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Riestra Calcio
, 14 Novembre 2025

Il fenomeno di Villa 1-11-14


Il Club Deportivo Riestra è un esperimento di marketing unico, in Argentina e nel mondo.

Un ragazzo con polo Adidas, cappellino grigio con la visiera e shorts strappati cammina verso la telecamera, guardando l’obiettivo e controllandosi le spalle. In secondo piano due ragazzi - appositamente pixellati - stanno combattendo con delle lame, fino a che uno dei due non cade sul cemento, sconnesso e rattoppato, dove un cane sta latrando. L’ambiente circostante trasuda precarietà, miseria e povertà; case di mattoni rossi miste a lamiera, sacchi di plastica blu utilizzati come tende e fili dell’elettricità che collegano edifici barcollanti. Anche il cielo, relegato alla porzione alta dello schermo, è ingiallito, come le vecchie pagine dei libri che col passare del tempo subiscono l’usura e gli agenti atmosferici. 

Non è facile entrare in questi quartieri: di solito chi lo fa è accompagnato da un autoctono, qualcuno che conosce ogni vicolo, ogni negozio, ogni vicino così da sapere cosa filmare e quando – nel modo più rapido possibile – cambiare strada. Formalmente il nome di questo quartiere è Barrio Padre Rodolfo Ricciardelli, sacerdote appartenente al Movimiento de Sacerdotes para el Tercer Mundo, che per tutta la sua vita ha svolto la sua missione nella Villa di Bajo Flores. Nessuno chiama così il quartiere: tutti preferiscono il nome giornalistico Villa 1-11-14: il quartiere, per come oggi lo conosciamo, è frutto dell’unione di tre centri abitati più piccoli - la Villa 1, la 11 e la 14.

La sua genesi risale agli anni '30 del '900: a seguito della Crisi del ’29, molti abitanti già marginalizzati di Buenos Aires dovettero ridimensionare il loro stile di vita: la zona sud della città – secondo il censimento del 2018 – conta circa 40000 abitanti, suddivisi in circa 4900 abitazioni. Abbandonati da Stato e Amministrazione cittadina, gli abitanti della Villa hanno dovuto ingegnarsi per creare un surrogato di normalità tra i cunicoli. Nella Villa c’è tutto: barbieri, chioschi, negozi, piccole attività commerciali a creare un’economia parallela, un sistema che si regge sullo spirito di iniziativa, sulla solidarietà e sull’arte di arrangiarsi, fondamentale per sopravvivere nell’Argentina post default.

La Villa 1-11-14 non è unica solo perché è la più grande e strutturata di tutta la città ma anche perché è anche quella da cui più facilmente si può assistere a una partita di calcio: è a circa 200 metri dal dischetto del rigore del Nuevo Gasometro da cui Ortigoza consegnò la Copa Libertadores al San Lorenzo de Almagro nel 2014. Dopo l’1-1 dell’andata, dove El Ciclón si era fatto riacciuffare a tempo scaduto da Roque Santa Cruz e dal Nacional, adesso Ortigoza ha appena portato in vantaggio il San Lorenzo nel doppio confronto, segnando il secondo rigore più pesante della sua carriera.

In un’intervista, Ortigoza dichiarerà “Ho sentito molta più pressione quando ho tirato quello [il rigore] per salvarci rispetto a quello in finale di Libertadores”. È un’ubriacatura collettiva che coinvolge i 40000 allo stadio e gli altrettanti nella Villa – non tutti gli abitanti sono tifosi del San Lorenzo – per osmosi, una gioia che si appiccica addosso come un adesivo. C’è solo un angolo, nelle vicinanze dello stadio, che rimane buio, dove non suonano trombe o tamburi. Il 13 agosto 2014, per quell'angolo, è un giorno come un altro.

