
Hellas Verona-Parma 1-2, Considerazioni Sparse
Giovane tradisce Zanetti e il Parma ottiene tre punti fondamentali a Verona.
In una stagione nella quale le squadre di la Serie A fanno fatica a segnare e dove lo spettacolo è diventato una rarità, ad aprire la domenica della dodicesima giornata sono Hellas Verona e Parma, vale a dire, sin qui, i peggiori attacchi dell'intero campionato. Va detto, però, che le due compagini hanno offerto una partita che, seppur costellata da numerosi errori individuali, è stata a suo modo interessante e combattuta fino all'ultimo. Ad avere la meglio è mister Cuesta, che espugna il Bentegodi grazie alla doppietta di Pellegrino: la panchina di Zanetti, ora, comincia ad essere particolarmente calda.
Il Verona approccia con ferocia come spesso accade, trovando tre conclusioni in meno di 90 secondi. L'Hellas pare in giornata, stappa la partita grazie a Orban, ma il nigeriano si trova in posizione di fuorigioco. Il Parma allora comincia a prendere campo, sfruttando le preziose sponde di Pellegrino, e proprio grazie alla fisicità del suo attaccante sblocca il match. Sugli sviluppi di una rimessa laterale battuta da Valenti, l'argentino prende il tempo ad un passivo Bella-Kotchap, svetta di testa, e dopo la traversa colpita da Sørensen, ribadisce in rete anticipando la retroguardia scaligera a Montipò battuto. Il Parma riesce dunque ad incanalare la partita su binari ad esso congeniali, e il Verona fatica a reagire. Nel secondo tempo i padroni di casa sono spenti, nervosi e frettolosi. Perdono tantissimi possessi in maniera banale, e i crociati hanno gioco facile nel conservare il vantaggio acquisito. La squadra di Cuesta pare in controllo, ma a partire dall'ora di gioco Giovane vive una ventina di minuti da one-man-show: prima pareggia i conti in maniera fortuita mettendoci la faccia e ribadendo in rete un rocambolesco rimpallo sulla quale ha la peggio lo sfortunato Løvik; poi, all'ottantesimo, gela il Bentegodi con un retropassaggio scellerato sul quale si avventa Pellegrino che realizza il più semplice dei pallonetti, trova la doppietta personale e segna il match-winner.
Per gran parte della partita, la principale differenza tra l'Hellas e il Parma ha avuto un nome ed un cognome, ossia Mateo Pellegrino. La capacità del numero #9 di far sportellate con Nellson e di vincere i duelli con il proprio marcatore, nonostante i limiti tecnici, ha permesso ai suoi di risalire il campo come la squadra di Zanetti, invece, non ha potuto fare per larghi tratti del match. Parlando dei gialloblù, a far discutere, come al solito, è la coppia offensiva. Orban è un vero rebus: fatica ad associarsi con i compagni, per caratteristiche fisiche non può reggere il confronto fisico con Troilo - in quanto alto 26 centimetri in più del nigeriano - e, se non innescato dal suo compagno di reparto, finisce per occupare l'area in solitaria aspettando un pallone che o non arriva o sul quale i difensori hanno quasi sempre la meglio. Giovane come al solito è il più intraprendente dei suoi, ma l'erroraccio che porta al gol di Pellegrino pesa come un macigno nell'economia della gara.
Va però detto che, in generale, tutto l'Hellas quest'oggi è parso in gran confusione. La ricerca costante della palla lunga avendo due calciatori tutt'altro che strutturati lì davanti è stata molto spesso controproducente, con la retroguardia avversaria che non ha dovuto fare gli straordinari per anticipare gli attaccanti scaligeri. Se a ciò aggiungiamo l'assenza di Serdar, fondamentale nel collegare difesa ed attacco e il cui dinamismo è puro ossigeno per i gialloblù, il Verona a maggior ragione si conferma una squadra che può anche metterci grinta e cuore, ma che difficilmente avrà la meglio sull'avversario. In tal senso potrebbe aiutare l'utilizzo di un giocatore più adatto a ricevere spalle alla porta come Sarr, per dare peso e presenza ad un attacco altrimenti troppo leggero e che non riesce a far salire il resto della squadra.
Il Parma strappa dunque tre punti in casa di una diretta concorrente in ottica salvezza: i crociati allungano a quota 11 punti, mentre gli uomini di Zanetti rimangono ancorati a cinque lunghezze di distanza dai ducali insieme alla Fiorentina di Vanoli. La panchina del tecnico vicentino, come anticipato, ora comincia davvero a traballare: il Verona continua a sprecare le occasioni create, senza trovare una soluzione per uscire dalla zona rossa. La prossima settimana farà visita al Genoa e, se anche al Marassi non dovessero arrivare i tre punti, la situazione potrebbe diventare irrimediabile.
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