
Napoli-Juventus 2-1, Considerazioni Sparse
Una doppietta di Højlund decide il big match del 14° turno e riconsegna la vetta al Napoli.
Napoli-Juventus è partita che porta con sé romanticismo e tensioni già in situazioni normali, sia per la storica avversione che i napoletani hanno per i colori bianconeri, sia per le annate in cui le due squadre hanno lottato punto a punto per vincere il campionato. Ma quella di questa sera è storia soprattutto per i due allenatori, che incredibilmente si affrontano per la prima volta in una partita ufficiale, e lo fanno sulla panchina opposta a quella dove hanno scritto pezzi importanti di storia calcistica. Da un lato Conte, che è stato corteggiato dai bianconeri la scorsa estate, dall'altro Spalletti, col Napoli tatuato addosso e la voglia di ribaltare i pronostici anche in questa stagione. La spunta l'allenatore leccese, con una partita da squadra consapevole dei propri mezzi, mentre la Juventus si ritrova ad affrontare un altro risultato negativo, senza aver mai dato davvero l'impressione di poterla vincere.
Parte fortissimo il Napoli, aggressivo su ogni pallone e pronto a ripartire subito con la velocità dei suoi esterni d'attacco, imprendibili nella prima frazione di gioco. Dopo cinque minuti la squadra azzurra è già in vantaggio, Neres sfonda sulla fascia destro e regala a Højlund un pallone che il danese - da vero rapace dell'area di rigore. - mette dentro. Ma gli uomini di Conte non calano il ritmo, continuano a pressare a tutto campo, soprattutto quando la Juve recupera palla in difesa, e da queste situazioni nascono altre occasioni sulle quali però McTominay e compagni sono un po' imprecisi.
La Juventus appare in bambola e poco presente, prova un paio di tiri da fuori area, ma sono situazioni del tutto casuali in un primo tempo emotivamente dominato dagli azzurri. Eppure lo svolgimento dell'azione partenopea è abbastanza uguale a sé stesso per grande parte del match: si imposta dal lato destro sempre passando per Di Lorenzo, che poi cerca l'imbucata per Højlund o la palla diretta su Neres. Nonostante sia chiaro questo piano partita, gli uomini di Spalletti non trovano le misure per arginare questa giocata, e i continui movimenti delle due mezze punte a venire in mezzo al campo non lasciano spazio a controffensive.
Ci si aspetta una Juve diversa nella ripresa, Spalletti toglie Cabal e inserisce David per aumentare il peso offensivo, ma l'inerzia della partita non pare cambiare. Su una forte pressione in mezzo campo, però, i bianconeri trovano il corridoio giusto per arrivare in porta, Yıldız - l'unico dei suoi a provarci con convinzione - mette chirurgicamente il pallone sul secondo palo, sorprendendo Milinkovic-Savic e lo stadio intero. Da lì in poi, però, nel momento in cui sarebbe prevedibile una pressione maggiore dei bianconeri, il Napoli viene fuori da grande squadra e ricomincia col suo lungo possesso palla per arrivare sugli esterni e mettere in crisi Kalulu e soci. Sull'ultima palla giocata da Neres - che uscirà di lì a breve per lasciare posto a Politano - gli azzurri ritrovano il vantaggio, ancora con Højlund, alla seconda doppietta in maglia partenopea.
C'è molto da riflettere per la squadra di Spalletti: a prescindere dalla terza sconfitta in campionato, i bianconeri non sono sembrati all'altezza delle aspettative, non c'è stata reazione reale dopo gli svantaggi - nel finale solo un tiro di Zhegrova mette i brividi al Maradona - e in generale non si sono trovate contromisure adeguate contro la spinta degli azzurri. Sorride invece Conte, che esce dal trittico Atalanta-Roma-Juventus con 9 punti su altrettanti disponibili, e può guardare con un ottimismo definitivamente ritrovato al prosieguo della stagione, in attesa che gli infortunati colmino l'emergenza numerica nella quale i partenopei si ritrovano già da un po'.
Ti potrebbe interessare
Dallo stesso autore
Newsletter
Iscriviti e la riceverai ogni sabato mattina direttamente alla tua email.














