
La Davis, a Bologna, senza Sinner e Musetti
Cosa aspettarci dall'edizione 2025 del torneo più antico del tennis?
La scelta di Jannik Sinner di non giocare la fase finale della Coppa Davis a Bologna ha dato il la a (inutili) polemiche: l’obolo che il tennis deve pagare per la sua irruzione sul palco principale degli sport in Italia. Nel diventare uno sport seguito in maniera massiva non poteva, il tennis, sfuggire al destino di diventare discusso, e allo stesso modo non poteva sfuggirne Sinner.
L'eco sulla sua assenza nella settimana che sarà a Bologna sta svanendo, ma non escludiamo ricadute con l’avvicinarsi dell’appuntamento di Bologna. Intanto, il 2025 si avvicina al termine: Alcaraz, indoor, sembra non avere ancora la stessa dimensione che ha su qualsiasi altra superficie. Come l’iberico reagirà a questa difficoltà, in una stagione nella quale ha sistemato diversi aspetti anche caratteriali?
Alcaraz ha ammesso di aver subito la pressione che lo voleva di nuovo n° 1 al mondo dopo lo stop di Sinner, ma poi ha inanellato successi importanti. È l’unico ad aver vinto 3 Master 1000 nel 2025 (Montecarlo, Roma e Cincinnati); è arrivato in 3 finali Slam (Roland Garros e US Open, sconfitta a Wimbledon); è riuscito a battere Djokovic, dopo le sconfitte a Parigi e ai quarti all’Australian Open 2025. Nell'ultimo torneo del circuito, a La Défense, l’impressione è stata di rivedere lo sconfitto al 2° turno degli Us Open 2024 da Van de Zandschulp; le ATP Finals, d'altro canto, hanno confermato che Alcaraz è al livello di uno dei giocatori più forti di sempre indoor.
La Coppa Davis: l’Italia
L’Italia si presenta ai nastri di partenza della fase finale a Bologna con 2 titoli di fila ma con un Sinner e Musetti in meno. L’assenza di Jannik di per sé pesa, ancora di più su cemento al chiuso. Nel 2024, a Malaga, il campione altoatesino arrivò piuttosto malconcio dal punto di vista fisico, eppure fu al solito inscalfibile. Il capitano Volandri ha deciso di puntare su Cobolli, Sonego e Berrettini come singolaristi, aggiungendo la collaudata coppia di doppisti Bolelli-Vavassori, semifinalisti uscenti delle ATP Finals.
Musetti è stato in lotta per una qualificazione alle Finals durante tutto il torneo di Atene: la sconfitta in finale con Djokovic ne avrebbe precluso l'accesso, ma il forfait comunicato all'ultimo proprio da Nole ha aperto l'ultima porta per Torino a Musetti. La stagione del numero 2 del tennis italiano è stata lunga e complessa, con qualche guaio fisico di mezzo e un finale assai esigente da un punto di vista nervoso: una settimana torinese esaltante ma assai faticosa, con la seconda gravidanza della compagna che dovrebbe terminare a brevissimo, hanno consigliato al numero 8 del mondo di rinunciare alla convocazione di Volandri. Esattamente come per Sinner, una sua defezione è comprensibile, anche se chiaramente spiacevole.
Musetti, nel 2026, è chiamato a una stagione importante, anche più del 2025, e ha bisogno di risultati migliori nella parte iniziale dell’anno, soprattutto all’Australian Open - nel 2025 si è fermato al 3° turno. La prossima è la stagione in cui ci si aspetta il definitivo salto di qualità su cemento ed erba, che ne confermi lo status di giocatore d’alta classifica. Musetti ha dimostrato di essere tra i primi sulla terra rossa, ottimo in singola settimana sull’erba, ma ha bisogno di trovare una dimensione compiuta sul cemento.
C’è grande curiosità attorno a Matteo Berrettini: le doti sono indiscutibili, ma The Hammer viene da un 2025 funestat dai problemi fisici. È evidente che Volandri speri in un effetto Davis per lui: a Vienna, Berrettini ha raggiunto i quarti (sconfitto da De Minaur), poi ha deciso di non prendere parte al 1000 di Parigi. Non ci sono nuove noie fisiche all’orizzonte, ma aver giocato 3 partite in 3 giorni ha convinto il finalista di Wimbledon 2021 a saltare il torneo.
