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Bordocam DAZN
, 9 Dicembre 2025

Bordocam fa male al calcio giocato


Il format di DAZN esaspera la spettacolarizzazione di tutto ciò che non è calcio.

Girando per i bar, per gli stadi, in tutta Italia, troverete opinioni ben poco dissonanti in merito a DAZN: servizio troppo costoso, streaming che può lasciarti a piedi sul più bello (molto meno che in passato, va detto), offerte per nulla convenienti, nessuna possibilità di fruire della Serie A da satellite se non per gli esercenti dei locali, comunque costretti ad appoggiarsi a Sky Business e investire cifre stellari senza un ritorno garantito al 100%.

Tutto cambia quando si inizia a parlare di Bordocam, il format di DAZN che viene percepito come nuovo ma che in realtà esiste da 6 anni, anche se all'inizio non era confezionato in questo modo. La piattaforma ha intuito il potenziale del format, ha aggiustato man mano il tiro e oggi è possibile affermare senza timore di smentita che esso sia diventato uno dei prodotti di punta dell'offerta, in alcuni casi al pari di una partita. Ma è davvero un modo corretto e trasparente di entrare nei campi della Serie A?

Come nasce Bordocam

L'ideatore del format è Davide Bernardi, il quale afferma di essersi ispirato a un programma spagnolo che trasmetteva i fuori onda delle partite di Liga. Classe 1991, a dispetto della giovane età Bernardi è nel mondo dello sport televisivo da almeno un decennio, dai tempi di Fox Sports su Sky. Dopo diverse esperienze da telecronista e conduttore, nel 2018 passa alla neonata branca italiana di DAZN, servizio di streaming del gruppo Perform, aggiudicatosi i diritti esclusivi della Serie A. Per la prima volta, sul suolo italiano non è possibile fruire di tutte le partite del massimo campionato tramite satellite.

L'estratto più vecchio recuperabile su YouTube, con la voce narrante di Tommaso Turci.

Perform ha l'improbo compito di costruire una redazione sportiva in un tempo breve: si assicura i diritti della Serie A a fine giugno, a meno di due mesi dal fischio d'inizio della stagione 2018/19. L'Italia non è pronta per una rivoluzione del genere, né a livello culturale, né tecnico, né tantomeno d'infrastrutture: i primi anni di DAZN saranno accompagnati da disservizi e disguidi costanti, che contribuiranno a distruggere l'immagine dell'azienda agli occhi dell'opinione pubblica, da subito orfana di Sky e Mediaset Premium.

Oltre a migliorare l'efficienza, la stabilità e la qualità dello streaming, negli anni DAZN ha inserito numerosi servizi e rubriche vòlti da un lato ad arricchire l'offerta, dall'altro a ripulire agli occhi degli utenti la pessima reputazione che trascinava con sé dai primi sprazzi della proposta, con le critiche che prontamente ritornano a pioggia ogni anno a ogni aumento dei prezzi.

Tra i servizi collaterali alle partite, Bordocam si è conquistato un posto nel cuore degli appassionati; intendiamoci, nessuno sottoscrive l'abbonamento a DAZN per vedere Bordocam, ma la sua presenza è sicuramente un gradito add-on che può allontanare da alternative poco limpide, come il tanto decantato pezzotto o l'utilizzo delle VPN. I video vengono caricati anche su YouTube - da un paio d'anni, e non sempre in versione integrale - ma solamente in seguito all'uscita sulla piattaforma, che resta il modo più immediato per fruirne.

DAZN's Got Talent

L'idea alla base di Bordocam è tanto semplice quanto suggestiva: alzare il velo su ciò che non si vede in diretta tv - e men che meno dallo stadio. Si dà luce agli sfoghi degli allenatori nell'area tecnica, ai battibecchi tra i calciatori in campo, ai diverbi con l'arbitro, finanche alle reazioni sugli spalti di presidenti, dirigenti vari, ex calciatori ma anche semplici tifosi. Niente di nocivo insomma, almeno a prima vista. Ma quanto c'è di vero, in senso stretto, nel racconto veicolato dalle telecamere?

