
Levi, Considerazioni Sparse
Samba al Polo Nord: è di Braathen il primo successo del Brasile. Shiffrin brilla anche a Levi.
Slalom femminile, I Manche. Prima della gara serpeggiava la voce di una Mikaela Shiffrin in forma smagliante, con distacchi abissali in allenamento a confronto dalle varie nazionali. Nessuno si sarebbe però aspettato una prima manche del genere: sulla Black Levi, uno dei muri più complicati dello slalom, Mikaela è di un altro pianeta e ha accumulato vantaggio ad ogni porta. Oltre un secondo il distacco da Lara Colturi (2° +1.08'') che non solo non ha sbagliato nulla ma ha pure effettuato una manche pazzesca! Nessun rammarico per l'italiana che corre sotto bandiera albanese che tiene a quasi mezzo secondo di distanza la specialista tedesca Lena Dürr (3° +1.49''), già a podio proprio a Levi lo scorso anno. Ai piedi del podio parziale la campionessa in carica Zrinka Ljutić (4° +1.58'') che probabilmente avrà nasato che quest'anno stare al passo di Shiffrin sarà complicato. Orfana di Rossetti e Peterlini l'ItalSlalom femminile riesce a portare una sola atleta in seconda manche: Emilia Mondinelli (28° +2.88'') ha il grande merito di qualificarsi con il 3° pettorale più alto di giornata (51). Per le altre, un vero peccato per Alice Pazzaglia che manca la prima qualifica in Coppa del Mondo per solo 0.02". Ci si aspettava decisamente di più da Lara della Mea, unica a partire nelle prime 30, che ha affrontato il muro con eccesso di zelo allargando molto le linee. Giudizio rimandato per Valleriani e Belfrond. Discorso analogo per Beatrice Sola che rientra dopo l'intervento al crociato. Giorgia Collomb pasticcia sul muro ed esce: probabilmente si sarebbe qualificata.
Slalom maschile, I manche. Da sauna a samba finlandese ci passano due lettere: Lucaas Pinheiro Braathen lo mette per iscritto a caratteri maiuscoli già in prima manche. La sua grinta sembra non aver risentito minimamente dello scivolone di Soelden e si divincola dalla insidie del muro di Levi come solo lui sa fare. Insidie che hanno intaccato le linee del campione olimpico Clément Noël (2° +0.41'') in ritardo rispetto al norvegese di passaporto brasiliano. Timon Haugan (3° +0.49'') è in grande spolvero dopo la vittoria alle finali di Sun Valley dello scorso anno: il norvegese, prima di stavolta, con Levi non ha mai avuto un buon feeling. A quattro decimi dal podio c'è Eduard Hallberg (5° +0.90''), beniamino di casa che ha infiammato il pubblico anche a -17°: la sua sciata è composta e ordinata, caratteristiche che oltre il Circolo Polare Artico hanno sempre fatto la differenza. Tra i big dello slalom deludono Schwarz, Feller e Yule. Blacky Schwarz (17° +1.52'') sonnecchiante, Manuel Feller (23° +1.87'') è tornato uno scavezzacollo quando gli astri non sono allineati, Daniel Yule (29° +2.15'') è andato a menare il can per l'aia in certi momenti. L'Italia, tanto per cambiare, ha molto da recriminare: occasione sciupata da Alex Vinatzer, che stava sciando da Top10 fino a un arretramento fatale. A salvare la faccia di Flavio Roda (Presidente FISI) ci pensa Tobias Kastlunger (23° +1.87''), appaiato a Feller. Sala e Barbera non si qualificano in seconda. Saccardi spreca l'occasione di qualifica a tre porte dalla fine; Canins stecca sul muro.