È probabile che questa rinuncia abbia a che fare con la stessa competizione per nazionali: non è un segreto che Berrettini dia grande importanza alla Davis - ha sofferto molto in occasione della vittoria italiana del 2023, vissuta fuori dal campo. Il 2024 lo ha visto invece decisivo nella riconquista dell’Insalatiera: ai quarti ha vinto in doppio, assieme a Sinner, in semifinale e finale ha ottenuto due vittorie in singolare, mostrando un ottimo livello di gioco.
A Berrettini si aggiunge Cobolli. Il 23enne ha vissuto un ottimo 2025, sicuramente il miglior anno della carriera: ha vinto due 500 (Bucarest e Amburgo), ha battuto per la prima volta un tennista in top 10, ha raggiunto il suo best ranking e un quarto di finale Slam (Wimbledon). Anche il romano, con una parte iniziale di stagione migliore di quella attuale, per il 2026 può sperare di fare dei passi in avanti in classifica.
L'ultimo ad aggiungersi alla lista è Lorenzo Sonego, il più "uomo Davis" a disposizione di Volandri. Sonny ha raggiunto la semifinale del 250 di Metz un paio di settimane fa e, in stagione, ha trovato il miglior Slam della carriera: i quarti di finale agli Australian Open arrivarono con partite di lotta e grinta, gestite quasi sempre con lo sfavore del pronostico, così come saranno le eventuali sfide di singolare a Bologna. Sonego in carriera in Davis ha mostrato di poter battere Jarry (all'epoca 22 del mondo) e perdere con Galarneau (n° 200) nel giro di una settimana, battere in sequenza Tiafoe e Shapovalov ma venir sconfitto da Gojo. Una scatola di cioccolatini, insomma, che nell'ambiente emiliano potrebbe esaltarsi.
Sarà interessante capire, eventualmente, come Volandri gestirà i tre singolaristi. Se nel 2023 e nel 2024 si trattava di scegliere il secondo singolarista, a Bologna si dovranno prendere decisioni su entrambe le sfide. La stagione e le classifiche suggerirebbero di schierare Musetti e Cobolli, ma la Davis è ancora un torneo a sé: nel 2024, ai quarti, il primo singolare lo ha giocato Musetti, perdendo con Cerundolo. La sconfitta ha poi ribaltato le gerarchie e portato a schierare Berrettini in semifinale e finale. L’avversario ai quarti di quest’anno, l’Austria, potrebbe anche spingere capitan Volandri a schierare non necessariamente sin da subito quelle che ritiene essere le sue punte di diamante.
Giocare a Bologna potrebbe rappresentare un boost per i tennisti azzurri. Si sono rimescolate le carte rispetto agli ultimi due anni: la nazionale italiana non arriva da netta favorita, ma ha dalla sua una formazione solida, il tifo di casa e un buon sorteggio, che non la vedrà incrociare le strade di Spagna o Cechia fino all’eventuale finale.
Le altre finaliste
In ordine crescente di qualità, anche: Austria, Belgio, Argentina, Francia, Germania, Cechia e Spagna. L’Austria è la cenerentola della competizione, sfiderà l’Italia al primo turno e non sembra avere possibilità, salvo un improbabile harakiri azzurro. Il migliore della squadra austriaca, Misolic, è n°85 nel ranking ATP; per incontrare Rodionov e Neumayer bisogna andare oltre il 150. La sfida tra le due squadre si terrà mercoledì 19 novembre.
Ad aprire questa fase finale, però, sarà Francia-Belgio, alla vigilia del debutto italiano. I transalpini sono i favoriti di questa sfida, a patto di fare i conti con l’incostanza notoria dei suoi giocatori: capitan Mathieu ha deciso di puntare su Bonzi, Humbert, Herbert e Rinderknech, lasciando fuori altri giocatori di buon livello come Moutet, Fils e Mpetshi-Perricard.
La formazione francese è comunque superiore a quella belga, che ha in Zizou Bergs (sì come Zidane e proprio per Zidane, l'ha detto lui) la sua punta. Il pronostico è abbastanza chiuso, ma meno sbilanciato della sfida dell’Italia. Francia-Belgio, nel 2017, è stato l’atto finale della competizione, con un successo per i francesi, il 10° e ultimo della loro storia.
Potrebbero rivelarsi invece più aperte gli altri due quarti. Non ce ne voglia la tradizione tennistica di Argentina e Germania, ma questa è più una rivalità sui campi di calcio che su quelli di tennis. Da una parte, una squadra solida: Cerundolo, Etcheverry, Comesana e Molteni-Zeballos; dall’altra rispondono Zverev, Struff, Hanfmann e Krawietz-Pütz. Con la vecchia formula, al meglio dei 5 incontri e col doppio da disputarsi come terzo match, l’Argentina sarebbe tra le grandi favorite da diversi anni. Zeballos e Molteni sono stati in carriera compagni di doppio al di là della nazionale: restano una coppia straordinariamente affiatata. Assieme allo spagnolo Granollers, Zeballos nel 2025 si è aggiudicato Roland Garros e US Open.
