
Cos'hai fatto in tutti questi anni?
La parabola che ha portato Stefano Okaka al Ravenna.
Non ci sono molte affinità tra Stefano Okaka e il protagonista di C'era una volta in America, ma è difficile non farsi strane domande vedendo il centravanti ripartire dal Ravenna in Serie C dopo un lungo periodo da svincolato.
È ancor più strano analizzarne l'andamento dei primi mesi: 4 reti condensate in 3 gare nella settimana a cavallo tra ottobre e novembre, 8 partite a digiuno tra Coppa Italia e Girone B, poi rete decisiva al 103' per rimontare col Pontedera (dopo aver segnato le altre due in campionato all'89' all'Ascoli e al 97' contro la Pianese).
“Soprannominato ‘Il soldato dell’Umbria’ è un attaccante di manovra, è veloce e molto forte fisicamente, meno nella fase realizzativa”. Così verrebbe descritto Okaka nella spesso insipida sezione “caratteristiche tecniche” di Wikipedia, mai così calzante come in questo caso se si escludono gli ultimi due mesi di carriera di un 36enne.
L’attaccante nato il 9 agosto 1989 a Castiglione del Lago è in una fase particolare della carriera: Okaka ha deciso di giocare in Serie C, categoria in cui non era mai sceso, dopo 2 anni da svincolato. In una lettera pubblicata da Sky Sport, Okaka si rivolge al calcio dicendo “Sei odio e amore, sei ogni secondo della mia vita: a Ravenna ho deciso di sfidare me stesso e ho ancora molte pagine da scrivere”.
Dopo l’ultima partita di Super Lig l’8 maggio 2023, il centravanti è rimasto per oltre due stagioni senza contratto. Il nome usciva sui giornali, accostato a squadre italiane quando si infortunavano gli attaccanti come possibile sostituto. Il Ravenna ha annunciato il suo arrivo a fine luglio, ancora prima della certezza del ripescaggio della società in Serie C (comunque praticamente certa).
Il prodotto del settore giovanile romanista, comprensibilmente, aveva tanta voglia di tornare in campo. Lo si intuisce dalle tante interviste rilasciate nei due anni di stop, nonostante dopo il ritorno da tesserato abbia detto a Sky “Dopo 20 anni per la prima volta mi sono fermato per godermi la famiglia e il tempo libero. Passavo tutto il tempo ad allenarmi e guardare le partite di calcio in tv in continuazione”.
Il primo gol in terza serie arriva a fine ottobre, un colpo di testa al 97’ che permette al Ravenna di vincere a Piancastagnaio contro la Pianese. Un gol dal centro dell’area, su un cross da destra. Okaka esulta correndo verso la panchina e quasi travolge un guardalinee, con un compagno sulle spalle e gli altri che lo inseguono per festeggiarlo. Erano passati oltre 1000 giorni dall'ultima rete segnata.
A inizio novembre ha segnato un gol decisivo all’88’ nella vittoria 1-0 con l’Ascoli. Il pallone arriva sul secondo palo, un giocatore del Ravenna va di testa: il tiro viene respinto dal portiere, ma la palla finisce al centro dell’area, fermandosi incollata al terreno. Okaka se la trova di fronte a pochi centimetri dai piedi, scavalca il pallone con un passo e segna con il tacco poco distante la linea di porta.
Lancia via la maglietta e corre sotto la tribuna, rincorso dai compagni e da una sacco di altre persone alzatesi dalla panchina coi giacconi. Sembra una di quelle esultanze in cui il fantino vincitore del Palio di Siena viene sommerso dai componenti della sua contrada.
È questo il momento migliore dell’attaccante nel 2025/26, che nei giorni precedenti aveva segnato una doppietta con il Rimini nel derby di Coppa Italia. 2 gol in 20', uno anticipando il portiere e uno con un destro da fuori: 4 reti nelle prime 5 presenze al Ravenna, un sogno.
Progressivamente, i minuti calano. Motivo? Come facile immaginare, la condizione fisica carente. C’entra l’età, c’entra il periodo di stop unito al fatto che si tratti di un giocatore ancora molto strutturato. Prima della partita contro l’Ascoli diceva a tuttoc.com: “Ho lavorato tanto per tornare a un livello fisico decente, ho fatto tantissimi sacrifici e continuo a farli”.
Dopo 17 partite stagionali di campionato, il Ravenna è 1° a 41 punti, 3 in più dell’Arezzo secondo nel Girone B di Serie C. A fine novembre ha ufficializzato l’arrivo, anch'egli da svincolato, del fantasista Nicolas Viola. Aggiunte da squadra che ha tutte le intenzioni di fare all-in per risalire in B, categoria che manca dal 2001, anno del fallimento.
