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Napoli Qarabag 2-0
, 25 Novembre 2025

Napoli-Qarabag 2-0, Considerazioni Sparse


Con un secondo tempo convincente, il Napoli di Conte porta a casa tre punti fondamentali.

La quinta giornata del girone unico di Champions è già decisiva per il Napoli: gli azzurri sono obbligati a vincere, se vogliono mantenere vive le speranze di passare il turno e arrivare quantomeno ai play-off. E gli uomini di Conte non tradiscono le aspettative: dopo un primo tempo senza mordente, nella ripresa McTominay e compagni mettono sotto la squadra azera e portano a casa tre punti fondamentali. Nonostante ci si aspettasse qualche cambio in vista dello scontro diretto di domenica prossima contro la Roma capolista, le scelte dell'allenatore napoletano sono le stesse rispetto alla squadra che ha affrontato l'Atalanta, col solo Olivera a sostituire Gutierrez infortunato.

Denota molto nervosismo il Napoli dei primi minuti, c'è frenesia nelle giocate in fase offensiva e approssimazione in quella difensiva: Beukema legge male diverse situazioni, McTominay appare molto impreciso, ma in generale sembra non essere tranquilla la squadra azzurra, consapevole che un risultato negativo rischierebbe di segnare in maniera netta il cammino europeo. E forse, anche i fantasmi del non idilliaco rapporto di Conte con le coppe si fanno più vivi che mai. Pare mancare la fame necessaria per azzannare la partita, e allora prova ad approfittarne il Qarabag - che si presenta al Maradona con tre punti in più dei partenopei - con aggressività e pressing a tutto campo, e in varie fasi della prima metà di gara la squadra di Qurbanov pare poter portare l'inerzia dalla propria parte.

È intorno al finire del primo tempo che il Napoli si risveglia, lasciando pensare che forse sia stata una tattica lasciar sfogare gli azeri per poterli colpire una volta esaurite le energie: prima una sforbiciata di Neres, poi un'occasione per Di Lorenzo che scivola a pochi metri dalla porta mettono a dura prova i riflessi di un attento Kochalski. Sono solo avvisaglie di quello che avverrà ad inizio ripresa: il Napoli entra in campo con uno spirito diverso, molto più aggressivo, e ha dopo dieci minuti l'occasione per passare in vantaggio con un calcio di rigore, sul quale però Hojlund si fa ipnotizzare dal portiere avversario, lasciando invariato il risultato.

Il Qarabag, seguito in massa dai propri tifosi in una trasferta - come quasi tutte del resto - logisticamente proibitiva, cerca di mettere in difficoltà la difesa partenopea con le giocate di Addai, il migliore dei suoi, e del capitano Zoubir, ma Conte sorprende tutti e mette in campo Politano al posto di Beukema, mettendosi con tre trequartisti per far cadere il muro azero. È una sostituzione che pare cambiare in maniera decisiva il corso del match: il Napoli prende sempre più campo e al minuto 66 la squadra azzurra concretizza, con McTominay su azione d'angolo dopo l'ennesima parata di Kochalski, la quantità di gioco creata fino a quel momento.

Da lì in poi è un dominio partenopeo, l'autore del gol sale in cattedra e provoca l'autogol di Jankovic, ma prima e dopo il Napoli ha diverse occasioni per chiudere il match. Verso la fine Lobotka e compagni mollano un po' la presa, il Qarabag va vicino al gol ma non c'è mai l'impressione che la partita possa cambiare padrone. Vince e convince il Napoli, si porta a pari punti proprio col Qarabag, i punti necessari per l'accesso ai play-off - considerati i risultati dello scorso anno - non sono tantissimi, ma l'andamento è stato troppo altalenante finora per poter pensare serenamente alle prossime partite. Ci sono Roma e Juve in campionato - e il Cagliari in Coppa Italia - prima del Benfica, partita che delineerà in ogni caso una strada più marcata. Finora le sconfitte in trasferta in Europa sono state due su due, entrambe senza lasciare niente di buono: è ora di cambiare rotta per il Napoli e per Antonio Conte, se non si vuole scrivere una storia sempre uguale a sé stessa.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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