Bernardi stesso svela l'importante apporto di "operatori ed editor" nell'elaborazione del prodotto finale, ossia ciò che poi viene dato in pasto agli utenti. Quel che ne esce è - ovviamente, come per gran parte dei contenuti televisivi non in diretta - un video risultante da un'opera di postproduzione, che mira a far emergere alcuni aspetti piuttosto che altri, enfatizzare reazioni forti a discapito di dettagli ritenuti meno interessanti.

Per istituire un parallelo con prodotti televisivi appartenenti ad altri mondi, la distanza tra Bordocam e ciò che avviene effettivamente sul campo è simile alle dinamiche che si instaurano nei talent show quali Italia's Got Talent e simili. Tra le mura domestiche, il telespettatore ammira concorrenti con personalità spiccate, giudici con la battuta pronta, pubblico che trascina con entusiasmo o boccia senza pietà: una serie incalzante di eventi per incollare l'utente al teleschermo, ma non riscontrabili allo stesso ritmo in diretta.

La realtà è ben diversa: chiunque abbia partecipato alle registrazione di qualsivoglia trasmissione pesantemente postprodotta può testimoniarlo. Il risultato finale è frutto di un sapiente lavoro di taglia e cuci, che elimina i momenti morti e quelli considerati poco appropriati; si accostano avvenimenti non sempre legati tra loro, si trasformano le persone in personaggi o, nel peggiore dei casi, in macchiette o parodie.

Le reazioni relative a un'esibizione potrebbero essere in realtà state riservate, nel mondo reale, a un'altra totalmente diversa, o addirittura registrate a tavolino, chiedendo al pubblico in studio, prima dell'inizio dello show effettivo, di fingere di vedere qualcosa sul palco e reagire di conseguenza. Il montaggio finale può arrivare a generare mostri: non di rado ex concorrenti di reality e talent show puntano il dito contro la produzione a show terminato per aver leso la loro dignità.

Non si vuole qui affermare che le immagini di Bordocam siano ritagliate e incollate ad arte in modo da alterare pesantemente la realtà, ma un quesito sorge comunque spontaneo. L'obiettivo di ogni emittente, - che questa trasmetta talent show, reality o programmi sportivi - è attrarre spettatori; consci di questo, qual è il vero obiettivo di Bordocam? Fornire uno spaccato il più possibile reale di ciò che succede di nascosto sul terreno di gioco, o enfatizzare il più possibile quegli aspetti che tocchino le corde dell'utente? In tre parole: realtà o spettacolarizzazione?

Il penultimo episodio, dedicato al Roma-Napoli del 13° turno.

L'Età dei Figuranti

"Perché nella vita vince chi figura/ farà passi da giganti chi figura/ possiamo farlo tutti quanti/ benvenuti nell'età dei figuranti". Con poche parole, nel 2003 Caparezza descriveva la crescente tendenza della televisione italiana nel dare spazio a soggetti chiassosi, irascibili, provocatori e nel contempo senza nulla da dire. A una ventina d'anni di distanza, è cambiato solamente il set su cui tali figuranti sfilano: dagli studi dei talk show, si è passati ai verdi prati della Serie A.

La dicotomia persona-personaggio ritorna prepotentemente a farci riflettere: tra calciatori, allenatori (le cui reazioni sono il vero fulcro di Bordocam), dirigenti e addetti ai lavori vari, quanti sono in grado di essere sé stessi, di comportarsi con naturalezza, sapendo di essere controllati da un occhio che scruta tutte le loro mosse e interpreta i loro labiali?

A farla da padroni, ça va sans dire, sono gli allenatori, che l'occhio ravvicinato di DAZN ha dotato di una potentissima arma per alimentare la loro epica, enfatizzare determinati comportamenti, mostrare al mondo come si deve gestire un gruppo. Polemiche montate e smontate ad arte, attacchi più o meno velati al calcio moderno o a quello più antico, intimidazioni nei confronti della classe arbitrale che l'utente ormai accetta con una risata: Bordocam enfatizza tutti questi aspetti, contribuendo alla costruzione di una gimmick vera e propria, come nel wrestling, da appiccicare ai propri protagonisti.

Fateci caso, ormai le partite non vengono più presentate come Inter-Milan o Cremonese-Sassuolo (magari Bordocam si interessasse anche ai non-big match...), bensì Conte vs Allegri, Spalletti vs Gasperini e così via. Anche mister per nulla abituati a comportarsi da personaggi sono buttati dentro a un frullatore che li rende attori involontari di una serie tv che si perpetra sempre uguale tutte le settimane.

