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Wälti Juventus
, 5 Novembre 2025

Lia Wälti serviva davvero alla Juventus?


L'arrivo della fuoriclasse svizzera è stato forse dettato da pura convenienza.

L'arrivo di Lia Wälti alla Juventus è stato il colpo del mercato estivo del calcio femminile italiano. Lo sbarco a Torino della capitana della Nazionale elvetica, elemento importante - ma nel finale di stagione scivolato nelle gerarchie - dell'Arsenal campione d'Europa, è stato giustamente salutato da parte di chi segue il femminile come un arrivo importantissimo. Tanto per la Juve, quanto per il campionato italiano in generale, spesso poco attrattivo per giocatrici internazionali di prima fascia.

In Serie A Women è da poco passata la pausa delle nazionali: dopo 3 giornate di campionato, un po' a sorpresa la Juventus era ferma a una sola vittoria. Lo 0-1 contro la Lazio, fissato dal calcio di rigore trasformato da Girelli, è coinciso col primo successo per le bianconere in campionato e la prima rete realizzata in terra italiana. Nella successiva vittoria per 2-1 contro la neopromossa Ternana, sono arrivati i primi gol su azione in campionato (tra Serie A e UWCL, la Juve aveva segnato solo su sviluppi da piazzato).

La Juventus aveva aperto le danze in stagione raccogliendo il successo in Women's Cup, ma la squadra di Canzi ha sofferto di più o meno gravi carenze offensive, soprattutto negli sviluppi in manovra. La stessa finale contro la Roma era stata contraddistinta dalla prepotenza juventina su palla da fermo, più che per la fluidità di gioco.

Le bianconere, oltre alle prime gare di Serie A, hanno mosso i primi passi anche nella corrente Women's Champions League: vittoria importante, faticosa e in rimonta, contro un non eccezionale Benfica, grazie a due situazioni da calcio piazzato; nella sconfitta di Monaco di Baviera, gravata dai dubbi sul 2-1 di Schüller, le campionesse d'Italia hanno sfoggiato un'ottima prestazione difensiva, ma il volume di gioco e occasioni create dalle due squadre non è parso paragonabile. Il gol del pari quasi immediato trovato da Schatzer è un'ennesima situazione da calcio piazzato, con l'altoatesina bravissima a disegnare da oltre 20 metri una parabola diretta in porta.

L'incastro tra Wälti e la Juventus

Le difficoltà realizzative della Juve, pur condizionate da vari fattori (sfortuna, imprecisione, scarsa forma iniziale del duo d'attacco coppia Girelli-Vangsgaard), portano subito a pensare al grande cruccio del mercato estivo bianconero: la cessione di Sofia Cantore, grimaldello di ogni pacchetto difensivo avversario nella scorsa stagione, giocatrice per eccellenza deputata alla creazione della superiorità numerica oltre che capace di offrire opzioni balistiche notevoli per andare a segno.

Una perdita (con succulenta entrata economica) che la Juventus ha scelto di gestire più che di compensare, con l'innesto dall'Inter di Cambiaghi - attaccante, decisiva proprio contro la Ternana, assai diversa per caratteristiche e creazione di gioco a lei affidabile - e con la speranza che Beccari (profilo tecnico più simile a quello di Cantore) possa intraprendere lo stesso percorso di crescita dell'attaccante passata alle Washington Spirit.

L'arrivo di Lia Wälti è stato quindi un colpo chiamato - anche - a soddisfare il palato (o lo stomaco) del tifo bianconero: la svizzera è un profilo di primissimo piano, esperta e con un ricco CV internazionale, di quelli che se ne vedono pochi in Italia. Il suo innesto ha risposto su questo piano alla cessione di Cantore, ma ha lasciato la sensazione che la Juventus andasse a cercare una giocatrice in primis sulla base del suo stigma di campionessa - indipendentemente da ruolo o posizione in campo - invece che sulla base di una precisa consegna tecnica (come fatto per altre, ad esempio la classe 2004 Carbonell).

A livello tattico, l'innesto di Wälti ha permesso alla Juventus di rinforzare il centrocampo, potendo contare su una regista con notevole visione di gioco, sempre in grado di garantire pulizia in costruzione e uscita e di sostenere la circolazione rapida della palla, al contempo offrendo adeguata schermatura alla difesa. Dall'altro lato, sugli esterni - laddove il modulo di Canzi faceva la differenza nel 2024/25 - l'assenza di Cantore non poteva non pesare a livello offensivo, a partire dal ridisegnamento della Juventus sul 3-5-2 e alla rinuncia parziale a quelle catene che avevano così ben fatto la scorsa stagione.

La soluzione interna di Chiara Beccari, che non ha vissuto un 2024/25 esaltante ma ha bisogno di tempo e fiducia (che hanno poi permesso a Cantore di vivere una stagione entusiasmante), è all'oggi ancora una scommessa. Beccari è al momento un'opzione in secondo piano rispetto alla scelta di Vangsgaard nella coppia offensiva, nonostante - in apparenza - il feeling tra l'attaccante danese e il tecnico bianconero non siano così forti, complici probabilmente le altalenanti prestazioni della danese, vistasi alternare partite devastanti a gare più che modeste.

Un'altra soluzione sulle corsie può essere quella di Ginevra Moretti, richiamata dal prestito al Napoli: la classe 2025 si potrebbe porre in alternativa a Beccari stessa, anche se entrambe dovranno poi trovare l'intesa con la centrocampista. Quello di Wälti è un colpo di mercato al contempo tra i migliori mai messi a segno dalla Juve, ma di contro, non sarà probabilmente quello che da solo svolterà in positivo la stagione e che alzerà il livello. Sicuramente rinforza un reparto fondamentale per la gestione del gioco, alza la qualità del centrocampo, ma non basta da sola alla crescita complessiva della squadra.

Una considerazione a latere riguarda le future prospettive di convivenza in quel reparto tra Wälti e Eva Schatzer. L'altoatesina, nel 2024/25, si era imposta come titolare nelle vesti di regista della squadra di Canzi: l'arrivo della svizzera comporterà, pur nel quadro delle turnazioni sui doppi impegni, un probabile slittamento definitivo di Schatzer in posizione di mezzala, all'interno di un reparto particolarmente affollato di elementi validi.

Se da un lato c'è da aspettarsi un influsso d'esperienza positivo, perfino da chioccia, di Wälti verso Schatzer, al contempo viene da chiedersi quale utilità sul lungo periodo porti alla giovane bianconera - uno dei talenti migliori del calcio italiano in un ruolo, quello di playmaker, dove mancano altre soluzioni credibili a livello nazionale - un così precoce cambio di posizione dettato da esigenze di "spazio" da garantire in campo.

  • Piacentino DOC, nel tempo libero studia Civilità e Lingue Straniere Moderne a Parma, ma principalmente scrive di calcio femminile per diverse testate. Appassionato inoltre di ciclismo, ma quando può segue qualsiasi sport.

  • Scribacchino di calcio maschile e femminile. Fiorentina o barbarie dal 1990. Evidenzio le complessità di un gioco molto semplice.

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