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Turchia scommesse
, 12 Novembre 2025

Le scommesse sul calcio in Turchia


La federcalcio vuole individuare dirigenti, allenatori, calciatori e arbitri coinvolti in un giro di scommesse.

L’uragano che trafigge case di legno. Così si può esprimere la nuova super inchiesta voluta da TFF, la federazione di calcio della Turchia, in merito a migliaia di segnalazioni sospette incasellabili sotto l'ombrello del calcioscommesse: Ibrahim Haciosmanoglu, capo della federcalcio, vorrebbe tentare una pulizia capillare, pensata per espellere dal mondo del calcio turco tutte le persone che si presume abbiano avuto comportamenti scorretti.

Da anni si parla di Turchia come un mondo dove la corruzione, in tutti gli ambiti, la fa da padrona. Haciosmanoglu, eletto nel 2024, ha promesso sin dall'insediamento chiarezza e pulizia, sia all'interno del TFF, sia verso tutte le figure che ruotano attorno al calcio, professionistico e non, turco.

Il nuovo scandalo relativo al calcioscommesse in Turchia ha messo in luce ciò che prima Ali Koc, poi Josè Mourinho, hanno in tempi non sospetti rivelato su alcuni ambienti sportivi connessi alla Federazione calcistica turca. La proporzione di questo scandalo è gigantesca, sia per numero di calciatori coinvolti (1024, dei quali, una piccolissima parte professionisti), sia perché sono invischiati anche direttori di gara internazionali come Zorbay Kucuk, arbitro da diversi anni designato per le gare dei grandi club di Istanbul (Besiktas, Fenerbahçe e Galatasaray).

La conclusione della prima parte delle indagini? Tutti scommettono, più o meno.

Zorbay Kucuk è solamente la punta dell’iceberg: nel fascicolo della federazione sono inseriti più di 350 nomi di arbitri. Di questi, secondo Haciosmanoglu, 120 hanno fatto delle puntate addirittura sul campionato in corso. La Turchia ha scoperto questo polverone, riguardante in particolar modo il lato non professionistico (3.Lig e 4.Lig, le corrispondenti della Serie C e D italiane, sono i livelli più interessati), ma non mancano comunque protagonisti di rilievo.

Una serie di processi mai vista, dove si sono aggiunti nella seconda settimana di novembre 2025 anche calciatori di grande rilevanza nel panorama calcistico turco. L'indagine ha fatto scattare la convocazione in procura federale per Eren Elmali, ex Trabzonspor ora al Galatasaray: nel giro della Nazionale, convocato da Montella per le ultime partite di qualificazione al mondiale 2026, si è visto cancellare il suo nome dai giocatori che rappresenteranno la Nazionale delle Stelle della notte contro Bulgaria e Spagna. Sempre in orbita Galatasaray, anche Metehcan Baltaci, difensore centrale classe 2002, è stato chiamato a comparire dal TFF.

Occorre sottolineare come questa inchiesta coinvolga i calciatori citati in periodi dove non erano giocatori del Galatasaray: Baltaci era all’Eyupspor ed Elmali al Trabzonspor, ma nulla cambia in relazione alla gravità delle accuse a loro rivolte.

Passando a una squadra di Istanbul che ha la fortuna di giocare in casa a due passi dal Bosphorus, il Besiktas, sono due i bianconeri coinvolti e richiamati dalla Federcalcio turca per chiarire la loro posizione: Necip Uysal ed Ersin Destanoglu, capitano storico e un altro veterano del secondo club più titolato di Turchia.

Uysal è al Besiktas dal 2010, è alla 16° stagione nel club che lo ha cresciuto, che tifa e del quale è capitano - non in campo, perché il ritorno in patria di Orkun Kokcu doveva essere suggellato in maniera simbolica dal passaggio della fascia - ma “morale”. Destanoglu invece è lo storico secondo del portiere titolare Gunok, da 6 anni nella rosa bianconera.

Queste figure, specie Uysal, hanno un notevole peso specifico nella società e in tutto quello che concerne l’ambiente Besiktas: le tre big di Istanbul possiedono un riflesso sulla propria comunità di tifosi, legata all’immagine del club in Turchia e nel mondo, difficilmente quantificabile da un occhio straniero. Non essendo le scommesse ben viste in Turchia a livello culturale - ci mancherebbe altro - e non venendo ammesse pubblicità o sponsor relativi al betting durante gli eventi calcistici, avere un giocatore cosi importante richiamato dalla federcalcio in virtù di un’inchiesta relativa al calcioscommesse è una macchia gravissima.

