
Roma-Udinese 2-0, Considerazioni Sparse
Due gol e una vittoria che vale la vetta della Roma: Pellegrini e Celik stendono l'Udinese.
La Roma batte l’Udinese e, sfruttando le frenate di Napoli e Milan, si porta al primo posto in solitaria in attesa di Inter-Lazio. Per la seconda volta in campionato vince con due gol di scarto, nonostante una certa difficoltà nello sbloccare la gara. Ma dal rigore di Pellegrini in poi gli uomini di Gasperini si sciolgono. La manovra più fluida e gli scambi più veloci negli ultimi metri scardinano i meccanismi difensivi avversari e scacciano i timori che alla vigilia non facevano dormire sonni tranquilli ai tifosi romanisti. Uno su tutti: lo spauracchio del grande ex, Nicolò Zaniolo.
Si è parlato molto del ritorno all’Olimpico di Nicolò Zaniolo e, considerati il passato e i precedenti, non poteva essere altrimenti. Nonostante venga bersagliato di fischi fin dal primo pallone toccato - peraltro il primo in assoluto della partita - sembra che i giocatori della Roma accusino il nervosismo più dello stesso numero 10 bianconero. Hermoso, Mancini e Koné reagiscono in tre circostanze diverse dopo contrasti o falli di gioco. Ma anche al di fuori del contesto partita Zaniolo è inevitabilmente la pedina che desta più curiosità tra le fila dell'Udinese per caratteristiche e storia personale. I compagni si affidano spesso a lui che, del resto, raccoglie l’eredità pesante di Thauvin, occupando la stessa posizione interpretandola in maniera diversa. Lo sviluppo tattico della partita gli impone di giocare spesso spalle alla porta. Lui è bravo a cercare l’appoggio e guadagnare fallo: nei primi 11’ ne subisce 3. Sporadicamente si trova ad attaccare con il corpo rivolto alla porta avversaria. Il motivo è l’atteggiamento dell’Udinese, che rinuncia al palleggio dal basso e non disdegna il lancio a cercare le torri avanzate. L’impostazione di gioco e le caratteristiche delle squadre, molto fisiche, danno vita a una serie di seconde palle nella metà campo giallorossa. Così, quando attacca, la squadra di Runjaic sfrutta spesso la parte centrale del campo.
I giallorossi soffrono inizialmente l’atteggiamento avversario in fase difensiva: una squadra corta, che riesce al contempo a non schiacciarsi e a ripartire. Serve allora il classico episodio per sbloccare la gara: il goffo e inaspettato fallo di mano di Kamara regala un rigore alla Roma. Dopo gli errori in Europa (doppio Dovbyk e Soulé) e in campionato (Dybala), Lorenzo Pellegrini fa tirare un sospiro di sollievo ai tifosi giallorossi, spiazzando Okoye. La ritrovata forma del numero 7 è senza dubbio un’ottima notizia per Gasperini. Già due volte nel corso del primo tempo aveva sfruttato un errore di Zanoli per recuperare palla e far nascere l’azione che ha portato al palo colpito da Cristante al 30’.
E a proposito di giocatori ritrovati, non si può non citare Zeki Celik. Il turco alimenta e conclude l’azione che porta al gol del raddoppio, grazie anche a un rifinitore d’eccezione, Gianluca Mancini. Nel corso delle prime 11 giornate il tecnico ex Atalanta, in difesa, ha più volte mischiato le carte, invertendo la posizione dei tre centrali. E se contro l’Inter la mossa di schierare N'Dicka sul centrodestra si era rivelata deleteria, questa volta lo spostamento di Mancini sul centro destra, visto anche nell’ultima uscita di Europa League contro i Rangers, ha giovato. Mancini, più avvezzo al gioco di Gasperini, ha dimostrato maggiore propensione alle scorribande offensive. Al tempo stesso il ruolo di perno centrale rischia di esporre l’ivoriano, che al netto di una crescita esponenziale dall’arrivo a Roma, concede ancora troppo spesso qualche amnesia. Come quando lancia Zaniolo davanti alla porta: l’ex non colpisce perché Svilar gli copre con tempestività lo specchio della porta.
Lo stesso portiere si ripete in una parata prodigiosa all’85’ sullo stacco di Bayo. Sono due interventi che garantiscono il clean sheet e una posizione di classifica impensabile a inizio campionato. Bisognerà però valutare le condizioni delle punte. I già poco convincenti Ferguson e Dovbyk sono al momento infortunati, così come Dybala, utilizzato spesso da falso nove. Baldanzi ha disputato una partita discreta ed è apparso a suo agio con i ritmi veloci e palla a terra del secondo tempo. Ma è tutta da testare la sua tenuta in partite in cui ci sarà da riempire l’area. L’Udinese, invece, è stata piuttosto ordinata, ma forse troppo timida fino al secondo gol. Le occasioni create nel finale dimostrano che giocare palla a terra è un’opzione e non mancano le risorse per farlo.
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