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Torino Pisa
, 2 Novembre 2025

Torino-Pisa 2-2, Considerazioni Sparse


Un punto a testa, più di qualche rimpianto, ma Torino e Pisa allungano le serie positive.

Torino e Pisa escono dall’Olimpico con 1 punto a testa e tanti rimpianti: ciascuna può tranquillamente pensare di aver gettato un’occasione al vento. Proprio per questo motivo, probabilmente il pareggio è il risultato più giusto: ma è chiaro che la squadra di Gilardino avesse fatto la bocca al bottino pieno dopo aver maturato il doppio vantaggio, e che quella di Baroni (incomprensibilmente espulso), dopo aver raggiunto il pareggio a fine primo tempo, sperasse di aver tutto il secondo per completare la rimonta. Nulla di tutto ciò, ed anche se questo pareggio sta più stretto al Torino per ambizioni e produzione durante la gara, entrambe le squadre possono guardare il bicchiere mezzo pieno: ambedue, infatti, allungano la loro striscia positiva e muovono classifiche che, al momento, non faranno sognare ma manco disperare.

La grande differenza iniziale è figlia di due traverse: dopo 1’, Che Adams ne centra una a botta sicura con una deviazione ottima ed anche fortunosa di Semper. L’altra, dal lato pisano, produce un rimpallo che favorisce il vantaggio, con una abilissima deviazione del man of the match Moreo, che poco dopo mette a segno anche il penalty del 2-0. Sarebbe stato sufficiente un centimetro per cambiare il copione di questa gara, perché se il Torino fosse andato subito in vantaggio il Pisa non avrebbe potuto impostare il match secondo i canoni previsti, ma gli ospiti hanno avuto la grandissima abilità di sfruttare subito la ghiotta occasione. Il resto sono folate: quella ospite che produce il rigore del raddoppio, e quella furente granata al termine della prima frazione, suggellata dalle reti di Simeone ed Adams. Anche la seconda frazione va avanti a strappi, ma nessuna delle due riesce a produrne uno decisivo: tanti allunghi in campo, nessuno in classifica.

Probabilmente Alberto Gilardino è un allenatore sottovalutato. Lo diciamo nei giorni in cui scoppia la polemica tra Mario Balotelli e Patrick Vieira, in cui il primo sostiene che sia proprio l’allenatore ora pisano il vero artefice delle fortune del suo successore, ma non è quella la situazione da giudicare in questa sede. E’ che questo Pisa, pur senza grandi nomi, ha idee molto chiare, anche dopo aver cambiato 9/11 del line-up iniziale: il gioco di rimessa organizzato dal tecnico di Biella è assolutamente produttivo, e si avvale del mismatch tra la gamba dei suoi Tourè, Akinsanmiro e Moreo e gli statici difensori granata. Il Pisa va meritatamente 2-0, ed anche quando ingenuamente si fa riprendere, non perde la testa e mantiene l’ordine, continuando a fare ciò che ha fatto prima. Quando il Torino preme troppo, a metà secondo tempo, le sostituzioni riequilibrano il match, e anche questo è un bel merito di chi le programma: chi sosteneva che i toscani fossero una retrocessa sicura, non aveva fatto i conti con questa organizzazione tattica, che prova a sopperire ad una rosa qualitativamente non certo di categoria.

Il Torino, forte dei 4 risultati utili consecutivi, ha cominciato forse con atteggiamento troppo scanzonato, che immancabilmente ha denunciato le lacune difensive che persistono. Intendiamoci, anche nelle gare precedenti I granata avevano rischiato, ma in qualche modo l’avevano fatta franca: stavolta, l’avversario della prima mezz’ora è estremamente cinico, e vanno sotto 2-0. Baroni si deve tenere stretta la veemenza della reazione, perché prima e dopo c’è ben poca roba: Simeone si carica la squadra sulle spalle con un altro gol strepitoso, ma poco dopo si inciampa a porta vuota fallendo la doppietta, Adams rimette le cose a posto e quando si va al riposo, sembra i granata abbiano tutte le carte in regola per completare la rimonta. Il secondo tempo vive 20’ di tentativi sterili, e poi diventa quasi sonnacchioso: il Torino non sembra avere altre carte, la manovra è farraginosa, il Pisa è chiuso bene. Se questo era un esame di maturità, la squadra di Baroni non lo supera né fallisce del tutto: viene rimandata con grazie interrogazione lampo riparatrice, ma dà l’impressione che la sua preparazione non sia, ancora, del tutto stabile.

Butterfly and spider: MVP è Moreo, che per due volte in 20’ mata il Toro e sigla la sua prima doppietta dal lontano 2014, quando giocava all’Entella. In generale, la batteria dei trequartisti pisani è migliore di quella granata, con Vlasic che continua ad esser scostante e troppo lontano dalla porta. Non male gli attaccanti, che fanno tutti il loro mestiere: gol per la coppia granata, mentre Meister e Nzola tengono su la squadra. Infine, la prestazione arbitrale è stata caotica: Alberto Arena non si capisce che metro abbia usato, con fischiate casuali, un’alternanza curiosa di stile "inglese" e di gara spezzettata, un rosso a Baroni del tutto incomprensibile, un rigore al Pisa per uno step on foot discutibile (e, stabilito che fosse fallo, per Casadei sarebbe dovuto cambiare il colore del cartellino), un recupero di soli 4' nonostante perdite di tempo reiterate e plateali e tutte le sostituzioni completate, un giallo estratto all’ultimo secondo senza nemmeno far battere la punizione successiva, valutazioni che istigano al beneficio del dubbio (l’entrata a due piedi a tacchetti alti di Hojholt era arancione, quantomeno, ed almeno due contatti al limite potenzialmente pericolosi sono stati non visti o non sanzionati). Insomma, in una gara confusa, non ha fatto eccezione manco la direzione: stavolta la polemica non è su Var o non Var, ma proprio sulla giornata storta (si spera) di chi maneggiava fischietto e cartellini.

  • Torinese e granata dal 1984, dopo una laurea in Filosofia, opto per diventare allenatore professionista di pallavolo, giusto per assicurarmi una condizione di permanente precarietà emotiva e sociale. Questa scelta, influenzata non poco dalla Generazione di Fenomeni che vinse tutto a cavallo degli anni 90', mi porta da anni a girovagare per l'Europa inseguendo sogni e palloni, ma anche a rinunciare spesso a tutto il resto di cose che amo fare nella vita: nei momenti di sconforto per fortuna esistono i libri, il mare, il cioccolato fondente e le storie di sport in cui la classe operaia va in paradiso.

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