Slalom femminile, II manche. Mikaela Shiffrin compone la nona sinfonia a Levi. Solo la sciata di Her Majesty poteva penetrare le tenebre della notte polare: vittoria N.102 in carriera. Le sue linee rappresentano l'epitome di questo sport, la sua massima espressione: non un traverso, non un fiocco di neve che si solleva, la Regina d'Inverno è tornata. C'è tanta gioventù sul podio di Levi! Ai piedi del gradino più alto Lara Colturi (2° +1.66'') e Emma Aicher (3° +2.59''): il distacco di Colturi da Shiffrin e Aicher fornisce una dimensione effettiva di quello che è stata la gara dell'albanese. Attenzione comunque alla tedesca classe 2003: corre in tutte e quattro le discipline, presto punterà al ''coppone'' di cristallo. Da segnalare in Top10 a Levi la francese Marion Chevrier (9° +3.16'') che recupera 14 posizioni rispetto al pettorale di partenza. Malino Zrinka Ljutic (6° +2.80''), malissimo Camille Rast (15° +3.51''): la campionessa in carica dovrà fare molto di più anche solo per avere qualche speranza di difendere il titolo, Rast delude tutti quelli che la pronosticavano come possibile outsider anche questa stagione. Brava Mondinelli (27° +4.75'') che fa il suo e non lascia l'Italia con uno 0 alla voce ''punti''.
Slalom maschile, II manche. Slalom do Janeiro! Pensare che sulle spiagge di Copacabana ci siano persone che esultano per una vittoria della nazionale tenendo una caipirinha in mano non è fantasia... pensare che la vittoria provenga dallo sci alpino è realtà. Ci ha pensato Lucas Pinheiro Braathen, a Levi, a portare il Brasile per la prima volta sul gradino più alto dello sci. Nel luogo meno carioca del mondo è riuscito a gestire la doppia manche da vero campione, quello che tutti attendono. Recupera qualcosa ma non abbastanza Clément Noël (2° +0.31''): il francese comunque resta uno dei maggiori indiziati per la corsa al titolo. Se nella prima manche aveva ben impressionato in seconda ha incantato: Eduard Hallberg (3° +0.57''). Primo podio in carriera per il finlandese che di certo non scorderà questa giornata. Classifica sconvolta con Linus Strasser (15° +1.51'') e Henrik Kristoffersen (13° +1.47'') fuori dalla Top10 lasciando spazio a gradite sorprese come Laurie Taylor (4° +0.61''). Il britannico stacca il pass della miglior prova in seconda manche davanti a Manuel Feller (11° +1.40'') e il nostro Toby Kastlunger (12° +1.44''). Solita roulette russa per il Dartagnan austriaco mentre l'atleta originario di San Vigilio è noto per essere un gran combattente. Solido e determinato: che continui su questa strada.
SPAZIO ITALIA. Cosa salviamo di questo weekend? Poco o nulla. La vittoria di Sinner magari, ma non è questo lo spazio adatto. Quel poco viene da una prova di grinta di Kastlunger e Mondinelli, che quanto meno non si è sgretolata come le altre sue compagne. A vedere il bene ci sono le incoraggianti prove di Saccardi e Pazzaglia più quella di Vinatzer ma lì resta troppo amaro in gola ma coi ''se'' e coi ''ma'' la storia non si fa. A vedere il male invece possiamo dire che il femminile ha portato in seconda manche lo stesso numero di atlete di Lettonia, Ungheria e Giappone. Gli uomini non vanno meglio, condividendo la statistica con Belgio, Bulgaria e il sempre caro Giappone. Il tutto considerando che di atleti ne avevamo portati 6/7 per gara: la Gran Bretagna nel maschile ha portato 3 atleti e li ha piazzati tutti e 3. Il Regno Unito calcola lo sci meno di zero, nel 2023 hanno tagliato i già risicati fondi al team che è finito in bancarotta e ha dovuto elemosinare sponsor in giro. Eppure nonostante queste difficoltà gravi sono riusciti a raccogliere di più in questo weekend che l'Italia nell'ultima stagione. Noi invece, nel più classico degli atteggiamenti italiani, cerchiamo un colpevole, che per inteso, non è solo uno.
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