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Genoa Fiorentina 2-2
, 9 Novembre 2025

Genoa-Fiorentina 2-2, Considerazioni Sparse


Partita schizofrenica a Marassi tra Genoa e Fiorentina: quattro gol, due rigori, tanti errori e un punto per parte.

Se il weekend calcistico si era aperto con tre 0-0 consecutivi, ci pensa anche uno psicotico Genoa-Fiorentina a smuovere le acque. 4 gol, un rigore trasformato, uno fallito, punteggio che a ogni cambiamento si riequilibra nel giro di pochi minuti, il tutto ammantato dal fascino retrò della nebbia da fumogeni di Marassi. Un punto per parte, che rinvia ancora l'appuntamento dei viola con la prima vittoria in campionato, e lascia probabilmente più soddisfatto un Genoa nel complesso un po' più incisivo e soprattutto, all'oggi, meno attanagliato dalla classifica.

Prima per De Rossi sulla panchina (anzi, dallo skybox causa squalifica) del Genoa, prima per Vanoli sulla panchina della Fiorentina. Due squadre che in primis sperano di ritrovare serenità con il cambio di guida tecnica, per tirarsi fuori dal pantano della zona retrocessione. Cambiano poco o nulla a livello di uomini i due tecnici, e per parlare di impronta tattica è fisiologicamente presto. Il Grifone si presenta con lo stesso 11 della prima vittoria, ottenuta lo scorso turno contro il Sassuolo, con l'eccezione di Ellertsson per Malinovskyi; mentre Vanoli, alle prese con l'assenza di Kean, riparte dal 3-5-2 e dà fiducia a Roberto Piccoli. Si intravede comunque qualcosa di diverso: il Genoa di De Rossi è meno scoperto nel pressing e più volenteroso nella gestione dei possessi, la Fiorentina - grazie anche alla presenza di Fortini a sinistra - meno ansiogena nella costruzione bassa e più convinta nel cercare uscite pulite, oltreché più decisa sulle seconde palle.

Non stiamo parlando di due squadre in salute, e si vede. A passarsela un po' meglio, soprattutto sul piano emotivo, è il Genoa, che non a caso è la squadra in grado di mostrare più capacità di reazione rispetto ai propri errori, e con meno sbandamenti improvvisi. Nel complesso, più gravi - e decisive - le disattenzioni di una Fiorentina lontana dall'aver consapevolezza dei propri mezzi: dall'assurda dormita generale sul vantaggio di Ostigard, all'incapacità di difendere il vantaggio centrato con Piccoli (1° gol in campionato) con un'altra assurda dormita generale. Vanoli in panchina è parso spesso e volentieri tarantolato al fine di scuotere i suoi, ma con effetti solo momentanei.

I 65 minuti di Lorenzo Colombo sembrano attraversare tutto lo scibile umano. Un rigore regalato alla Fiorentina (quello del primo immediato pareggio), uno fallito, un gol segnato che vale il secondo pareggio della gara, che poi è anche il suo primo stagionale, tanto rocambolesco quanto pesante sull'economia della partita. La sua zampata da terra che vale il 2-2 trasforma la sua prestazione dalla peggiore in campo a una delle più importanti, con tanto di grazia non solo per sé stesso ma anche per il compagno di squadra Marcandalli, pasticcione in occasione del gol di Piccoli: quanta maledetta - o benedetta - episodicità, in questo calcio. A volte, basta per svoltare una stagione.

In casa viola ci sono comunque alcuni aspetti, se non rassicuranti, almeno capaci di istillare un po' di fiducia. Dal giovane Fortini chiamato ancora a sostituire Gosens, alle prestazioni ben più reattive del solito di Sohm (assist), Gudmundsson (a segno su rigore) e appunto Piccoli, presente nel flow della gara e il più vicino di tutti a un gol del 2-3 costruito da solo (Leali gli dice no con un gran riflesso). Continua a vivere nel terrore la difesa, esemplificata dalla prova a dir poco superficiale di Dodô e dalla prestazione a tinte drammatiche di capitan Ranieri: in costante affanno su Colombo, confeziona il rigore poi fallito dallo stesso attaccante. In teoria, due fra i senatori della squadra; in pratica, troppo spesso i primi a esse rimandati.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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