Da dove arriva il Club Deportivo Riestra

A pochi passi dal Nuevo Gasometro, dove si sta consumando il miracolo rossoblù, nella direzione opposta alla Villa, c’è un campo da calcio. Visto dall’alto sembra un campo di provincia italiana: recinzioni che delimitano l’ingresso, manto erboso spelacchiato, pochi gradoni e piccoli edifici a fare da contorno. Osservando una cartina della città non sembra poi tanto diverso dalle centinaia di campi che punteggiano Buenos Aires, rendendola una delle capitali più calciofile del mondo. Zoomando sui dettagli della struttura saltano però subito all’occhio due loghi, sempre affiancati: col tempo si sovrapporranno via via, fino a fondersi in maniera indissolubile.

Mentre il San Lorenzo inizia la campagna verso la Libertadores, nel 2013 del panorama calcistico argentino si affaccia un personaggio controverso e oscuro: Victor Stinfale. Avvocato e amico di Maradona, Stinfale è uno dei personaggi più noti del mondo “di mezzo”, che nasce dalla commistura delle alte sfere istituzionali e dei faccendieri al margine della legalità. Stinfale è proprietario di Energy Group, impresa produttrice di Speed Unlimited (bibita energizzante molto in voga in Argentina), che utilizza per entrare nel mondo del calcio.

Nonostante in Argentina non esistano le SAD (Sociedad Anonimas Deportivas, proprietà di privati cittadini e non di soci), Stinfale riesce ad entrare nell’organigramma societario del Riestra figurando come consigliere esterno. In realtà, dal 2013, Stinfale e la sua Speed diventano sponsor unici della squadra, potendovi esercitare un controllo smisurato, forti anche dell’iniezione di denaro nelle casse del club. L’azienda diventa squadra di calcio, totalizzandola. L’avvocato diventa presidente, senza mai avere un ruolo formale nella società. L’obiettivo non può che essere uno: arrivare in Primera Division.

In 90 anni di storia il Riestra ha vivacchiato nelle serie minori del calcio argentino, con un solo titolo conquistato – il Campionato di Primera D nel 1953 – e col fantasma della sparizione dal professionismo nel 1990, quando era ultimo in Primera D e rischiava di venir cancellato dalla mappa del calcio argentino. Il nulla o quasi, insomma. Con l’arrivo di Stinfale, il Riestra vede un modo per uscire dalla mediocrità al quale i vicini più prestigiosi – e le contingenze – lo hanno confinato. Stinfale, però, non porta solo denaro ma anche un soft power che sarà fondamentale per la scalata alla Primera Division. 

Partita sospesa, non si può giocare” sentenzia l’arbitro Paulo Vigliano, dopo aver fischiato tre volte. Mancano 5' alla fine e i padroni di casa del Riestra stanno vincendo 2-0 contro il Comunicaciones, nella finale di ritorno per la promozione in Primera Nacional (la Serie B argentina), ma i tifosi decidono di invadere il campo, per festeggiare in anticipo la promozione. “Un tifoso è entrato in campo e mi ha tirato un pugno” ha dichiarato Federico Barrionuevo, centrocampista del Comunicaciones, per descrivere il clima da battaglia campale che si respirava quando i tifosi sfondarono le – poche – barriere protettive.

Rifugiatisi negli spogliatoi, i giocatori aspettano un verdetto che sembra ormai scontato. Invece, poche ore dopo, il tribunale disciplinare della AFA si pronunciò in maniera inaspettata: si sarebbero disputati i 5' rimanenti, 5 giorni dopo, come se niente fosse successo. Ancora Barrionuevo, sulla sentenza e sulle strane ingerenze di Stinfale: “Vince il potere contro l’umiltà”. Stinfale aveva allungato le mani sul calcio argentino e aveva tutta l’intenzione di prendersi una fetta molto grande: il “favore” che l’AFA ha fatto a Stinfale però non costa poco al Riestra, che deve iniziare il campionato successivo con 20 punti – poi scontati a 10 – di penalizzazione, retrocedendo al termine dell'annata.

