
Atalanta-Fiorentina 2-0, Considerazioni Sparse
L'Atalanta torna a vincere anche in campionato, la Fiorentina sprofonda perfino più di quanto abbia meritato.
Torna a vincere l'Atalanta, mettendo fine all'emorragia in campionato dopo la doccia scozzese dell'esordio palladiniano a Napoli; buio pesto la Fiorentina, che resta inchiodata all'ultimo posto in condominio con il Verona. Viola sempre più moribondi e psicologicamente a pezzi, partiti anche in maniera propositiva e con qualche spunto in più del solito, ma puniti severamente anche - ma non solo - dalle situazioni: quando le cose girano male, sicuramente andranno peggio.
Reduci dagli impegni infrasettimanali di coppa dal sapore ben diverso (0-3 dell'Atalanta a Francoforte, ko viola al Franchi contro l'AEK), le due squadre si approcciano alla gara con un ritmo compassato. Per la Dea può pesare il fatto che Palladino riparta ancora dallo stesso XI visto in Champions e nella ripresa di Napoli (rigide gerarchie già definite?); lato viola, più che le fatiche di Conference sembrano, al solito, pesare le paure e le incertezze di una stagione dove pare non funzionare nulla. Vanoli ancora, quasi con disperazione, riprova il doppio centravanti schierando Piccoli accanto a Kean, provando a giocarsela sui duelli in avanti e sui rischi di scollamento tra la difesa e il centrocampo atalantino. Nonostante l'intesa in campo fra i due sia lontana, l'idea non è male e non lo è nemmeno la sua applicazione, ma quando al 5' Carnesecchi respinge su Kean e poi nega il tap-in proprio a Piccoli, già si ha un assaggio dello stato mentale dell'ex della gara, tanto volenteroso quanto in imbarazzo nella finalizzazione.
Il gol con alto indice di casualità di Kossounou sul finale di primo tempo, sommato drammaticamente con la poca reattività dei gigliati sull'angolo da cui nasce il 2-0 di Lookman, spezza le gambe alla Fiorentina. L'esempio più lampante di ciò è l'occasione di pochi minuti successiva al raddoppio, sulla quale De Gea dice no al colpo di testa in terzo tempo di De Roon: azione che l'Atalanta, fino a quel momento difficilmente pulita nella costruzione offensiva, trova con una facilità disarmante. Ci vorranno minuti e minuti perché i viola riescano a ritrovare il filo della gara, creando qualcosa (su tutti, il palo di Kean) ma mai davvero abbastanza per ribaltare il risultato.
Al netto del divario tecnico che anche sulla carta vige tra le due squadre (scarto comunque notevole anche volendo fare la tara sull'underperformance costante dei gigliati), la differenza principale tra questa Atalanta e questa Fiorentina è di natura in primis psicologica. Il crescente recupero - mentale - di Lookman, la rinnovata disponibilità - fisica - di Scamacca e Ederson, la diversa gestione emotiva dei prolungati duelli avuta da Hien rispetto a quella di Kean, il generale maggior controllo sulla gara da parte dei bergamaschi; tutti indicatori di un'Atalanta che, a piccoli passi, pare essere sulla via della normalizzazione rispetto alla frattura tecnico-squadra avuta con Juric. I viola, che dopo le tribolazioni avute con Pioli si ritrovano ad agire in una cornice dove non sembrano esserci certezze di nessun ordine (dal lato tattico a quello ambientale e societario), provano anche a combinare qualcosa, ma la resilienza della squadra sembra ai minimi termini. Il megafono con cui Dzeko (0' per lui a Bergamo) parlamenta con i tifosi a fine gara proprio dopo le sue dichiarazioni post-AEK, la dice lunga sullo sfiancamento generale del contesto gigliato.
L'Atalanta con questa vittoria mette benzina e fiducia. La Dea, volendo andar oltre le correzioni di principio che Palladino può provare a ricercare, all'oggi resta una squadra in generale sottoritmo rispetto ai suoi standard, che si concede più o meno lunghe fasi di possesso posizionale sullo 0-0 e difende il doppio vantaggio con un atteggiamento relativamente compassato. Mettendo da parte la natura episodica dei gol, i nerazzurri mostrano sì la capacità - e soprattutto la qualità - di trovar sempre qualcosa di pericoloso, ma non ancora la freschezza e la sicurezza nel farlo a passo sostenuto. Basta e avanza per battere la Fiorentina; può bastare per il momento a riassestare una classifica deficitaria; da solo probabilmente non basterà per puntare ai principali obiettivi stagionali. Ma, si sa, vincere aiuta a vincere, e intanto l'Atalanta torna a farlo anche in Serie A. La Fiorentina no.
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