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Marsiglia Atalanta
, 5 Novembre 2025

Marsiglia-Atalanta 0-1, Considerazioni Sparse


L'Atalanta vince a Marsiglia all'ultimo minuto, con tanto di strascichi e polemiche.

Al Vélodrome di Marsiglia va in scena una gara che promette lotta e intensità, e i 90 minuti che le squadre offrono agli spettatori non deludono le aspettative. Entrambe hanno quasi l'obbligo di vincere per alimentare le speranze europee, la distanza tra le compagini è di appena un punto - a favore della squadra di Bergamo - ma lo spirito con cui si arriva al match è totalmente diverso: il Marsiglia è in lizza per il titolo nel proprio campionato, strapparlo al PSG appare impresa difficile ma non impossibile; l'Atalanta, invece, arriva da una brutta prestazione - condita da sconfitta - a Udine, e non trova una vittoria da settembre, proprio in Champions contro il Club Brugge. De Zerbi deve rinunciare a diversi uomini, tra infortuni e squalifiche, nella formazione titolare, si mette a specchio contro il 3-4-3 di Juric ma non rinuncia mai alla propria identità; gli orobici, dal canto loro, tirano fuori una prestazione altalenante, che regala al Marsiglia le occasioni migliori per gran parte del match; alla fine la spuntano i nerazzurri, in una partita che farà giurisprudenza.

Entrambe le squadre partono con un pressing molto alto, ma l'Atalanta è sul pezzo dai primissimi minuti, con un Lookman particolarmente ispirato. Proprio da una giocata del nigeriano nasce l'occasione migliore dei primi quarantacinque minuti: dopo aver stoppato una palla non facile sulla trequarti avversaria, serve Krstovic sul filo del fuorigioco, il montenegrino controlla e salta il portiere avversario, subendo il fallo che vale il tiro dagli undici metri. Sul dischetto si presenta De Ketelaere, che incrocia un tiro a mezz'altezza sul quale Rulli riesce ad arrivare. Da lì cambia l'inerzia della partita, le maglie della difesa nerazzurra si aprono pericolosamente, e il Marsiglia trova diverse occasioni, che però non riesce a sfruttare.

Nella ripresa il copione non cambia, Juric toglie subito De Roon per inserire Pasalic, ma l'Atalanta rimane bassa e i francesi spingono alla ricerca del gol del vantaggio. Greenwood, tra i migliori dei suoi, prova ad accendere la luce per portare in vantaggio la propria squadra , ma l'attacco di De Zerbi rimane fumoso e poco concreto; ne approfitta l'Atalanta, in uno dei pochi contropiedi ben costruiti, andando in gol con Lookman. L'arbitro fischia però un fuorigioco a inizio azione, considerando il tocco di un difensore del Marsiglia una non giocata. Una decisione che fa già scuola, ma quello che accade all'arrivo del fischio finale sarà degno di un thriller.


Il Marsiglia continua ad attaccare, al novantesimo un cross arriva in area di rigore, Ederson colpisce il pallone prima col piede, poi col braccio - che sembra largo abbastanza da poter decidere per la massima punizione - ma l'arbitro non fischia e lascia proseguire l'azione; Samardzic tira fuori tutto il talento di cui è dotato, conduce un contropiede perfetto e scaglia il pallone nell'angolo alla destra di Rulli, colpevolmente fuori dai pali. Ci si ritrova nel paradosso in cui nessuno sa cosa accadrà, i francesi sono convinti che il gol verrà annullato e che usufruiranno di un calcio di rigore a proprio favore, i bergamaschi rimangono in attesa. Il consulto tra gli arbitri non dura tanto come ci si potrebbe aspettare, il gol è convalidato e l'Atalanta può esultare per la rete che decide il match.

Il Marsiglia esce dal campo tra gli applausi della propria gente - che intanto fischia il direttore di gara - e consapevole di aver giocato una buona partita, peccando solo in concretezza negli ultimi venti metri; l'Atalanta porta a casa tre punti importantissimi, che spianano la strada per i playoff, ma c'è comunque molto da lavorare su alcune amnesie difensive, e anche sulla compattezza dello spogliatoio, nel quale il conflitto con Ademola Lookman appare ancora evidente, e si manifesta al momento della sostituzione dello stesso nigeriano, che litiga col proprio allenatore prima di dirigersi in panchina. Vincere, ad ogni modo, può essere solo di aiuto a ritrovarsi.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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