Il Riestra è salito alla ribalta nazionale per tornare mestamente nelle serie inferiori del calcio e, poi, ottenere la prima storica promozione in Primera Division nel 2023, questa volta senza polemiche. Con la visibilità data dalla partecipazione al massimo campionato, Stinfale può usare il Riestra per il suo scopo originario: pubblicizzare il suo marchio e consolidare la sua posizione nel calcio argentino, facendo parlare della sua squadra in qualsiasi modo, non solo per meriti sportivi. Per prepararsi alla prima stagione in Primera Division – che concluderà al 17° posto - il Riestra inizia una preparazione che prevede 4 turni di allenamento giornaliere, spalmando il lavoro su 19 ore.

Una pazzia ma in linea con lo spirito del club, che deve creare click, interazioni, titoli, come se fosse una pagina Instagram. In merito agli influencer, e al loro ruolo nella nuova narrazione del calcio, il Riestra cerca di accaparrarsi una nuova fetta di tifosi-spettatori risalendo alla fonte: nel novembre 2024 il Malevo ospita il Velez e nel consegnare la distinta compare un nuovo nome fra i padroni di casa, Ivan Buhajeruk. Su Kick è conosciuto con il nome di Spreen, vanta 1200000 follower: è uno dei due attaccanti che Fabbiani schiera dal primo minuto in attacco. Giocherà 78 secondi, senza toccare il pallone, e verrà sostituito da Gustavo Fernandez, sollevando una bufera di polemiche.

Lo stesso streamer dirà: “Il piano era che uscissi dopo la prima giocata della partita. Se fosse toccato a noi battere il calcio d’inizio avrei dovuto passarla e correre alla bandierina dove me la avrebbero passata. Avrei dovuto stopparla e buttarla fuori, era l’unica cosa che avevo provato in allenamento”. Con questa operazione Stinfale aveva buttato giù il muro fra storia e narrazione, facendo entrare nel mondo del calcio gli streamer, colonizzando i colonizzatori.

Questo episodio dà l’idea di come il Deportivo Riestra sia gestito come un vero e proprio feudo dell’avvocato: lo si intuisce dalle parole di Fabbiani – ex centravanti del River –, allenatore di Buhajeruk per i suoi 78 secondi di carriera. “L’idea è nata a febbraio, quando ancora non ero l’allenatore: è marketing. Capisco le critiche, ma è un’operazione che fa molto bene al club”. Fabbiani, che oggi non è più l’allenatore del Malevo, ha dovuto assumersi le responsabilità anche per un altro debutto “storico” nel calcio argentino.

Nel maggio 2024 il Riestra è impegnato in Copa Argentina col Newell’s Old Boys. Il Riestra, concentrato sul campionato, schiera un XI rimaneggiato e attinge il più possibile alla squadra riserve che, però, ha giocato il giorno precedente a Buenos Aires, a 500 km da dove si sta disputando la partita della prima squadra. Fabbiani, che non può farsi sfuggire l’occasione, decide di concedere qualche minuto in campo a Mateo Apollonio: il ragazzino ha 14 anni e 29 giorni, è il più giovane debuttante nella storia del calcio argentino. Quando entra in campo il confronto è impietoso: sembra (è) un bambino imbucato fra i grandi. Il primo a notarlo, appena terminata la partita è Mauricio Larriera, allenatore degli avversari.

Mi sembra molto giovane, da un lato può essere pericoloso farlo giocare con gente più grande ma se il suo allenatore lo ha fatto debuttare vuol dire che ha ritenuto che avesse i mezzi per farlo”. A Larriera fa eco Fabbiani, rimarcando come Apollonio sia dotato di buon dinamismo e come sia de facto una delle scommesse più importanti che il club stia facendo. La prestazione di Apollonio è irrisoria, quasi non tocca palla, ma lo strascico dei giorni successivi al debutto ha fatto crescere i numeri e le interazioni del Riestra su tutti social: quando un giocatore è più utile per i click che per i gol, è perfetto per il Riestra. 

