
Cremonese-Juventus 1-2, Considerazioni Sparse
Buona la prima di Spalletti sulla panchina della Juventus. La Cremonese cade in casa dopo oltre sei mesi.
Non giriamoci troppo intorno: Cremonese-Juventus è una partita certamente importante ai fini della classifica, ma i riflettori sono tutti puntati sul ritorno di Spalletti sulla panchina di un club di Serie A. Il tutto, ovviamente, non poteva che essere condito dalle - sterili - polemiche sul tatuaggio che legherà indissolubilmente il tecnico toscano alla storia del (e di) Napoli. La Juve arriva allo Zini in un clima tutt'altro che sereno, perlomeno a livello di guida tecnica: gli impegni ravvicinati di campionato hanno costretto la società ad affidare la squadra ad una guida temporanea nell'attesa di definire il nuovo titolare della panchina bianconera. Di fatto, il nuovo mister ha avuto la squadra ai suoi ordini per un solo allenamento e quindi senza possibilità di notevoli margini di manovra.
Spalletti, alla prima uscita da allenatore della Juventus, si presenta in panchina con un trench da Ispettore Gadget, vestendo metaforicamente i panni del problem-solver. La squadra, invece, si presenta con un undici titolare criptico, almeno a leggere la sola lista dei nomi. Le ipotesi si sprecano: difesa a 3? Difesa a 4? E Koopmeiners? Dubbi sciolti al minuto 1' di gioco: è 3-4-2-1 con Koopmeiners terzo di difesa sul centro sinistra e con Mckennie sulla stessa linea di Openda. I due, in fase di possesso, sono investiti di una funzione piuttosto chiara: supportare Dušan Vlahović stringendosi all'interno del campo e mettendo in difficoltà i punti di riferimento della retroguardia grigiorossa.
La prima Juve di Spalletti lascia intravedere qualcosa di positivo, ma, allo stesso tempo, non nasconde i difetti che hanno segnato l'inizio della stagione, specialmente nella ripresa. Le note positive riguardano, in linea con quanto detto, principalmente le connessioni tra i trequartisti e la punta prescelta per la serata. Da una di queste nasce la sbavatura della Cremonese che serve involontariamente il pallone a Kostić che torna sul tabellino dei marcatori. Vlahović, pur non andando in rete, si dimostra partecipe della manovra juventina, si abbassa per ricevere e ripulisce molti palloni. Nel corso della partita sono riemersi invece in fase difensiva i fantasmi del recente passato: la Juve, forse complice il vantaggio immediato, si adagia progressivamente sugli allori, fino ad esporsi per lunghi tratti nella seconda frazione di gioco. A mettere paura ci pensa Jamie Vardy, che si iscrive tra i marcatori con la specialità della casa. lasciato in 1vs1 a campo aperto con Gatti.
Al contrario, la squadra di Nicola cresce progressivamente e si mantiene quasi sempre in partita. I gol arrivano su azioni costruite bene dalla Juventus, ma anche la sfortuna gioca un ruolo preponderante. Il fortino dello Zini viene violato dopo oltre sei mesi, quando i grigiorossi cadevano per mano del Cesena in Serie B. Questo la dice lunga su quanto difficile sia andare a giocare a Cremona e su quanto la Cremonese si stia rivelando un osso duro in questo campionato. Degna di nota la prestazione di Jari Vandeputte, che, in fase di costruzione del gioco, rende difficili le scalate della Juventus. I punti, alla fine, sono zero, ma la prestazione è incoraggiante.
Credere nelle capacità taumaturgiche di Spalletti è un esercizio senza dubbio romantico, ma, al momento, piuttosto inutile. Non è possibile dire se la vittoria di stasera sia frutto della mano del nuovo allenatore, ma senz'altro dovrebbe portare anche a qualche riflessione sui calciatori della rosa. D'altronde Vlahović è stato piuttosto chiaro nel suo esame di coscienza dopo l'esonero di Tudor: «Abbiamo cambiato tre allenatori in un anno e mezzo e la colpa è di tutti, dobbiamo guardarci allo specchio». In ogni caso, poco importa di chi è il merito: stasera la Juventus torna a casa più serena di iniziare un nuovo ciclo con il suo nuovo allenatore.
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