
Il Pagellone della Formula 1
Oltre al campione Norris e a Verstappen capoclasse, tutti i giudizi sul Mondiale di Formula 1.
Anche nel 2025, la Formula 1 ha offerto un campionato ricco di emozioni e colpi di scena. Mentre nel 2024 ad essere in bilico era il campionato Costruttori, conteso tra McLaren e Ferrari, la contesa stavolta è stata per il titolo Piloti, il più importante e prestigioso (seppur meno ricco per le scuderie).
Norris, Verstappen e Piastri: un triello fino all'ultima curva nell'ormai tradizionale circuito di Abu Dhabi, teatro di scontri decisivi sin dal 2014. Da inizio dicembre 2025, oltre a Lewis Hamilton e Fernando Alonso, Max Verstappen può dirsi onorato di far parte della prestigiosa lista di "campioni sconfitti".
Fine stagione significa bilanci. Significa resoconti e, come ogni chiusura che si rispetti, pagelle di Formula 1. Dal primo all'ultimo in generale: severi con chi non ha rispettato le nostre attese di inizio anno - in rapporto alla monoposto a disposizione -, prodighi con chi ha mostrato segnali incoraggianti di weekend in weekend.
Lando Norris 9 - Ha vinto il Mondiale di Formula 1: sarebbe già sufficiente a garantirgli la lode. Però Lando all'inizio non è stato perfetto. Ha sofferto da morire il compagno di squadra, a tratti guascone e dominante, lasciandosi andare anche a dichiarazioni che sapevano di resa. Non era il Lando NO-WINS del 2024, ma poco ci mancava. Poi, una seconda parte di stagione da campione vero, costante e freddo, coincisa con un crollo del compagno. Il finale di stagione ruota a ruota con Verstappen lo ha portato, grazie a una attenta strategia ad Abu Dhabi, al titolo iridato. Bravo, Lando. Hai sfruttato quella che, potenzialmente, potrebbe essere stata l'ultima possibilità di vincere un Mondiale.
Max Verstappen 9,5 - La Red Bull quest'anno non era la macchina favorita per la vittoria del titolo. Non lo era neanche nel 2024, a dirla tutta. Verstappen, in quell'occasione, era riuscito a vincere sfruttando l'immenso talento e, soprattutto, le indecisioni di un pilota già impegnato a lottare contro sé stesso. Quest'anno, a un Norris solido, si è aggiunto un inaspettato Piastri, passato da essere un ottimo rookie ad un serissimo pretendente al titolo. Max non si è fatto intimorire e ha tirato fuori tutto il meglio possibile dalla sua macchina.
Neanche gli scossoni all'interno della scuderia (con il turnover Horner-Mekies) sono riusciti a turbarlo; dal cambio al vertice, Max ha cominciato a macinare punti su punti, arrivando ad appena 2 lunghezze dalla vittoria finale. Un 2025 che, pur essendo terminata senza gloria, lo ha innalzato a GOAT nei dibattiti attorno alla Formula 1. Verstappen, quest'anno, ha quasi compiuto un'impresa. E il motivo del mancato 10 è proprio quel quasi. Peccato;
Oscar Piastri 7 - L'australiano, forse, è il vero sconfitto di questa stagione di Formula 1. Dopo il GP dei Paesi Bassi, vero crocevia della stagione, Piastri aveva 34 punti di vantaggio nei confronti del compagno di squadra e ben 104 su Max Verstappen. Alla fine, Max gli è arrivato davanti e Norris ha vinto il titolo. Cosa è successo? Nessuno lo sa. Si è parlato di complotti interni: lo sguardo glaciale di inizio anno era improvvisamente sparito. Piastri è improvvisamente diventato scalfibile, lento, mentre gli altri due macinavano vittorie.
E così, un Mondiale che sembrava abbondantemente alla portata, è sfuggito via. Il voto rimane comunque alto: parliamo sempre di un ragazzo di 24 anni alla terza stagione completa in Formula 1. La vittoria finale è sfuggita, ma Oscar può pur sempre vantarsi di aver tagliato per ben 7 volte il traguardo per primo. Contro Max e Lando, due campioni del Mondo. Una roba mica da ridere.
