
Inter-Liverpool 0-1, Considerazioni Sparse
Szoboszlai è chirurgico dal dischetto e stende i nerazzurri: il cammino in Champions League dell'Inter ora si complica e non poco.
Commentare i big match dell'Inter comincia ad essere ripetitivo. Spesso i meneghini giocano bene o quantomeno alla pari, tengono botta, dicono la loro. L'epilogo, però, è quasi sempre il medesimo: la sconfitta e i zero punti portati a casa. Inter-Liverpool, in tal senso, non fa eccezione. Perdono i padroni di casa, che dopo una partita tutto sommato equilibrata, non riescono a strappare nemmeno un pareggio. Decide il penalty realizzato da Szobozslai al minuto 88, concesso per via di un'ingenua trattenuta di Bastoni commessa ai danni di Wirtz.
La prima frazione di gioco, sino alla mezz'ora, stenta a decollare. Le due squadre sono compatte, arginano con successo le sortite avversarie e i portieri risultano sostanzialmente inoperosi. Le numerose interruzioni e i due cambi che Chivu è costretto ad effettuare condizionano l'andamento del match, rendendolo spezzettato. Le due squadre faticano ad entrare in ritmo, e lo spettacolo in campo ne risente. Tuttavia, almeno inizialmente, il Liverpool sembra in controllo, con l'Inter che non riesce ad imbastire azioni degne di nota. Al minuto 32, un possibile turning point: Konaté segna su sviluppi di corner, ma il VAR richiama Zweyer. Il goal è annullato, e i Reds perdono smalto. San Siro è galvanizzato dall'esito del check, e spinge i suoi all'arrembaggio. I nerazzurri si fanno vedere a più riprese dalle parti di Alisson: prima con Barella, la cui punizione sibila di poco fuori alla destra dell'estremo difensore brasiliano; poi, con Lautaro, che da buona posizione anticipa la difesa di Arne Slot ed impegna l'ex Roma. L'Inter sembra capace di perforare la difesa inglese con facilità, e termina il primo tempo in crescendo. Probabilmente, se fosse riuscita a sbloccare il match prima dell'intervallo gli inglesi avrebbero accusato il colpo. Tuttavia, coi se e coi ma non si va lontano.
Così come nel primo tempo, anche nella ripresa l'Inter riesce più di qualche volta a superare il pressing del Liverpool ma, come spesso è accaduto nei momenti clou della stagione, Lautaro e compagni hanno sbagliato la rifinitura nell'ultimo terzo di campo, vanificando un gran quantitativo di occasioni potenzialmente pericolose. E quando sbagli tanto, tenendo in partita l'avversario, è naturale che quest'ultimo prenda coraggio. Il Liverpool, minuto dopo minuto, riesce a consolidare il possesso e l'Inter, simultaneamente, perde lucidità, senza riuscire a trovare quelle combinazioni che in precedenza le avevano permesso di risalire il campo. I Reds alzano il baricentro e, minacciando spesso l'area di Sommer, sono bravi e fortunati a sfruttare la leggerezza di Bastoni, che si allaccia a Wirtz. Il tedesco cade a terra, il VAR richiama l'arbitro, quest'ultimo indica il dischetto dopo aver consultato il monitor: Szobozslai non perdona e i tifosi interisti escono, nuovamente, amareggiati da San Siro.
Quando si parla dell'Inter nei big match si rischia sempre di far la figura dei dischi rotti. "La squadra rimane sempre in partita ma fatica ad imporsi per tutti i novanta minuti"; "gli attaccanti faticano ad essere decisivi quando conta davvero"; "le occasioni sciupate sono sempre troppe e te ne servono una caterva prima sbloccare il match". Sarebbe sbagliato non sottolineare come la partita di oggi sia stata parecchio influenzata dai cambi forzati effettuati nel primo tempo per sostituire gli acciaccati Calhanoglu e Acerbi, che hanno avuto ripercussioni sulla ripresa costringendo Chivu a tardare le restanti sostituzioni e a giocarsele in un unico slot ad ottantesimo inoltrato. Inutile ignorare però la cronica difficoltà dell'Inter quando, a calendario, si presenta un grande appuntamento. In questo caso è perfino difficile criticare i singoli: Lautaro ha commesso poche sbavature, Bastoni ha giocato con voglia e ha vinto parecchi duelli - salvo poi concedere un rigore che, per un giocatore con la sua esperienza, risulta comunque essere un errore pesante -, Zielinski si conferma imprescindibile per questa squadra. Luis Henrique ha giocato con ordine senza però incidere lì davanti, mentre Thuram, sebbene sia parso fuori fase e in crescente difficoltà dal punto di vista atletico, si è comunque reso utile offrendo delle sponde di qualità. Nessuno è bocciato, ma allo stesso tempo nessuno eccelle. Alla fine, come ormai accade con troppa frequenza, gli avversari festeggiano, e l'Inter perde un altro big match.
La situazione in Champions League si fa ora velenosa per i nerazzurri. Dopo aver raccolto con merito 12 punti su 12 al termine delle prime quattro uscite, sulla carta ampiamente agevoli, la squadra di Chivu ha perso contro Atletico Madrid e Liverpool dopo due partite in cui avrebbe potuto comodamente raccogliere almeno due punti, i quali sarebbero stati oro colato. Ebbene, ora bisogna rimboccarsi le maniche: il 20 gennaio farà visita a San Siro un'altra inglese, l'Arsenal, prima sia nel girone di Champions che in Premier League, mentre il 28 del medesimo mese l'Inter dovrà giocare a Dortmund, in uno dei campi più caldi dell'intera competizione. Qualificarsi direttamente per gli ottavi di finale non è un'utopia, ma diventa senz'altro complicato.
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