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Vlahovic Juventus Udinese
, 29 Ottobre 2025

Juventus-Udinese 3-1, Considerazioni Sparse


La Juventus vince una partita tutt'altro che semplice contro un'Udinese compatta, Runjaic può recriminare per non averci provato.

Allo Juventus Stadium, per la prima - e presumibilmente ultima per ora - panchina di Brambilla, arriva l'Udinese. Per i padroni di casa, la partita è tappa di passaggio tra la gestione Tudor e quella di Spalletti, e questa sensazione si manifesta evidentemente nello svolgimento della gara stessa. Sfida di difficile interpretazione anche per l'Udinese, inconsapevole su cosa trovarsi davanti: una squadra scossa positivamente dal cambio di allenatore, o invece una formazione destinara ancora a pagare le scorie delle settimane passate senza vincere. Tutto il match vive di sprazzi, da una parte e dall'altra, nelle intenzioni e nelle occasioni. Fa di più la Juventus nel complesso della partita - Okoye è tra i papabili migliori in campo, il che la dice già lunga - ma, tranne negli ultimi venti minuti, la squadra di Brambilla non domina come potrebbe sembrare dalle occasioni create e dal risultato finale; in alcuni frangenti, anzi, pare che l'inerzia possa addirittura cambiare in favore dei friulani.

Kostic parte dal primo minuto, e questa è una novità assoluta, Koopmeiners va in panchina, Cambiaso gioca a tutta fascia sul lato destro del campo, Kalulu passa a fare il braccetto e Yildiz gioca dietro due punte, Vlahovic e Openda. Questi i cambiamenti che Brambilla apporta per scalfire l'Udinese, che è invece in campo con solo un paio di cambi rispetto al più classico unidici, ma col solito e ordine e la solita attenzione a difendersi prima che ad attaccare. Si apre e chiude con due calci di rigore, uno di Vlahovic dopo pochissimi minuti di gioco e uno di Yildiz nei minuti di recupero. In mezzo, il pareggio di Zaniolo nel finale di primo tempo e il gol di Gatti, nel momento di maggiore pressione della squadra di casa.

La Juventus prende in mano il pallino del gioco da subito, Vlahovic è tra i più carichi e - oltre a siglare la reta del vantaggio - è sempre il primo a pressare, a caricare sé stesso, la squadra, e soprattutto il pubblico, segno sì di un rapporto di odi et amo in cui l'attaccante serbo e la tifoseria bianconera vivono da sempre, ma anche della volontà di ritrovare equilibrio e compattezza, dato che la stagione è appena iniziata, e il tempo per recuperare terreno su tutti i fronti c'è, basta ritrovare lo spirito giusto. Per il resto del primo tempo la Juve fa la partita, crea occasioni anche clamorose sulle quali Okoye deve fare gli straordinari, ma improvvisamente si spegne la luce, cala l'attenzione, e Zaniolo trova il gol che mette il risultato in parità prima della fine del primo tempo.

Quello su cui si deve lavorare, per entrambe le compagini, è proprio il lasso di tempo tra il finale di primo tempo e i primi venticinque della seconda frazione: da un lato, c'è la Juventus che non rientra in campo, sembra sbandare pericolosamente in fase difensiva, e per il resto si limita a uno sterile palleggio e lascia il pallino del gioco all'Udinese; dall'altro c'è appunto la squadra di Runjaic, che - anche se il risultato alla fine dirà il contrario - ha la possibilità di affondare il colpo e trafiggere una squadra sull'orlo di un baratro, ma non accelera il passo. L'uscita di Zaniolo, il migliore dei suoi, forse non è stata la mossa migliore del tecnico: da lì, la squadra friulana sparisce lentamente ma inesorabilmente dal terreno di gioco,

Nel finale vengono così fuori i valori tecnici, Gatti trova il gol che libera la squadra di casa dal macigno che si porta addosso, e da lì in poi sale in cattedra Yildiz, che domina il match prendendosi creando costantemente pericoli. Il portiere dell'Udinese non è perfetto sul gol del 2-1, per il resto continua a parare di tutto, e cede al talento turco solo quando gli si presenta davanti dal dischetto del rigore che chiude il match. Sarà importante e curioso vedere cosa deciderà di fare Spalletti con il sistema di gioco e conseguentemente con lo stesso Yildiz, mentre sarà necessario, per l'Udinese, capire quando è il momento di alzare asticella e il livello di agonismo per portare a casa le partite.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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