
Bologna-Torino 0-0, Considerazioni Sparse
Tra le città dei portici, nessuno prende pioggia: il Bologna frena, il Torino continua la striscia positiva.
Dopo un cammino di sole vittorie al Dall’Ara, il Bologna viene fermato da un Torino che pare aver superato definitivamente le difficoltà iniziali: un pareggio a reti bianche che stona col trend rossoblù, fatto di verve offensiva e produzione sistematica di occasioni da rete, e che mette in risalto la prova maiuscola dei granata in fase difensiva, con un Paleari che si ripete dopo la straordinaria prestazione col Genoa. Pur con un possesso palla superiore, gli emiliani sono stavolta meno effervescenti e concreti in avanti: stessi tiri in porta degli avversari, che colpiscono anche una traversa con Adams. Per Baroni, un punto guadagnato su un campo ostico e serie allungata a 4 risultati utili consecutivi; per il Bologna un’altra lieve frenata dopo quella piena di polemiche del Franchi.
Baroni, dopo un inizio horror, sta probabilmente riuscendo a entrare nella testa dei suoi giocatori: questo si deduce dalla grande applicazione dei granata nella fase difensiva, in un 3-5-2 granitico che non ha permesso di trovare l’imbucata ai padroni di casa. Nell’undici iniziale, il tecnico ex Lazio ha sorpreso tutti rinunciando a Simeone (in favore della rapidità di Ngonge) e rilanciando Ilic, che sembrava fuori dai radar: un altro segnale della ricerca, da parte di Baroni, di tenere tutti sul carro, ma anche di quanto probabilmente questo lavoro stia funzionando. A guardar la classifica, i granata sono esattamente nel mezzo, dove son sempre stati ultimamente, a 12 punti: va detto però che il calendario sinora è stato terrificante ed hanno già affrontato tutte le big, Juventus esclusa, e il futuro sembra esser più roseo.
Quella del Bologna è una frenata abbastanza inattesa, ma forse è l’aspettativa a fregarci. Se da un lato i rossoblù avevano un ruolino di marcia del 100% di vittorie casalinghe, va detto che, Europa compresa, i rossoblù sono al 7° risultato utile consecutivo. Niccolini, vice dell’ancora convalescente Italiano, può apprezzare la ricerca del possesso costante, ma stavolta è evidente come il Bologna non abbia trovato i guizzi che solitamente lo caratterizzano, da parte di Dallinga o Castro o qualche iniziativa da parte dei trequartisti. Dallo spogliatoio, e non più da una stanza dell’ospedale Sant’Orsola, Italiano ha suggerito correttivi, ma la sensazione è che, per un definitivo salto di qualità, sia proprio con le squadre così chiuse che il Bologna debba migliorare nella ricerca degli spazi e nel creare occasioni.
Butterfly and spider: come in ogni 0-0 che si rispetti, i migliori in campo sono stati i difensori. Da un lato, Maripan continua a essere leader indiscusso, Coco e Tameze stavolta lo aiutano più e meglio del consueto. Dall’altra giganteggia Lucumì, che sembra aver dimenticato le polemiche ed i rumors di mercato, ed emerge Lykogiannis, a cui Paleari nega un euro-gol. Poca roba davanti, dove Dallinga non vede palla, Castro è confusionario, Cambiaghi poco concreto, Odgaard spento: dall’altra, Adams si mangia una rete potenzialmente pesante e Ngonge non può liberare i suoi cavalli. Nota di merito per Cesare Casadei, che offre una partita di sostanza ma anche di qualità,: dopo un inizio imballato sia fisicamente sia tatticamente, l'ex Inter e Chelsea sembra tornata da un paio di settimane sui livelli alti della scorsa stagione costruendo assieme a Gineitis una linea verde promettente per il centrocampo presente e futuro del Torino.
Per entrambe le squadre, ci sono giocatori in rosa da recuperare che possono far la differenza. A centrocampo, Baroni ci ha provato con Ilic e Italiano ci sta provando con Ferguson: entrambi, per motivi diversi, sono lontani dalla miglior versione di loro stessi, e se la ritrovassero potrebbero dare una linfa completamente diversa alle manovre delle loro squadre. Sulla trequarti, restano i misteri Rowe e Aboukhlal, costati molto e ad oggi abbastanza inspiegabilmente: il marocchino ha offerto prove misere le poche volte in cui è stato chiamato in causa ed ora è fermo ai box, mentre l’inglese costituisce un piccolo mistero, con 90’ di panchina ieri, la rabbia mostrata dopo la sostituzione a Firenze e quell’andirivieni frenetico dagli spogliatoi di Cagliari. Senza dubbio, si conosceva la caratterialità dell’ex Marsiglia: le qualità per cui Saputo ha speso 19,5 milioni, sotto San Luca non si sono ancora invece potute apprezzare.
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