Non è un caso che, nei comunicati pubblicati dai due calciatori turchi, l'incipit contiene le scuse rivolte ai tifosi del Besitkas per aver infangato il nome glorioso della squadra e della società, a prescindere se verranno ritenuti o meno colpevoli al termine dell'iter processuale. In maniera simile è stato espresso il concetto nelle dichiarazioni di Eren Elmali: anche solo essere nominati nell’inchiesta destinata a fare la storia del calcio in Turchia per magnitudo e conseguenza, essere riconducibili al club d’appartenenza, è un orrore troppo grande per calciatori che appartengono alle powerhouses di Turchia.

Da dirigenti ad allenatori, la Turchia è richiamata all'ordine

Galatasaray e Besiktas non sono gli unici club colpiti indirettamente da questa maxi inchiesta. Un presidente di Super Lig è stato arrestato - Murat Ozkaya, patron dell’Eyuspor, ex club allenato da Arda Turan e rampa di lancio di Berke Ozer, il sostituto di Chavalier al Lille. Sono 27 i calciatori di Super Lig coinvolti in questa inchiesta, tutti turchi, tranne uno: Alassane Ndao, senegalese all'8° stagione in Turchia, insieme ad Adil Demirbag convocato dal TFF in "rappresentanza" del Konyaspor. 

Il club di Super Lig con il numero più alto di calciatori professionistici coinvolti nell'indagine è l’Alanyaspor, con ben 4 giocatori: Izzet Celik (ex Adana Demirspor), Enes Keskin, Ozyurt e Yusuf Ozdemir. Quale squadra, delle big, non ha giocatori coinvolti in questo scandalo? Una sola: il Fenerbahçe.

Nel 2024, in una conferenza stampa post Trabzonspor-Fenerbahçe 2-3 risolta con un gol di Amrabat allo scadere del maxi recupero concordato dall’arbitro, diventa virale la scelta retorica di Josè Mourinho: “We are clean”. Da tempo Mourinho reclamava controlli su presunte combine, invitando a tenere d’occhio l’operato arbitrale in Turchia. Queste parole andavano di pari passo con quelle dell’ex presidente del Fener Ali Koç, che richiedeva insistentemente da anni controlli su giocatori e arbitri per presunte nefandezze.

https://youtube.com/shorts/GCZcsQDt5j8?si=Q0qHjO9JaDOpON9X

La Super Lig, alla luce delle accuse mosse nell'indagine, è definibile come un campionato corrotto? La verità si pone a metà strada tra le parole del board del Fener e gli eventi in corso di ricostruzione tramite interrogatori e chiarimenti. La Super Lig sta cercando di togliere tutta la polvere che aveva sotto al tappeto: questa indagine, gigante per proporzioni, ha raggiunto tutte le leghe del calcio in Turchia, andando a toccare campionati come 2.Lig e 3.Lig, includendo giocatori privi dello status di professionista.

Dalla 3.Lig sarebbero implicati ben 628 calciatori, il 61% del totale. Certamente quella è una lega non “clear”, per rilanciare ciò che Mourinho disse per prendere di petto le più alte sfere della Super Lig. Se si va a vedere il Gruppo 2 della 3.Lig, troviamo il Diyarbekirspor, la seconda squadra di Amed: su 31 giocatori di movimento, 18 sono stati indagati per calcioscommesse. Gli esempi provenienti da quel girone sono così numerosi che il TFF altro non ha potuto che fermare i campionati di terza e quarta serie per un paio di settimane, in attesa che la situazione possa definirsi meno critica o almeno completi la fase in divenire.

L’indagine porterà a un necessario rimescolamento di quello che saranno in particolare le serie minori: se la Turchia abbia realmente intrapreso un percorso di pulizia interna, sarà l'effetto a lungo termine e sull'integrità ai suoi vertici a dirlo. Questa investigazione però deve essere solo il punto di partenza, verso leghe federali più chiare e limpide. Verso un campionato di calcio in Turchia che possa mantenere credibile l'appetibilità che contesti tecnici sempre più competitivi possono garantire sulla carta.

  • Roma, 1997
    Conoscitore del calcio, specialmente il calcio delle periferie d'Europa.
    Fondatore di Kulup Turkiye su Ig

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