George Russell 8 - Il lord dal sorriso ammaliante è sembrato nel 2025 l'unico a poter davvero dare fastidio all'accoppiata McLaren-Verstappen. 2 vittorie e ben 9 podi sono un bottino davvero niente male per chi di certo non aveva a disposizione un'astronave papaya. George si è calato perfettamente nelle vesti del leader tecnico della squadra, prendendo in gestione la crescita di Antonelli - all'apparenza, non sembrava essere proprio a suo agio nelle vesti di fratello maggiore. La stagione di Formula 1 di Russell è stata molto solida: 9 podi è il suo record personale. E se la Mercedes, come sembra, fosse davvero la più avanti nel progetto 2026, avremmo già un candidato al titolo.
Charles Leclerc 8 - "Charles non avrebbe una macchina da podio ma lui non lo sa e ce la porta lo stesso". Pare che Sikorsky, nella famosa metafora del calabrone, si sia ispirato proprio a Leclerc alla guida della SF2025. Un trattore portato su un podio di Formula 1 nel 2025 per ben 7 volte da Charles, in grado anche di regalarci la grande illusione di Monaco. Da questa stagione esce un ragazzo distrutto, demolito dalle sofferenze che questa macchina gli sta infliggendo.
Avrebbe la stoffa per competere per il titolo in Formula 1: lo sappiamo tutti, lo sa anche Verstappen, che lo ha sempre ritenuto il suo avversario più forte. A 28 (quasi 29) anni, il 2026 sarà forse l'ultima possibilità per conquistare qualcosa di importante per il binomio Leclerc-Ferrari. Lui ama il Cavallino, i tifosi ricambiano con un affetto che normalmente si prova solo per i propri familiari. Non mollare, Charles. Sei l'unico bagliore in mezzo al grigiore di Maranello. Mezzo voto in meno solo perché quella curva a Baku proprio non riusciamo a digerirla.
Lewis Hamilton 5 - Sinceri: campa un po' di rendita. Non ci sentiamo di dare un'insufficienza grave al 7 volte Campione del Mondo di Formula 1, anche se la meriterebbe pure. Il confronto con Leclerc è impietoso: quasi 100 punti in meno in classifica, 18-3 in gara e 19-5 in qualifica in favore del monegasco. Numeri che farebbero impallidire chiunque. Dalla sua, però, Hamilton porta l'unica "vittoria" dell'anno in casa Ferrari: quella sprint race in Cina, trasmessa all'alba italiana, che aveva illuso.
Ci aveva fatto credere che questo matrimonio, alla fine, sarebbe stato sensato. Che il campione Lewis Hamilton avrebbe - forse - riportato la Ferrari dove dovrebbe stare in Formula 1. Così non è stato. Da lì in poi l'annata di Hamilton è stata così tanto in salita che, per la prima volta in carriera, all'inglese non è riuscito il passaggio in Q2 per 4 gare di fila. Roba da un Latifi qualsiasi.
Andrea Kimi Antonelli 7 - Dalla stagione di esordio in Formula 1, Antonelli esce con una promozione a pieni voti! Il 7° posto in generale non dice tanto: la stagione di Kimi è stata un continuo crescendo. I risultati non mentono: 4° all'esordio in Australia; a Suzuka, diventa il pilota più giovane nella storia della F1 a condurre un Gran Premio e a segnare il giro veloce in gara. Un inizio da predestinato.
Poi, l'inevitabile calo. Da cui, comunque, non era semplice uscire. Un filotto di gare senza punti, interrotto dal bellissimo podio in Canada, a cui sono seguiti i ritiri in Austria e Silverstone. Un momento nerissimo per il talento bolognese, superato brillantemente grazie alla tenacia, al talento ma, soprattutto, al sostegno fortissimo di Toto Wolff, che ha sempre creduto nel "suo" ragazzo.
