
Lazio-Cagliari 2-0, Considerazioni Sparse
La Lazio si impone e prosegue la sua striscia positiva. Cagliari in piedi solo un tempo.
Lazio-Cagliari è classica partita che ha un impatto sul morale di una squadra, visto che qualora la Lazio l'avesse persa, o pareggiata, si sarebbe sicuramente aperto il tribunale popolare volto a sanzionare la poca incisività in fase offensiva e la mancata propensione al gol del gioco sarriano, specie dopo lo 0 a 0 di Pisa. Discorso del morale valido anche per il Cagliari che, navigando in zone melmose della classifica, avrebbe potuto mettere carburante nella propria autostima post sconfitta in casa con il Sassuolo. Alla fine del tempo regolamentare, dopo una partita per alcuni tratti insidiosa, la Lazio può regalarsi una settimana più rilassata e fiduciosa, vista anche la tenuta difensiva, mentre la squadra sarda dovrà fare i conti con sé stessa e con i brividi del baratro alle sue spalle.
Circostanza che balza immediatamente agli occhi, è l'ennesima partita senza subire gol della Lazio che certifica quanto già si vide qualche anno fa: fase difensiva preparata in maniera scrupolosa e metodica, con linee strette e compatte senza mai lasciare campo aperto e/o spunti di manovre avvolgenti da parte dell'avversario. Una Lazio che dosa le sue energie, fattore notevole vista la ristrettezza delle rosa, nonché con una maggiore coscienza di cosa può fare il collettivo se ben applicato nell'eseguire gli schemi preparati. Qui, infatti, c'è tutta la sapienza di Mr. Sarri che sta prediligendo l'assestamento difensivo a fronte di una fase offensiva lasciata alla fantasia dei singoli e, nello specifico, delle due ali Zaccagni e Isaksen. Il prezzo di tutto ciò oggi lo paga Dia, che non essendo un nove classicamente inteso ma piuttosto una seconda punta, non riceve quasi mai palloni in campo largo o in profondità nell'attesa dell'ennesimo dribbling dei due suoi compagni. Proprio i primi due, infatti, su proprie iniziative a limite dell'area, riempiono il tabellino e portano i 3 punti.
Un elemento che, anch'esso, risalta durante l'intero arco della partita è l'inconsistenza, da parte di entrambe le squadre, nella gestione dei calci d'angolo che sono stati sempre inconcludenti. La mancanza di praticità su questo tipo di occasioni, specie per il Cagliari che è squadra che difetta maggiormente di fantasia e qualità nel suo reparto offensivo, comporta una penuria di possibilità di portarsi in vantaggio e/o di pareggiare soprattutto in partite inchiodate come questa, dove i piazzati sono una preziosa risorsa per smuoverne l'inerzia. Di certo dovrà essere argomento degli allenamenti settimanali di entrambe le squadre per fari sì che se ne capiscano cause e si portino a effetti più concreti. Nel massimo campionato professionistico una tale mancanza può rivelarsi pesante e incidente.
Lato Lazio, la squadra ha ormai un'impronta decisa e determinata perché assolutamente visibile nelle ultime tre uscite a dispetto dell'avversario che si ha difronte. Tanto con la Juve, quanto con il Pisa e infine nella partita di oggi, si nota come il pallone scorra con maggiore velocità e il pensiero arrivi prima del pallone. Circostanza non da poco poiché il materiale umano è assolutamente limitato sul piano numerico, e in alcuni elementi non adatto al gioco che il tecnico toscano professa da anni e che ne ha fatto voce della Treccani. Eppure, proprio colui che è stato considerato un salmodino applicatore e un fondamentalista del modo di giocare, sta cogliendo questa occasione per sondare nuovi terreni e strade tattiche. La filosofia dietro ogni preparazione di partita, sulla base del diktat del reparto medico, fa emergere un nuovo Sarri pronto a divertirsi nell'individuare varianti e variabili che pensava (quasi) sconosciute e se questo toscano ispido e burbero trova divertimento c'è di certo che chiunque lo sostenga debba trovare stesso giovamento nello scovare gli easter eggs che sparge sul campo ogni domenica.
La squadra sarda non gioca male, e si fa anche apprezzare per buoni tratti con trame interessanti e rapidi capovolgimenti di fronte, che non poche volte hanno messo in difficoltà la Lazio specie con le sgroppate di Folorunsho e di Palestra. Il duo offensivo, però, non riesce a giocare d'intesa per allungare la difesa biancoceleste permettendo alla coppia dei centrali di controllare bene le marcature, sia fuori che dentro l'area. La difesa tiene concentrazione quasi sino alla fine della partita dove, però, si dissolve in alcuni errori concettuali permettendo i due gol della Lazio. Non si vede un lavoro di squadra costante per novanta minuti ma solo a sprazzi, e ciò permette all'avversario di aspettare il giusto momento per colpire nella sensazione crescente, da ambo le parti, di un'inerzia già scritta. Un approccio che potrebbe non apparire idoneo all'obiettivo salvezza che il Cagliari ha nel mirino posto, per il quale occorre profonda concentrazione e razionalità nelle scelte soprattutto nei momenti finali delle partite.
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