
Vi ricordate il Sassuolo in Europa League?
Viaggio nella stagione che ha visto il Sassuolo per la prima volta in Europa.
21 maggio 2016, la Juventus vince la Coppa Italia ai danni del Milan grazie a Morata ai supplementari. La vera notizia, però, è un'altra: la vittoria dei bianconeri, già campioni d'Italia, fa sì che la 6° in Serie A si qualifichi ai preliminari d'Europa League. Lì si era piazzato, a sorpresa, il Sassuolo guidato da Di Francesco, che nell'ultimo turno di campionato aveva staccato proprio il Milan: i rossoneri caduti per 3-1 a Roma; i neroverdi, col medesimo punteggio, stendevano l'Inter di Mancini.
Non del tutto inattesa la scalata della squadra del patron Squinzi, protagonista di una crescita graduale ma incessante: playoff di Serie B, promozione diretta in A, salvezza sofferta, 12° posto, qualificazione in Europa. Dalla periferia del calcio italiano alla seconda competizione europea per club, tutto in 7 anni, con una squadra dall'identità chiara e credibile. Il timoniere del Sasòl è Eusebio Di Francesco, ideatore di una squadra che schiera sempre tre attaccanti e va a giocarsela a viso aperto anche contro le big, tutte cadute almeno una volta sotto i colpi dei talenti neroverdi.
Tra gli uomini chiave del Sassuolo che raggiunge la stessa piazza c'è Domenico Berardi, pur meno decisivo in zona gol rispetto agli esordi in A: solamente 7 gol in campionato, contro i 31 complessivi delle due stagioni precedenti. Il #25 è comunque il miglior marcatore degli emiliani, alla pari coi compagni di reparto Defrel e Nicola Sansone. Baluardo in mediana è capitan Magnanelli, protagonista di tutta la scalata dai dilettanti alla Serie A; in difesa la coppia base è formata da Acerbi e Paolo Cannavaro, a protezione dell'ottimo Consigli.
A finanziare la campagna acquisti per la prima stagione europea sono le cessioni di Vrsaljko (Atlético Madrid) e Sansone (Villarreal): parte del ricavato è sfruttato per i riscatti di Duncan e Politano e per gli arrivi, tra gli altri, di Ferrari, Letschert, Iemmello, Ragusa e Matri. Federico Ricci e Pol Lirola approdano in Emilia in prestito. L'idea del dg Carnevali è chiara: aumentare la qualità diffusa di una rosa che, visto il doppio impegno, ha bisogno come non mai di alternative di livello all'11 titolare.
Il Sassuolo comincia il cammino europeo il 28 luglio 2016 dal terzo turno preliminare; per l'esordio assoluto, i neroverdi vengono sorteggiati con gli svizzeri del Lucerna. Alla guida del club elvetico c'è il tedesco Babbel: in mezzo al campo spicca la presenza di Nicolas Haas, oggi capitano dell'Empoli. La prima formazione schierata da Di Francesco in Europa League, riletta a più di 9 anni di distanza, rappresenta alla perfezione la classe media della Serie A degli anni '10; l'unico reduce di quell'XI ad oggi è, ovviamente, Mimmo Berardi.

La gara è tutt'altro che una passeggiata di salute: il Lucerna si affaccia più volte dalle parti di Consigli, e passa dopo nemmeno 8' grazie a una conclusione da fuori di Schneuwly, deviata imparabilmente da Paolo Cannavaro. Prima della fine del primo tempo, però, il Sassuolo rimette in piedi la gara con il classico rigore di Berardi, conquistato da Gazzola. I neroverdi rischiano ancora di finire sotto quando l'arbitro Ekberg assegna un rigore ai padroni di casa per un fallo di Peluso; dal dischetto va Neumayr, ma Consigli è provvidenziale nello sventare il destro angolato.
Vigendo ancora, ai tempi, la regola del gol in trasferta, il Sassuolo si avvicina alla partita di ritorno con la consapevolezza di poter passare anche con uno 0-0. Un approccio che però non appartiene agli uomini di Di Francesco, che al Mapei Stadium fanno dimenticare la gara d'andata con un perentorio 3-0 firmato Berardi (doppietta) e Defrel. Con lo stesso punteggio, il Sassuolo supera in casa la Stella Rossa, avversaria nel turno successivo; a Belgrado sarà 1-1, risultato sufficiente a spedire i neroverdi dritti dritti alla fase a gironi di Europa League.
15 settembre 2016: Sassuolo - Athletic Club 3-0
Non poteva esserci avversario migliore per la prima gara nelle fasi finali europee del Sassuolo: al Mapei atterra l'Athletic Club di Bilbao col suo carico di storia e in campo giocatori come Laporte, Mikel Merino, Iker Munian e Inaki Williams. Di Francesco sorprende con Letschert in campo al posto di Peluso e una mediana solidissima formata da Magnanelli, Mazzitelli e Biondini: il Sassuolo sembra la vittima sacrificale, stante anche l'assenza per infortunio del faro offensivo Berardi.