Antonelli ha concluso la stagione con 7 piazzamenti in top 10 nelle ultime 10 gare, di cui ben 2 a podio, con il tripudio del 2° posto a San Paolo.Non ce ne frega niente che il Qatar abbia commesso l'errore che, all'apparenza, è stato decisivo per l'assegnazione del titolo. Norris avrebbe vinto lo stesso, anche senza il suo errore. Sarebbe bastato un ordine di scuderia. Con un anno in più di Formula 1 alle spalle, ci aspettiamo una grande crescita nel 2026.
Alexander Albon 6 - Albon davanti a Sainz in generale? Ebbene sì. Nonostante Carlos sia riuscito a portare la Williams per ben 2 volte a podio quest'anno, i migliori piazzamenti di Alex Albon gli hanno consentito di finirgli davanti in campionato. L'equilibrio in squadra è stato netto, nonostante una leggera prevalenza dell'anglo-thailandese. Una serie infinita di gare fuori dai punti però quella nel finale della stagione: ben 8 le gare di fila senza un briciolo di risultato. L'inizio di stagione da top driver di Formula 1, però, gli ha assicurato questo onestissimo piazzamento in classifica, davanti al compagno di squadra. Che è il primo indicatore di una stagione di successo.
Carlos Sainz 7 - È vero, è finito dietro al compagno di squadra alla fine dell'anno, ma con i suoi due, prestigiosissimi, piazzamenti in Azerbaigian e Qatar, Carlos Sainz jr ha riportato la Williams sul podio dopo 8 anni in Formula 1 -l'ultima volta risaliva a Baku con Lance Stroll nel 2017. La gara in Qatar, poi, è un vero capolavoro di strategia. Spesso gli sono state fatte domande sullo stato della Ferrari; lui ha glissato, con il sorriso. A ben vedere, non gli è andata così male.
Fernando Alonso 8 - Il vecchio, quasi vecchissimo, leone, continua a stupire. Il confronto con il compagno di squadra è clamoroso: 14-3 nei piazzamenti in gara, 24-0 in classifica, quasi il doppio dei giri effettuati in top 10, tanti ottimi piazzamenti e 9 gare a punti. La stagione di Formula 1 è finita nel migliore dei modi col 6° posto ad Abu Dhabi, dopo una gara da campione vero. Fernando, da gran furbacchione, sa benissimo che, con Newey al comando del progetto, il 2026 potrebbe essere particolarmente interessante. Non escludiamo grandi ritorni.
Niko Hülkenberg 8,5 - L'attesa del piacere è essa stessa il piacere. Questo deve aver pensato il buon Niko mentre saliva sul terzo gradino del podio a Silverstone. 239 GP dopo l'esordio in Formula 1 nel 2010 con la Williams. Partito 19°, Hülkenberg è riuscito a rendere ancora più epica la giornata. Una rimonta incredibile, a coronamento di una carriera purtroppo povera di soddisfazioni. Quel 3° posto è stato il giusto riconoscimento per un pilota veloce, costante, sempre corretto, sempre a disposizione dei team nel corso di una lunghissima carriera.
Isack Hadjar 7,5 - Mica male! Veloce da subito, il pilotino francese di casa Red Bull ha stupito tutti con la sua costanza. Subito a punti in Giappone con un ottimo 8° posto, seguito da una sfilza di risultati positivi in Arabia Saudita, Imola, Montecarlo (splendido 6°) e Barcellona. Poi qualche periodo buio, fino al magnifico podio a Zandvoort, a sugellare una stagione di Formula 1 da vero protagonista. In più, le ha suonate sia al primo compagno di squadra (Tsunoda) che al suo successore (Lawson): non è poco. L'anno prossimo farà quello che, secondo qualcuno, è il mestiere più difficile del mondo: il compagno di Max Verstappen. Buona fortuna, giovane Isack.
Olivier Bearman 8 - Troppo generosi? Forse sì. Ma come si fa a non premiare un ragazzo alla guida di una Haas che finisce per 10 (dieci!) volte a punti, con un 4° posto in Messico? Finendo in classifica generale davanti allo scafatissimo compagno Esteban Ocon? Impossibile non premiarlo con un "Eccellente". Ollie ha un futuro roseo in Formula 1 davanti a sé: forse più rosso che roseo, visto che si parla insistentemente di lui al posto di Hamilton nel 2027. Chissà...
