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Napoli Eintracht
, 4 Novembre 2025

Napoli-Eintracht Francoforte 0-0, Considerazioni Sparse


A Napoli termina col risultato più giusto una partita priva di momenti memorabili.

È una gara lastricata di buone intenzioni quella del Napoli: il ritorno della coppia titolare in difesa spinge Conte a sbottonarsi quel che basta per scegliere Miguel Gutierrez a sinistra in luogo dell'infortunato Leonardo Spinazzola. Le velleità di arrembaggio partenopeo però finiscono qui: ancora una volta il Napoli preferisce un centrocampista in più al posto della punta, schierando Elmas alto a sinistra con McTominay ad occupare la casella che fu di De Bruyne. Se Conte è attento principalmente a non scoprirsi troppo, dall'altro lato non è che l'Eintracht Francoforte assalti gli avversari all'arma bianca: il 5-3-2 varato da Dino Toppmoeller è non solo nei numeri, ma anche nelle intenzioni "molto italiano", come avrebbe detto Stanis La Rochelle in Boris. Insomma, per i presenti al Diego Armando Maradona tutto faceva presagire un tardo pomeriggio per deboli di cuore.

Il risultato non tradisce le aspettative: la partita, dopo un'iniziale fiammata frutto di una primissima fase di aggressione alta dei tedeschi, scivola verso l'abulia più pura. Per la verità, al Napoli lo spirito non mancherebbe neppure, così come le armi tecniche per piegare l'inerzia a suo favore: sulla sinistra infatti la mossa Elmas si rivela azzeccata, visto che il duello con l'ex Roma Kristensen vede il macedone costantemente vincitore, e anche l'intesa con Gutierrez sembra già rodata, tanto che le migliori occasioni arrivano proprio dal lato mancino del campo.

Il secondo tempo inizia sulla stessa falsariga del primo: se quindi quello che inizialmente poteva sembrare un atteggiamento positivo, ovvero il non lasciarsi prendere dalla frenesia ma attendere con pazienza il momento giusto per colpire, col passare dei minuti si trasforma in frustrante incapacità, da parte del Napoli, di giocare su ritmi decenti per garantire imprevedibilità e creare crepe nella solida diga innalzata dall'Eintracht Francoforte a difesa della propria porta. Al contrario, il Napoli si è adagiato sui ritmi bassi e quasi soporiferi imposti dagli avversari, ritmi sui quali la difesa tedesca ha avuto vita facile nel disinnescare i poco ispirati attaccanti partenopei. Un vero peccato, visto che nelle poche volte in cui il Napoli è riuscito ad accelerare la circolazione del pallone, si è affacciato con pericolosità dalle parti di Zetterer. Appunto, il problema è stato "quando"...

È stata insomma la partita del vorrei, ma non posso: il Napoli vorrebbe realmente colpire e sbloccare una gara importantissima per il cammino continentale, e ci prova in maniera sempre più disperata. Così si susseguono frenetiche le combinazioni sugli esterni di Di Lorenzo e Neres, subentrato nella ripresa al posto di Politano, con Zambo Anguissa ancora una volta dominante in mediana, persino con il neo entrato Lang - unico in grado di accendere l'entusiasmo del pubblico del Maradona. Ma è un Napoli che, nella pratica, potrebbe vincere solo ai punti: una modalità che, purtroppo per gli azzurri, è estranea al gioco del calcio.

Se, alla vigilia, il calendario della League Phase di Champions League del Napoli aveva fatto sperare in ben altro percorso, il bottino di 4 punti in 4 partite rendono il cammino azzurro un pericoloso gioco dell'oca che rischia di non portare il Napoli molto lontano. Un grosso rammarico per Conte, che ancora una volta mostra quanto soffra l'impegno europeo, in un contesto troppo lontano dalle sue corde. Un Antonio Conte che, contrariamente a quanto detto in conferenza stampa, ha tanto da lavorare sulla capacità offensiva della sua squadra, che con l'uscita di scena di Kevin De Bruyne, troppo presto indicato come "problema" per il tecnico leccese, ha perso quel briciolo di fantasia e imprevedibilità che era nelle sue corde.

  • Nato per puro caso a Caserta nel novembre 1992, si sente napoletano verace e convinto tifoso azzurro. Studia Medicina e Chirurgia presso l'Università degli studi di Napoli "Federico II", inizialmente per trovare una "cura" alla "malattia" che lo affligge sin da bambino: il calcio. Non trovandola però, se ne fa una ragione e opta per una "terapia conservativa", decidendo di iniziare a scrivere di calcio e raccontarne le numerose storie.
    Crede fortemente nel divino, specie se ha il codino.

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