Nel primo tempo, forse per il peso dell'avversario e dell'evento, i neroverdi appaiono più intimoriti del solito, ma si difendono con ordine, coi baschi che tengono il pallino del gioco ma senza riuscire ad affondare il colpo. A dare la scossa è Pol Lirola, che dopo un'ora di gioco prende palla poco oltre la linea di centrocampo, fa a fette le maglie della difesa biancorossa con una progressione impressionante e, arrivato a tu per tu con Herrerin, sigla il gol del vantaggio con una freddezza glaciale.
L'Athletic perde completamente la bussola e regala due palloni sanguinosi ai padroni di casa, che arrotondano il risultato grazie a Defrel e Politano, sfiorando anche il poker con Antonino Ragusa, fermato dall'uscita disperata di Herrerin. La prima del Sassuolo in Europa League è un trionfo: a fin partita, Di Francesco esalta la forza del suo collettivo e le prestazioni dei più giovani, su tutti il '97 Lirola, alla seconda gara da titolare coi pro'.
29 settembre 2016: Genk - Sassuolo 3-1
Regolata con autorità la prima forza del girone, il Sassuolo si avvicina alla trasferta in Belgio con l'infermeria piena: oltre a Berardi, Di Francesco deve rinunciare a Cannavaro, Antei, Iemmello, Matri, Duncan e Gazzola. Il Genk schiera dal 1' l'ex sampdoriano Colley in difesa, Wilfred Ndidi a centrocampo e Leon Bailey in attacco: Leandro Trossard subentrerà solo nel finale di gara.
Senza Paolo Cannavaro e con un Letschert non lucidissimo, la difesa del Sassuolo fatica a prendere le misure agli avversari, che passano già dopo 8' con Karelis, dimenticato dalla retroguardia e abile a trasformare su assist dello spagnolo Pozuelo. Dopo un palo sfiorato da Colley, il Sassuolo va vicino all'1-1 con Biondini e si fa preferire ai padroni di casa, che sembrano accusare il buon momento dei neroverdi. A condannare gli ospiti è un episodio del tutto estemporaneo: Susic calcia da lontanissimo, Consigli respinge corto il suo rasoterra, sulla respinta si avventa Bailey che a porta sguarnita fa 2-0.
La gara è tutt'altro che finita, Di Francesco nella ripresa aumenta il forcing della sua squadra inserendo Ragusa per Biondini e passando al 4-2-3-1. I neroverdi gridano al rigore quando Pellegrini viene atterrato a ridosso dell'area di rigore: inizialmente il direttore di gara Liany assegna il penalty, per poi correggersi e assegnare una punizione dal limite. Il maggior cinismo del Genk permette ai belgi di chiudere la gara a mezz'ora dal termine con Buffel, abile a finalizzare dopo una bella triangolazione con Pozuelo. A nulla vale il gollonzo del 3-1 di Politano, sinistro deviato che si trasforma in una parabola imparabile; i 3 punti vanno al Genk.

20 ottobre 2016: Rapid Vienna - Sassuolo 1-1
Per la trasferta di Vienna, il Sassuolo inizia a recuperare pezzi: Matri si guadagna una maglia da titolare in attacco assieme a Politano e Ragusa, Paolo Cannavaro torna disponibile ,a solamente per la panchina. A guidare l'attacco del Rapid c'è Joelinton, da diversi anni mezzala del Newcastle, ma che sia a Vienna che poi all'Hoffenheim ha giostrato prevalentemente sulla linea avanzata.
Come col Genk, la partenza dei neroverdi è disastrosa: Consigli esce a vuoto su un cross dalla destra e fatica a ritrovare la posizione, la difesa del Sassuolo è fin troppo passiva e permette a Schaub di ricevere tutto solo sulla destra e siglare l'1-0 a porta sguarnita. Il primo tempo è tutto di marca Rapid, con Schaub che fa impazzire a più riprese la difesa neroverde: nell'unica sortita offensiva gli uomini di Di Francesco avrebbero l'occasione per il pari con Matri, che manda a lato da ottima posizione.
Il Rapid abbassa l'intensità nella ripresa, il Sassuolo si fa più intraprendente ma fatica a creare pericoli concreti. Serve un episodio fortuito per rimettere la gara in carreggiata: su un cross telefonato di Peluso, il terzino austriaco Schrammel spegne la luce e, pur avendo tutto il tempo per scegliere come intervenire, si produce in un inspiegabile colpo di testa all'angolino che lascia di sasso Strebinger. Il regalo di Schrammel permette a un Sassuolo non brillante di chiudere l'andata della fase a gironi a 4 punti - come il Rapid -, col Genk capolista a quota 6 e l'Athletic sorprendente fanalino di coda con 3 punti.
