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Juve Stabia
, 1 Dicembre 2025

Cosa sta succedendo alla Juve Stabia


Il club è sotto amministrazione giudiziaria controllata, ma non ha avuto ripercussioni a livello sportivo.

C’è molto nervosismo tra i tifosi della Juve Stabia, ma non per la prima cosa che dovrebbe venire in mente.

Rabbia e delusione derivano dalla sconfitta per 1-0 di Genova con la Sampdoria, che ha coinciso con il 4° rigore assegnato contro la squadra di Ignazio Abate nelle ultime 4 trasferte, tutti decisi al VAR. “Non so cosa pensare” ha commentato l’allenatore delle vespe. “Hanno impiegato 6 minuti per vedere cosa?”.

Il sito di news locale Metropolis ha riportato in un articolo i rigori avuti a favore dalla Juve Stabia da quando è tornata in B: sono soltanto 3 in 54 partite.

Nulla di particolare nel mondo del calcio italiano, ma ci si stupisce se si pensa che da poco più di un mese la Juve Stabia sia in amministrazione controllata per presunte infiltrazioni della criminalità organizzata in alcuni ambiti legati alla società.

Sarebbe legittimo pensare che sia questo il punto in cima alla lista delle preoccupazioni dell’ambiente. Non è affatto così, e ci sono vari motivi.

Dal 21 ottobre 2025, la Juve Stabia è sotto gestione controllata. Lo ha deciso il Tribunale di Napoli: si parla di vendita e gestione dei biglietti, di vigilanza e pulizia dello stadio, di trasporto, ristorazione e ambulanze. Il decreto è stato eseguito in quella data, ma la richiesta del tribunale risale al 13 ottobre precedente. Nel comunicato della Polizia si legge in particolare di “condizionamenti del clan D’Alessandro”.

I procuratori parlano di un episodio in cui il figlio minorenne di una persona detenuta al 41bis chiedeva aiuto al padre perché l’allenatore non lo faceva giocare nelle giovanili.

Il prefetto di Napoli Michele Di Bari ha spiegato che, durante Juve Stabia-Bari del 9 febbraio 2025, a controllare i tifosi di casa ai tornelli era presente una persona pluripregiudicata, con legami alla criminalità organizzata e un DASPO triennale. Anche tra i responsabili del settore giovanile c’è una persona colpita da un provvedimento di giustizia sportiva.

Si cita anche il fatto che delle 38 persone colpite da DASPO nella stagione precedente, 22 avessero legami con la criminalità organizzata. Durante la festa promozione dalla C nel 2024, sul palco sono saliti tre ultras con DASPO a consegnare riconoscimenti ai calciatori.

Si legge che la proprietà attuale è subentrata trovando già relazioni economiche preesistenti, che - secondo la Procura - sono condizionate dalla criminalità: il club stesso non si sarebbe dotato di meccanismi adeguati di controllo e prevenzione. Pare esistessero dei punti vendita compromessi, in cui venivano rilasciati biglietti con dati alterati per consentire a persone con DASPO di accedere allo stadio.

Dal punto di vista più pratico, il prefetto di Napoli ha adottato 11 provvedimenti interdittivi antimafia - misure cautelari preventive, che possono essere adottate quando ci sono quadri indiziari che non danno certezza, ma il rischio di infiltrazioni o condizionamenti mafiosi nell’impresa - per altrettante società che si occupavano di attività legate all’indotto economico della Juve Stabia. Si parla di servizi come portierato, sicurezza, steward, gestione biglietti, catering, pulizia, servizi sanitari e di trasporto della squadra.

Nella parte finale della comunicazione, si spiega che il provvedimento di amministrazione giudiziaria prevede il "ripristino della legalità e della trasparenza", ma la Juve Stabia non viene comunque tolta in modo definitivo ai proprietari.

Nella giornata seguente il rappresentante del club Langella ha diffuso un comunicato in cui sottolinea che i “rilievi mossi” dalla Procura riguardano esclusivamente fornitori di servizi esterni, estranei all’azienda. “I soci e l’attuale management non sono sospettati di contiguità ad ambienti mafiosi o criminali [...] la società condivide la finalità del provvedimento amministrativo, grazie al quale è venuta a conoscenza dei sospetti dell’Autorità giudiziaria”. Langella spiega anche di non essere né proprietario né esponente di riferimento della società, che è posseduta al 52% dalla società statunitense Brera Holding Public Limited Company.