A guardarlo da fuori, il Riestra sembra più uno spazio pubblicitario ambulante che una squadra di calcio che – al momento – sarebbe qualificata per la Copa Sudamericana. Sottovalutare il livello sportivo del Malevo rischia di offuscare l'ottimo lavoro che si sta facendo a Bajo Flores da 10 anni a questa parte. Basti pensare che per la stagione 2024/25 sono stati spesi €0 per l’acquisto di nuovi giocatori. Un dato che di per sé dice poco, ma che accoppiato al valore della rosa – €7.86 milioni per Transfermarkt – rende l’idea di come al Riestra siano rimasti proletari e villeros nonostante abbiano provato, riuscendoci, ad affacciarsi nelle stanze del potere.

Il Club Deportivo Riestra è una contraddizione, così come Nacho Arce, il suo simbolo in campo. Nato nel 1992 a Paraná, provincia di Entre Ríos, Arce ha fatto della sua carriera un manifesto di lotta e resilienza. Inizia nelle giovanili dell’Argentinos Juniors di Paraná e si fa notare quasi subito come uno dei migliori portieri del paese: nel 2009 viene convocato per il Mondiale sub-17 in cui farà da secondo al Dibu Martinez, con cui ancora oggi lega un solido rapporto di amicizia. Per i successivi 10 anni si fa le ossa nel calcio di provincia albiceleste finché non completa la maturazione quando difende la porta del San Martin di Tucuman.

Nella squadra del nord dell'Argentina colleziona le prime presenze in Primera Division e inizia la trasformazione in Nacho, con Ignacio sempre più relegato al di fuori del campo. Nel 2025, non esiste un altro portiere che interpreti il ruolo come lui: uscite dal coraggio belluino, parate di puro riflesso con qualsiasi parte del corpo, riduzione dello specchio della porta a pochi centimetri grazie a un senso della posizione innato. Arce abbina questa parte del gioco a quella più estrosa e fantasiosa: parate di petto, uscite in palleggio e un modo tutto suo di rinviare, “cortando el fiambre”, che riempe il profilo Tik Tok del Riestra e colora in mille modi le partite.

Come se non bastasse Arce che, con i suoi tatuaggi in testa e le sue maglie sgargianti non fa nulla per passare inosservato, ha fatto del prepartita un autentico palcoscenico. Nell'autunno 2025i ha firmato un accordo di sponsorizzazione con Marley, azienda produttrice di alfajores, per portare sulla maglia una sua versione stilizzata in stile scimmiesca che sorregge il dolce fatto di maizena e dulce de leche. Ma Arce, che quando distribuivano il senso della misura e la sobrietà era in fila dal tatuatore, ha deciso di fare di più.

Infatti, nelle ultime partite Arce distribuisce alfajores prima di iniziare il riscaldamento prepartita. Lo ha fatto anche nella partita contro il River Plate quando ha rifocillato le file del Monumental, prima di entrare in campo e parare tutto, concedendosi anche il lusso di stoppare un tiro di Borja con la coscia per poi fare qualche palleggio nell’area piccola, proprio sotto a Los Borrachos del Tablon, la frangia più estrema del tifo millonario

A una giornata dalla fine del Torneo Clausura, il Riestra sarebbe qualificato alla Copa Sudamericana: un’altra prima volta nella storia. Il Riestra ci sta riuscendo grazie a un progetto perfettamente calato nell’epoca in cui viviamo, in cui calcio e modo di raccontare il pallone vanno di pari passo, e in cui un progetto di marketing forte e articolato arriva dove il livello tecnico della rosa non si sarebbe mai sognato.

Probabilmente, per giocare la Sudamericana il Riestra dovrà migrare in uno stadio diverso dal suo – sprovvisto di illuminazione –, magari proprio nel Nuevo Gasometro del San Lorenzo. Camminando ancora pochi metri, potrebbero giocare direttamente nella Villa, coi chioschi e i parrucchieri a fare da sfondo. Sarebbe impensabile, o forse no. 

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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