Anche in questa sfida coi tedeschi, il doppio potrebbe diventare fondamentale. Zverev è superiore a Cerundolo, comunque un tennista da primi 20/25 posti al mondo: al tedesco sarà richiesta una certa costanza, componente spesso assente nelle sue partite. In condizioni normali, resta favorito l’attuale numero 3 del ranking.
Anche per Zverev resta l’incognita di come uscirà dalle ultime settimane di stagione: a Vienna, sconfitto in finale da Sinner, ha dato prova di un buon livello; a Parigi, in semifinale con lo stesso Jannik, è crollato complice problemi alla caviglia; alle Finals di Torino, nonostante una più che discreta sfida con Sinner, ha trovato la peggior prestazione degli ultimi mesi nella gara decisiva con Auger-Aliassime. Etcheverry e Comesana sono superiori alle seconde linee tedesche: nell’ipotesi di una vittoria per parte nei due match singolari, ecco che il doppio diventa decisivo. L’anno scorso proprio i quarti contro l’Argentina sono stati il momento più difficile anche per l’Italia, con la vittoria di Sinner/Berrettini contro Molteni/Gonzalez.
Spagna-Cechia è il quarto più affascinante. Al fianco di Alcaraz, capitan Ferrer ha scelto Munar, Martinez e Granollers. Ha destato sorpresa e non poche polemiche la scelta di escludere dai convocati Davidovich Fokina. Lo stesso tennista ha inizialmente ammesso di non aver compreso la scelta del capitano: Munar e Martinez sono due giocatori di buon livello, ma Davidovich è un top 20. Arrivata a stretto giro di posta la replica di Ferrer: Davidovich aveva rifiutato la chiamata per i turni precedenti, e non avrebbe accettato di buon grado il ruolo da terzo singolarista.
La squadra iberica si confronterà con la squadra più intrigante di questa Davis: la Cechia. Innanzitutto, per il capitano della squadra: Berdych, storico sconfitto dai Fab Four a cavallo tra ’00 e ’10. Finale a Wimbledon 2010, n°4 del ranking nel 2015, due Davis vinte consecutivamente. Passando a chi andrà in campo, le stelle della squadra sono tra un numero compreso tra 0 e 3. Perché Menšík, Lehecka e Machac sono tre tennisti di livello, tutti e tre abbastanza giovani: il più anziano tra loro è Machac, 25 anni.
Mensik si è aggiudicato il 1000 di Miami, battendo Fritz e poi Djokovic in finale, poi non è riuscito a replicarsi a livelli così alti nel resto del 2025: va sempre considerato che si parla di un 20enne, che si candida a entrare stabilmente in top 10 nei prossimi anni, ma il tema dell’incostanza resta. La stagione di Lehecka è stata più stabile, ma senza picchi importanti: chissà che non possa trovarlo nella settimana di Davis bolognese.
La presenza di Alcaraz fa pendere il pronostico leggermente dalla parte della Spagna, la squadra nel totale sembra favorire la Cechia. Vedremo, inoltre, se Ferrer schiererà Alcaraz anche negli eventuali doppi, come Volandri ha fatto con Sinner nelle Davis 2023 e nel 2024.
Seguendo questa logica, la sfida finale della Davis potrebbe vedere confrontarsi Italia e una tra Spagna e Cechia, ma la competizione riserva spesso sorprese. Al di là dell’assenza del numero uno italiano, comunque, non si può nascondere che il sorteggio, frutto del primo posto nel ranking maturato dopo il successo recente, è ampiamente favorevole all’Italia. La Francia potrebbe procurare qualche problema agli Azzurri, che sulla carta restano comunque più forti. Dall’altro lato del tabellone sembra davvero che lo scontro tra Spagna e Cechia potrebbe consegnare anticipatamente la seconda finalista: immaginare una partenza diversa da 1-0 per gli iberici è però assai complicato.
La Davis è un torneo incerto, tradizionalmente. Il fatto che si posizioni in fondo al calendario di una stagione che per molti giocatori, soprattutto per i più forti, è lunghissima, non fa che aumentare le variabili da tenere in conto.
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