Quando ti piazzano addosso una Gasp-cam, una Conte-cam e così via, non puoi non esserne condizionato.

Che cosa fai dunque? Ti arrendi alle regole del gioco, o meglio ancora le volgi a tuo favore. Quanto c'è di reale, genuino e non costruito in una dinamica simile?

https://www.youtube.com/shorts/r6ZHzGTn8sw

Monster Rancher

Nel 2010, la grande novità portata da Sky erano le telecamere dentro gli spogliatoi della Serie A per il prepartita. Giocatori costretti a cambiarsi con i pesanti macchinari degli operatori puntati in faccia, scambi di battute incerti e sorrisi plastificati, allenatori che dovevano tenere discorsi facendo più attenzione a non generare polemiche che all'efficacia delle loro parole. L'esperimento durò poco, ma ora ci stiamo pian piano avvicinando a qualcosa di simile: Bordocam porta fino al tunnel degli spogliatoi, durante la partita intercetta conversazioni e reazioni anche a molti metri di distanza.

In un'epoca in cui siamo immersi fino al collo nella condivisione continua, nel tracciamento ossessivo di qualsiasi nostra mossa, è giunto il momento di chiederci se sia davvero giusto vedere tutto, sapere tutto, di conseguenza giudicare tutto. L'esperimento di Sky fallì perché era fin troppo palese, anche a chi non ha giocato a calcio a livello agonistico, che non c'era niente di vero: le dinamiche di uno spogliatoio, i rapporti umani, i gesti e gli automatismi che si creano al suo interno, non nascono per diventare di pubblico dominio. Ed è anche bello (giusto?) che sia così.

Il tutto si applica anche al campo da gioco: catapultare i calciatori in un Truman Show 2.0 non ci avvicinerà a loro. Porterà al contrario i protagonisti ad agire in maniera condizionata, addirittura stereotipata. Cosa accadrà quando i calciatori si stancheranno anche di questo genere di sovraesposizione mediatica?

https://www.youtube.com/shorts/y_8k9MdzmY4

I momenti più pericolosi (quindi più perversamente interessanti) sono quelli relativi alle liti - tra compagni di squadra, avversari o giocatori/allenatori -, attimi in cui possono volare parole pesanti e reazioni inconsulte. Bordocam sbatte il mostro in prima pagina: ciò che una volta restava questione di campo diventa ora oggetto di vivisezione, si va addirittura a studiare l'umore di un calciatore nei minuti che succedono gli eventi controversi.

Si dice, in qualsiasi categoria, che certi "scambi di vedute", fisici o verbali che siano, debbano restare confinati al campo di gioco: finiti i 90' più recupero, amici come prima, o sicuramente non nemici. Battere costantemente il martello su certi duelli, magari nemmeno notati dallo spettatore a casa o allo stadio, sortisce l'effetto esattamente opposto: si trasformano in casi d'interesse nazionale eventi che i protagonisti, magari, nemmeno ricordano più al triplice fischio.

Pensate: è come se litigaste con una persona tra le mura di casa vostra, ma con centinaia di migliaia di persone alla finestra che possono guardare e giudicare. Le stesse che continueranno a parlare del vostro litigio per giorni e giorni, condividendo immagini, commentando frasi decontestualizzate, giudicandovi come persone soltanto per quei pochi attimi che sono stati loro propinati.

C'è da interrogarsi anche sull'innata capacità dei teleschermi di generare mostri. Telegiornali, varietà, programmi di ogni genere sono una lente d'ingrandimento potentissima, capace di trasformare angeli in diavoli e viceversa con una facilità impressionante. Il calcio, italiano e non, ha già di per sé i suoi problemi: perché contaminarlo anche con pessime abitudini mutuate dal mondo della tv?

Spegniamo Bordocam, mettiamo da parte tutte le tossine che porta con sé e sediamoci tranquilli a guardare una partita, senza la cupidigia di chi vuole sviscerarne ogni aspetto, non tecnico o tattico ma antropologico e psicologico, per giudicare le persone e non i calciatori o gli allenatori. Se vi interessa più questo che il calcio giocato, tanto vale accendere alla fine dei 90'. No?

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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