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Pezzotto calcio
, 28 Novembre 2025

Elogio del Pezzotto


Si scherza, amici di FIGC o Lega all'ascolto, ma fino a un certo punto.

Ripercorrere la genesi di un termine locale entrato a far parte del gergo nazionale italiano è del tutto inutile quando si parla di pezzotto. Chiunque bazzichi un minimo nel mondo dello sport tricolore sa che si sta parlando di una visione delle partite di Serie A di calcio o altri eventi non per mezzo delle piattaforme ufficiali come DAZN, Sky ecc.

Impossibile non aver intercettato questo termina ora, diventato la croce nell’esorcismo della campagna mediatica innescata dalla Lega Serie A e dal suo AD Luigi De Siervo attraverso spot apocalittici che preconizzerebbero la sparizione del gioco perché si è scelto di non sottoscrivere abbonamenti dissanguanti per le tasche di un italiano medio.

Stando a quanto viene riportato a ottobre 2025 dal quotidiano economico “Italia Oggi” sull'evoluzione dei progetti di DAZN: “Negli ultimi 10 anni l’imprenditore (Len Blavatnik n.d.r.) ha staccato assegni per complessivi $7 mld finalizzati a coprire i deficit della piattaforma di streaming dedicata allo sport […] gli abbonamenti sulla Penisola, in base alle stime di Sensemakers, nell’autunno 2025 non sono andati oltre gli 1,8 milioni, con un piccolo incremento rispetto a quelli dell’autunno 2024 (1,7 mln)”.

La situazione è grave ma non è seria, dunque. L'istantanea è però imprenditorialmente attendibile: i prezzi degli abbonamenti sono, per molti e molte, completamente insostenibili vista la stagnazione dei salari e i costi vivi saliti in maniera inaccettabile. Precarietà e part-time involontario e aumenti del prezzo dell’energia hanno portato l'Italia negli ultimi 20 anni a vedere il reddito reale pro capite diminuito: mentre la media di 27 paesi su 29 della UE tra il 2004 e il 2024 segna un aumento del 22%, l’Italia segna un -4 %, condividendo il fanalino di coda con la Grecia.

Il calcio è divenuto, anno dopo anno, un bene di lusso da sport popolare. Prima era naturalmente collettivo, oggi è forzatamente elitario da collettivo. Rimedio? Il Piracy Shield, una legge punitiva economicamente per chi guarda la partita fuori dai circuiti canonici.

Il tema è la violazione di un diritto d’autore: si rivendica una proprietà di un bene collettivo privatizzato negli anni poiché necessitante di quantitativi di denaro crescente ogni anno. Davvero si crede che il diritto proprietario sul calcio debba essere rivendicato esclusivamente dalle società che compongono la Serie A o B? O sarebbe giuridicamente logico riconoscere questo come diritto collettivo, di tutti e tutte?

Attraverso questo meccanismo - invertire e riconoscere come legittimata a rivendicare un qualunque diritto la collettività - si ritornerebbe a porre al centro del dibattito la tifosa, l’appassionato, l’occasionale, la ultras, tutta la platea che di questo sport ne è colonna portante. E non è solo un discorso romantico e noiosamente retorico: è un dibattito giuridico.

Si pensa davvero che giocare in Australia una partita di Serie A porterà a sottoscrivere abbonati o ad acquistare la partita singola (se possibile) quando si sottrae agli abbonati dello stadio ciò per cui hanno legittimamente pagato a inizio stagione senza una comunicazione previa? Che a Milano ci sarebbero stati i Giochi Olimpici invernali si sa da parecchi anni...

Se il bene ritornasse comune, riconoscendo il calcio e lo sport come interesse pubblico? A quel punto cadrebbe ogni appiglio al diritto d’autore: il gioco tornerebbe a essere qualcosa di reale e tangibile, magari lo si tornerebbe a vedere in massa, trasmettendo la voglia nei bambini di tornare a giocare nelle famose strade. Ecco l'antidoto per anestetizzare il veleno che ci impedisce di qualificarci ai Mondiali: pazzesco! 

E invece... Invece parcellizzazione delle piattaforme, aumento dei costi di abbonamento, scure repressiva ed epitaffi pronunciati da De Siervo a palese dimostrazione della totale incapacità di leggere la realtà, preferendo scaricare il barile verso chiunque provi a riappropriarsi di ciò che gli è sempre appartenuto.

Il pezzotto finanzia le mafie”, si sente ribadire sovente dai piani alti: è innegabile, purtroppo, ma sicuri che sia così demoniaco in tutte le sue forme? Siamo sicuri che la repressione funzioni come deterrente (vedasi il DASPO che dagli stadi è passato alla quotidianità in maniera del tutto liscia)? No, nessuna certezza: solo dubbi enormi e tanta voglia di prendere la mano di Helena Bonham Carter per assistere al meraviglioso crollo dei palazzi sistemici di questo calcio.

Questo calcio ci fa SKYfo”: la saggezza si può ritrovare nei tanto vituperati e vituperabili ultras, perché su questo hanno ragione. Più privatizzate e rendete elitario, più verrà utilizzato il pezzotto: il calcio è globale, totale, e tale deve tornare a esserlo. Altrimenti le telecronache diventeranno soliloqui per privilegiati, mentre la socialità sarà fondativa per un qualcosa d'altro.

  • Impuro, bordellatore insaziabile, beffeggiatore, crapulone, lesto de lengua e di spada, facile al gozzoviglio. Fuggo la verità e inseguo il vizio. Ma anche difensore centrale.

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