Esteban Ocon 4,5 - Stagione veramente deludente per uno che, fino a qualche anno fa, era tra i wonder boy della nuova generazione della Formula 1. La carriera ha assunto una parabola discendente che sembra non avere fine. Dopo aver litigato praticamente con tutto il paddock, Ocon nel 2025 ha preso schiaffi (metaforici, con lui serve chiarire) anche dal giovanissimo compagno di muretto. Annus horribilis.
Liam Lawson 5 - Il neozelandese, dopo aver cominciato la stagione da pilota Red Bull “titolare”, é stato retrocesso a Faenza dopo la promozione di Tsunoda. Una grandissima occasione, sfruttata abbastanza male. 7 volte a punti - non poche - ma un confronto impietoso col compagno di squadra, al primo anno in Formula 1. Nel 2026 è stato confermato come prima guida in Racing Bulls. Serve maturità.
Lance Stroll 4,5 - Non siamo cinici e non vorremmo infierire. Non è colpa sua se suo padre è un ricchissimo magnate, proprietario di una scuderia di Formula 1, che gli ha permesso di avere un contratto a vita seduto su quel sedile. Non é neanche colpa sua se non ottiene i risultati sperati su questa macchina. Perché, evidentemente, di talento ne abbiamo poco.
Lance ci prova, ma é anche sfortunato: dall’altra parte del muretto c'è Alonso, un mostro, un cannibale. Uno che non si stuferebbe di guidare nemmeno se avesse 70 anni. Ma Lance ha perso 24-0 nel confronto in qualifica. Non si può passare l’anno con la sufficienza, pur confrontandoci con il signor Fernando.
Yuki Tsunoda 4 - Partito da pilota Racing Bulls, finito da pilota Red Bull, la stagione di Yuki non ha mai ingranato davvero. Mediocre da una parte, gravemente insufficiente dall’altra. Lasciando perdere l'ingeneroso confronto con Verstappen, la chance di Tsunoda sarebbe potuta arrivare ad Abu Dhabi nel duello con Norris; infilato alla prima occasione. Col 2026, Honda non motorizzerà più nessuna squadra di Formula 1, e Yuki non avrà un sedile. Mancherà, anche se abbiamo il sospetto che potremmo rivederlo anche l’anno prossimo, sooner or later.
Pierre Gasly 7 - L’avvento di Briatore, nel finale della scorsa stagione, aveva portato una ventata di aria fresca in Alpine (gioco di parole assolutamente involontario). Pierre era stato scelto come pilota di punta, al suo fianco un figlio d’arte come Jack Doohan. I risultati, però, hanno tardato ad arrivare e a rimetterci è stato Jack, sostituito dallo sponsorizzatissimo Colapinto. Pierre ce l’ha messa tutta: 4 volte a punti, miglior risultato un clamoroso 6° posto a Silverstone. L’impressione è che Gasly sia uno di quelli nel posto sbagliato al momento sbagliato.
Gabriel Bortoleto 6,5 - Sprazzi di gran classe per il brasiliano. Cresciuto sotto l’ala di Fernando Alonso, Bortoleto ha mostrato di potersi sedere al tavolo dei grandi. Alla lunga ha avuto la meglio il compagno di squadra veterano, ma i risultati sono comunque incoraggianti: 4 volte in top 10, addirittura 6° posto conquistato in Ungheria. Da rookie, ha abbondantemente meritato il sedile per il 2026.
Franco Colapinto 3 - Arrivato il Alpine da salvatore della patria, ha concluso la stagione con 0 punti all’attivo in 17 gare e una serie infinita di errori. Poco, pochissimo, per chi era stato etichettato come uno dei talenti più promettenti della next gen.
Jack Doohan 4 - Ha sfruttato male l’unica carta che forse avrà a disposizione in carriera. Il prosieguo dell’annata ha, comunque, confermato che l’Alpine non fosse certo una macchina vincente. Colpa di Jack, sì, ma non in toto.
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