3 novembre 2016: Sassuolo - Rapid Vienna 2-2
Gli infortuni continuano a falcidiare il malcapitato Sassuolo: privo di tutta la mediana titolare, Di Francesco deve inventarsi un 3-5-2 con Ragusa mezzala, Adjapong quinto di sinistra e davanti Matri-Defrel. Dopo un inizio difficile in cui rischiano di capitolare, i neroverdi si scuotono e passano alla mezz'ora sull'asse Biondini-Defrel: uno-due tra l'ex Cagliari e il francese, il cui sinistro all'angolino basso vale l'1-0. Il raddoppio arriva a fine primo tempo, con una punizione rasoterra di Lorenzo Pellegrini deviata imparabilmente dalla barriera del Rapid - c'è chi assegna ad Antonino Ragusa la paternità della rete.
Nella ripresa il Sassuolo cerca di amministrare, e ci riesce fino a 5' dalla fine, quando Jelic raccoglie una respinta corta di Consigli in seguito a una punizione e dimezza lo svantaggio del Rapid. I neroverdi, in testa al girone fino al 90', soccombono al ritorno degli austriaci, che a un passo dal fischio finale trovano l'insperato 2-2. Consigli è miracoloso sul diagonale ravvicinato di Traustason, ma nulla può sul tap-in del georgiano Kvilitaia, che prende sul tempo la retroguardia emiliana e chiude la gara col segno X.
Nonostante la beffa finale, Di Francesco spende parole al miele per un Sassuolo che ha saputo reagire sul campo alle tante assenze. A causa della vittoria dell'Athletic sul Genk, però, il Sassuolo è costretto a dover far punti nella difficile trasferta di Bilbao: in caso di sconfitta al San Mamès e di contemporanea vittoria del Genk sul Rapid, i neroverdi verrebbero matematicamente eliminati con una giornata d'anticipo.

24 novembre 2016: Athletic Club - Sassuolo 3-2
Nella conferenza prepartita, l'allenatore bilbaino Valverde si dice spaventato per il "carattere decisivo della partita", forse fiutando un certo timore da parte dei suoi, sconfitti per 3-0 al Mapei all'andata. La profezia del tecnico sembra avverarsi già dopo 2': Herrerin e Balenziaga confezionano un autogol se possibile ancora più comico di quello di Schrammel del Rapid, un momento Europa League vero e proprio che permette al Sassuolo di andare immediatamente sullo 0-1. A rimettere in carreggiata i biancorossi è Raul Garcia, che sugli sviluppi di un corner sfugge alle marcature neroverdi e fa 1-1.
La ripresa vede i padroni di casa ribaltare il risultato, ancora con un calcio d'angolo, trasformato in gol da Aritz Aduriz, uno dei migliori colpitori di testa della sua generazione, che non ha problemi a correggere in rete la sponda di Yeray Alvarez. A tu per tu col portiere Herrerin, Defrel avrebbe la possibilità per rimettere il punteggio in pari, ma centra in pieno il numero uno bilbaino: gol sbagliato, gol subito, per mano del terzino Lekue, che si incunea in area su sponda di testa del solito Aduriz e batte un Consigli non irreprensibile. Il 3-2 di Ragusa rende più movimentati i minuti finali, ma il Sassuolo esce sconfitto da San Mamès.
La resa onorevole di Bilbao è resa più amara dal risultato maturato il Belgio: l'1-0 firmato Karelis sancisce la contemporanea qualificazione ai sedicesimi di finale di Genk e Athletic, mentre Sassuolo e Rapid Vienna sono matematicamente eliminati. Nel postpartita, Di Francesco applaude la prestazione e lo spirito dei suoi ragazzi, e si rammarica per i tanti infortuni che hanno minato il cammino europeo del Sassuolo, su tutti quello di Berardi, mai disponibile nella fase a gironi; forse, avremmo raccontato un'altra storia.
9 dicembre 2016: Sassuolo - Genk 0-2
La passerella finale del Sassuolo in Europa League, ininfluente per i neroverdi ma importante per il Genk in chiave primo posto, ha una genesi decisamente travagliata. La nebbia calata sul Mapei l'8 dicembre, infatti, costringe la UEFA al rinvio del match: si gioca di venerdì alle 12:30, un insolito lunch match europeo che vede l'esordio europeo del diciottenne italotedesco Simone Caputo. Oggi, a 27 anni, gioca nel Baiso Secchia, nel girone B di Promozione della zona dell'Emilia-Romagna.
C'è un altro esordiente tra le fila degli emiliani: Simone Pegolo, portiere, a 35 anni colleziona la prima e unica presenza in una competizione europea. Pur chiudendo il primo tempo a reti bianche, il Sassuolo ha ben poco da dire in una partita del genere, e nella ripresa cade sotto i colpi di Heynen e Trossard; nel mezzo, la traversa colpita da Mazzitelli con un bel destro in controbalzo, forse l'unica occasione vera dei neroverdi.
I neroverdi chiudono la loro campagna europea all'ultimo posto del girone, con 5 punti in 6 partite. "Abbiamo capito che il Sassuolo non è pronto per l'Europa, dobbiamo lavorare per il futuro", sentenzierà a fine partita Di Francesco, mentre Mazzitelli indicherà come sliding door il 2-2 di Vienna, maturato nei minuti finali, con un'eventuale vittoria che avrebbe permesso ai neroverdi di giocare le gare successive con meno pressione.

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