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Boca River 2-0 superclasico
, 9 Novembre 2025

Boca Juniors-River Plate 2-0, Considerazioni sparse


Il Superclasico più importante della gestione Riquelme, il primo dal ritorno di Paredes, è una masterclass del Boca.

Erano dieci anni che Leandro Paredes non disputava un Superclasico con la maglia del Boca. Nei giorni precedenti alla partita ha fatto di tutto per caricarsi la squadra e l'ambiente sulle spalle, partendo dalle dichiarazioni in conferenza stampa. Scendendo in campo, il capitano del Boca ha dato seguito alle parole pronunciate ergendosi a faro della manovra xeneize. La duella formata con Delgado è la meglio assortita fra quelle proposte da Russo/Ubeda, con Paredes più libero di muoversi verso la linea d'attacco, equilibrato dal ritmo di Delgado che non va quasi mai sopra palla. Quando la fisarmonica dei padroni di casa funziona (ovvero spesso), riesce con facilità a saltare la prima linea di pressione del River, smistando la palla sugli esterni e cercando una soluzione creativa delegando la gestione a Palacios, molto pericoloso quando può galleggiare fra le linee.

Sulla carta, il River partiva con un 3-5-2 andando a prendere a uomo i tre uomini offensivi del Boca, occludendo linee di passaggio e cercando uscite rapide grazie alle conduzioni di Acuña, e provando a schermare Palacios con il lavoro in marcatura di Castaño, molto applicato in fase di non possesso. Di contro Ubeda ha optato per un 4-4-2 organico e serrato, che vedeva nel doppio nove - tanto criticato nel mondo Boca - il suo punto di forza. Gimenez e Merentiel interpretano il ruolo in modo opposto, con il primo a fare da boa per far salire la squadra, e il secondo pronto a gettarsi negli spazi creati dalla linea di difesa del River, sempre molto alta. Da un episodio del genere arriva il secondo gol, firmato proprio da Merentiel, e tutti gli attacchi più pericolosi del Boca, fra cui il rigore (prima dato e poi tolto al VAR) su Gimenez.

Nella parte centrale dell'anno il Boca aveva sofferto molto la mancanza di un giocatore disequilibrante che potesse creare superiorità e saltare l'uomo. Da un mese a questa parte lo ha trovato nella rigenerazione di Zeballos che - da quando ha indossato la fascetta - si è trasformato nel 7 elettrico e sfuggente che catalizza gli attacchi degli xeneizes, partendo dalla fascia sinistra potendo arrivare fin sul fondo per crossare o accentrandosi per calciare in porta, fondamentale in cui è migliorato visibilmente. Il primo gol di Zeballos non sarebbe mai arrivato due mesi fa, quando l'esterno era un giocatore molto più involuto dal punto di vista fisico - strappo e contrasto - e mentale - perseveranza per andare sulla ribattuta di Armani.

Una soluzione tattica interessante è stata l'impiego di Barinaga: bloccato in fase di non possesso per contenere Acuña, dirottato in mezzo al campo per controllare il centrocampo e cercare un'uscita più pulita possibile con lungolinea verso le punte. Il merito più grande di Russo/Ubeda è sicuramente quello di aver recuperato alcuni elementi della rosa del Boca che sembravano marginalizzati e non valorizzati dalla gestione precedente. Costa e Di Lollo sono una delle coppie più solide del calcio argentino, Palacios assomiglia sempre di più al fantastico trequartista visto in Cile e Paredes è il condottiero di questo ciclo che ha come obbiettivo dichiarato di riportare la Libertadores a La Bombonera nel 2027.

Il Boca difende La Bombonera e condanna il River a un (quasi) certo spareggio per qualificarsi alla prossima Libertadores. Inoltre, afferma la differenza che c'è fra le due squadre. Con i ragazzi di Ubeda che sono lanciati verso una chiusura di anno sulle ali dell'entusiasmo. Mentre quelli di Gallardo, che ha appena rinnovato fino al dicembre 2026, devono dare una scossa per non perdere il treno delle coppe e non cadere in una spirale negativa da cui, appunto, i rivali stanno faticosamente uscendo. Sembra l'ultima corsa di Gallardo e chiudere il suo secondo ciclo nel mondo più degno possibile sembra già una grande impresa.

  • Classe 99, come Darwin Nuñez. Tifoso della Fiorentina, dell’Athletic Club ed ossessionato dalla Doce. Apprezza il mate, un buon regista davanti alla difesa e tutto ciò che venga dal Rio de la Plata

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