Okaka è stato un giocatore precoce. Con la Roma ha esordito a 16 anni nel 2005 in Coppa UEFA contro l’Aris Salonicco, segnando il primo gol in Coppa Italia contro il Napoli alla sua seconda partita ufficiale. “Non è stato facile reggere la pressione. Devi sempre dimostrare di essere più maturo dell’età che hai, anche se sei appena maggiorenne", ha dichiarato recentemente a La Gazzetta dello Sport.
Il primo gol in Serie A arriva nel settembre 2006 contro il Siena. Squadra che curiosamente è anche quella contro cui ha segnato l'ultimo dei 6 gol in carriera con la Roma, un 2-1 di tacco nei minuti finali nel gennaio 2010. Da qui la carriera inizia a cambiare destinazione quasi ogni anno, giocando spesso poco e segnando ancora meno.
Dal 2010 al 2012 veste le maglie di Fulham, Bari e Parma. Nel 2012/13 scende in Serie B con lo Spezia. Sarà quella con più presenze fin lì per lui: 38. Dopo una stagione in cui torna al Parma e raccoglie 2 sole presenze, la Sampdoria lo acquista a gennaio: Okaka vivrà a Genova la sua migliore stagione.
Un momento emblematico è la prima convocazione in nazionale maggiore nell’amichevole Italia-Albania, giocata proprio al Ferraris. Okaka entra al 65’ e dopo pochi minuti segna il gol del definitivo 1-0.
Nella seconda metà del 2014 segna 5 reti e fa 4 assist in 13 partite. Gioca centravanti nel 4-2-3-1 di Mihajlovic, si spende anche in fase di non possesso e tocca tantissime zone del campo. Il 2014/15 finisce però male, con un litigio durante una riunione con allenatore e DS, comunicati della società di "chiarimento" seguiti da una cessione in estate.
Per Okaka è tempo di nuove esperienze all’estero: nel 2015/16 l’Anderlecht, dal 2016 al 2021 acquistato dalla famiglia Pozzo con cui trascorre 3 anni al Watford e altrettanti all’Udinese. Dal 2021 al 2023 è al Başakşehir, in Turchia, dove incrocia la Fiorentina in Conference League. È l'ultima squadra prima di essere, per la prima volta dagli inizi da professionista, svincolato.
Durante il periodo senza contratto si vocifera di trattative con la Sampdoria a febbraio 2024, anche a causa dei molti problemi fisici di Esposito, e di Bari. Lo ha contattato la Salernitana, che stava disperatamente provando a salvarsi in A. Si legge di un interesse dell’Inter per sostituire l’infortunato Arnautovic. Okaka stesso a novembre 2024 parlava di “più di 50 offerte”.
In un’intervista di Chiamarsi Bomber afferma che non gli ha pesato l’etichetta da predestinato. “Puoi fare la tua strada ad alti livelli anche senza diventare un grandissimo campione, un grandissimo vincente. Io quando ho iniziato a giocare ho sempre sognato di dare una vita migliore alla mia famiglia e ci sono riuscito”.
A posteriori, i momenti migliori di Okaka sono stati alla Sampdoria e all’Udinese. Due squadre in cui non ha segnato moltissimo - una costante nella carriera - ma in cui é stato apprezzato per l'atteggiamento dentro e fuori dal campo. Il perugino era - è - un riferimento avanzato da poter raggiungere con palle lunghe, ma anche con grande dinamismo e voglia di muoversi nel campo, disposto a ricevere anche in fascia o in posizione arretrata.
In un video di Ravennawebtv, che mostra i festeggiamenti dopo l’1-0 con l’Ascoli, Okaka con la numero 7 dà il cinque ai tifosi in gradinata attraverso le sbarre. Esulta con loro. Lo fanno anche i compagni, ma lui è l’unico che tiene in mano una bandierina rossa di plastica, di quelle che probabilmente sono state distribuite nel settore per una coreografia.
Forse non è il caso di scomodare il paragone con l'Impero Romano, cresciuto intorno all'Urbe e poi, nel suo periodo più decadente, spostatosi proprio a Ravenna. Se si guarda oggi la corsa di Okaka all’Olimpico dopo il tacco contro il Siena e quella dopo la rete contro l’Ascoli, non sembrano passati addirittura 15 anni. Al "Cos'hai fatto in tutti questi anni?" di C'era una volta in America, non è poi così interessante sapere la risposta di Stefano Okaka.
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