Nella conferenza stampa pre partita successiva ai provvedimenti giudiziari, parlano il DS Matteo Lovisa e l’allenatore Ignazio Abate. "La giustizia farà il suo corso, ma cerchiamo di non strumentalizzare la vicenda: chi vuole bene a Castellammare racconta i fatti per come sono. Dispiace leggere che la squadra doveva pensare solo a giocare, ma penso che ogni dipendente lavora non solo con la testa ma anche con il cuore per la Juve Stabia”. A dichiarazioni più diplomatiche, il DS aggiunge allusivamente: "Spero che l’attenzione che è stata data alla Juve Stabia venga data anche ad altri club. Chi vuole il bene di Castellammare cerchi di non andare dietro la gogna mediatica”.

Pochi giorni più tardi viene ufficializzato il rinvio della partita al Romeo Menti, in programma il 29 ottobre contro il Bari. Motivo? Dare possibilità all’amministrazione provvisoria di riorganizzare i servizi di biglietteria e steward, affidati a società colpite dall’interdizione. Si gioca invece la partita casalinga dell’8 novembre contro il Palermo: su stabianews si legge che i controlli su chi è entrato allo stadio sono stati molto più serrati, tanto che molti tifosi sono entrati al Menti a partita iniziata.

A inizio ottobre, il CdA della Juve Stabia rilascia alcune dichiarazioni tramite i canali ufficiali: non si aggiunge granché su quello che stanno facendo gli amministratori. “Per raggiungere obbiettivi sportivi e sociali per la stagione in corso è indispensabile il sostegno di tutti coloro che hanno a cuore i colori della propria squadra [...] Chiediamo alla città di stringersi intorno a mister Abate e ai calciatori [...] L’amministrazione giudiziaria è vicina alla società e si impegna a tutelare e valorizzare la passione che anima il tifo gialloblù”.

Sul campo, la squadra non sembra aver risentito troppo. I punti di media sono calati, ma non pare esserci una correlazione diretta. Sconfitta a Genova con la Sampdoria, maturata per l’episodio del rigore e dell’espulsione di Ruggero al 56’. Sconfitta 3-0 con il Modena, in casa della rivelazione del campionato. Pareggio per 2-2 a Padova, al termine di una gara piena di episodi. Addirittura vittoria con il Palermo al Menti e pareggio contro la capolista Monza nell'ultimo weekend. Parliamo di una Juve Stabia 10°, a 2 punti dall'Empoli 7° e con la partita col Bari da recuperare.

Quello che è certo è che la vicenda non avrà ripercussioni dirette a livello sportivo: la FIGC non ha aperto alcuna indagine, annullando rischi di penalizzazioni o simili, forse anche perché quello della Juve Stabia non è un caso così isolato nel panorama del pallone italico.

Premettendo che si menzionano circostanze e ambienti differenti, anche Foggia e Crotone sono in amministrazione controllata. Come riporta lavialibera.it, per il Foggia il motivo sono presunte pressioni della criminalità locale per influenzare l'attività economica e ottenere dei guadagni. Per il Crotone, invece, gli inquirenti sospettano che ci siano interessi criminali legati alla gestione del club, sottoposto a intimidazioni e assoggettamento a opera di esponenti di articolate e ramificate cosche di ‘ndrangheta. Così il procuratore della Direzione Nazionale Antimafia Giovanni Melillo alla Commissione parlamentare antimafia: “Il condizionamento dell’operato di una società di calcio è un meccanismo molto allettante per le organizzazioni mafiose, perché consente di espandere la propria influenza e di acquisire consenso sociale”.

Si parla di club calcistici, ma il problema non è per forza connaturato al pallone. È innegabile che si parli di un ecosistema permeabile a qualsiasi gestione irresponsabile, al di là della criminalità. Un discorso che riguarda dolorosi fallimenti - quello recente del Rimini o del Brescia a fine 2024/25, solo per parlare di due grandi piazze - ma anche rischi sfiorati al vertice. Due esempi noti arrivano da Genova, con le fattezze di Massimo Ferrero e 777 Partners: Sampdoria e Genoa, società di Serie A portate sull'orlo del fallimento.

Però i pirati che depredano la passione e la sostenibilità del calcio italiano sono quelli che guardano le partite su piattaforme illegali perché gli abbonamenti a DAZN e Sky costano troppo...

  • Nato e cresciuto in provincia di Genova. Faccio i video. Mi piace guardare le partite di calcio, ma di più quello che succede sugli spalti.

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