'ennesima occasione per sbloccarsi anche in campionato - dopo il gol in Champions di mercoledì scorso - nel quale ha segnato soltanto alla prima giornata contro il Parma.

L'attaccante canadese trova sì il gol nel primo tempo, ma su azione che parte da fuorigioco; viene molto cercato dai compagni ed è molto presente nel vivo dell'azione, ma è costantemente impreciso e poco lucido nelle scelte. È la posizione di McKennie a creare i maggiori grattacapi alla difesa del Bologna: l'esterno statunitense parte da destra ma tende sempre ad accentrarsi alle spalle della difesa avversaria, sfruttando i lanci lunghi per attaccare la profondità e trovandosi così spesso in situazioni di maggioranza in fase offensiva. Dal canto suo, gli esterni rossoblù, Orsolini e Cambiaghi, spingono a tambur battente e cercano costantemente l'uno contro uno, ma, dopo un inizio molto intenso, l'unica vera occasione arriva alla fine del primo tempo, con una traversa colpita da Zortea dopo una giocata proprio di Orsolini.

Può essere soddisfatto Spalletti della gestione dei primi quarantacinque minuti della propria squadra; la Juventus esce dal campo lasciando l'impressione di aver fatto meglio, e di poter vincere su un campo sempre ostico per tutti, e questa sensazione si certifica nei cinque minuti che vanno tra il ventesimo e il venticinquesimo della ripresa: prima Cabal, entrato da pochissimi minuti, trova il gol di testa su una dormita collettiva della difesa bolognese da azione d'angolo, poi l'ennesimo inserimento centrale dei bianconeri - Openda nello specifico - costringe Heggem a un fallo da ultimo uomo e di conseguenza costringe Italiano a cambiare piano partita, rinunciando a un centrocampista per inserire un difensore.

L'inerzia della partita rimane così saldamente nelle mani dei bianconeri, che addormentano il match, non rinunciando a cercare il raddoppio sui buchi centrali che continuano a crearsi tra le linee della difesa bolognese, e facendosi trascinare come sempre da Yıldız, autore dell'assist per il gol che decide il match, e dell'ennesima prestazione da giocatore di altro livello. Il Bologna reagisce più di nervi che altro: non riesce più a presentarsi dalle parti di Di Gregorio, se non con un paio di accelerate di Cambiaghi sulla sinistra, ma non molla fino alla fine, sebbene la stanchezza del doppio impegno e della trasferta di Vigo facciano perdere lucidità e concretezza negli ultimi venticinque metri.

Non può essere questa sconfitta a cancellare quanto di buono sta facendo il Bologna, sempre in lotta per l'Europa e con un livello di gioco e di intensità sempre riconoscibile e ormai assodato, ma la seconda sconfitta interna consecutiva - dopo quella contro la Cremonese - denota un periodo sicuramente poco brillante, almeno in campionato, e può sgretolare certezze. È troppo presto invece, lato Juventus, per pensare che Spalletti abbia trovato la formula definitiva per cominciare a ingranare un cammino e recuperare terreno in classifica, ma è evidente che una vittoria su un campo come quello del Dall'Ara può portare entusiasmo e fiducia ai bianconeri. Inoltre il recupero di Bremer, entrato nella ripresa per Koopmeiners, è forse il sorriso più grande per Spalletti, che può rimettere un tassello fondamentale al centro della propria difesa. Entusiasmo e incertezze, che prima del match denotavano il momento rispettivamente di Bologna e Juventus, cambiano lato, e forse anche le prospettive stagionali di entrambe le squadre.

https://www.youtube.com/watch?v=4ChUbAWceNw

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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