
Como-Hellas Verona 3-1, Considerazioni Sparse
Il Como di Fàbregas legittima la propria superiorità: 3 punti meritati.
Il turno infrasettimanale della Serie A propone, in concomitanza di match più attraenti come Juventus-Udinese e Roma-Parma, una partita che rappresentava un ottimo test per entrambe le compagini coinvolte. Da una parte il Como, chiamato a dare continuità a una striscia di 7 risultati utili consecutivi - che ora ammontano a otto - e a consolidare la propria posizione in classifica in attesa degli altri risultati. Dall'altra, invece, il Verona, tornato a segnare su azione contro il Cagliari ma ancora alla ricerca dei 3 punti. Una partita ricca di spunti che ha visto la squadra di Fàbregas prevalere sebbene, fino all'ora di gioco, gli avversari avessero tenuto botta restando in partita.
L'Hellas Verona paga un approccio alla gara totalmente da rivedere. I gialloblù non hanno mordente, risultano troppo passivi al giro palla del Como con quest'ultimo che ha gioco facile nel risalire il campo. Nico Paz avvisa subito gli avversari con una punizione velenosissima che si infrange sul palo dopo pochi giri d'orologio, ma alla squadra di Fabregas basta poco altro per sbloccare il risultato. Al minuto 8, Valle ha la possibilità di crossare indisturbato sulla trequarti, Valentini scivola in area per via del terreno bagnato, Douvikas svetta in solitaria: minimo sforzo, massimo risultato. Lo schiaffo sveglia però l'Hellas, che alza il baricentro e crea qualche occasione degna di nota con Giovane e Belghali che guidano le sortite offensive degli scaligeri. Il Como sembra ugualmente in controllo, ma il pasticcio in prima impostazione firmato Butez-Caqueret vanifica tutto: il portiere serve con un passaggio troppo molle il francese che non si accorge dell'arrivo di Serdar, il quale ribadisce in rete l'ottimo recupero effettuato. Si va dunque negli spogliatoi sull'1-1, tutto da rifare per Paz e compagni.
Nel secondo tempo il canovaccio tattico della gara non cambia: è il Como a gestire il possesso del pallone con il Verona pronto a sfruttare gli errori commessi dagli avversari e a ripartire sulle ali dei propri giocatori offensivi. Col passare dei minuti, però, i lariani prendono fiducia e danno il via ad un forcing al quale la squadra di Zanetti non riesce a reagire. Nella prima frazione di gioco i veneti sono riusciti a trovare qualche contropiede interessante, ma nella ripresa perdono costantemente lucidità nel trasformare i recuperi in occasioni da rete. Il Como si insedia nella metà campo dell'Hellas, e al minuto 62 raddoppiano mediante lo stesso fil rouge che ha portato al goal di Douvikas: cross dalla trequarti - stavolta di Caqueret - raccolto troppo facilmente in area di rigore. Prima rete con la maglia del Como per Posch. Il Verona è dunque costretto a sbilanciarsi, e nel recupero Vojvoda stende definitivamente l'Hellas. Lariani che ottengono dunque meritatamente i tre punti.

Sebbene il Como avesse potuto evitare di tenere in gioco il Verona fino al sessantesimo inoltrato, la prestazione offerta dagli uomini di Fàbregas è stata convincente. Caqueret è stato protagonista di una partita fatta alti e bassi: ha gestito con ordine e pulizia il possesso dei suoi e servito un pregevole assist per la testa di Posch, ma si è anche distinto per lo svarione in occasione del goal di Serdar - errore che, insieme a Butez, stava per ricommettere con la medesima dinamica nella ripresa, stavolta con Bernede. Ottimo per il tecnico spagnolo aver ritrovato per un cospicuo numero di minuti Diao, giocatore che se in forma può cambiare il volto al Como, così come Jesus Rodriguez, al rientro dalle tre giornate di squalifica. Ciò che ha permesso ai padroni di casa di vincere sono stati tre fattori principali: la pazienza, il cinismo e la superiorità tecnica. Troppo evidente infatti il dislivello tra i giocatori del Como e quelli del Verona, con i primi che hanno colpito al momento giusto dopo non essersi scomposti nonostante gli avversari non mollassero l'osso.
L'Hellas ha disputato un match dalle molteplici facce. Pessimo l'approccio fino al goal di Douvikas; convincente il resto del primo tempo; incolore la seconda frazione di gioco. Come anticipato, la partita del nono turno di Serie A rappresentava un'ottima occasione per dare continuità ai punti ottenuti con Pisa e Cagliari, ma la superiorità del Como e l'incapacità di essere costanti fanno tornare Zanetti e i suoi a casa a mani vuote. Analizzando la partita dei singoli, Belghali conferma di essere un giocatore più completo e continuo nei novanta minuti rispetto al suo predecessore sulla fascia destra, ovvero Tchatchoua. Continua, invece, a destare qualche dubbio la coppia Giovane-Orban: i due non sembrano trovarsi benissimo l'uno con l'altro, complice il fatto che nessuno dei due riesce a dare peso all'attacco dell'Hellas. Sebbene, però, il brasiliano sia sempre in partita nel bene e nel male - talvolta prova delle giocate velleitarie che mettono in difficoltà i suoi -, il giocatore in prestito dall'Hoffenheim non ha ancora trovato la sua quadra da quando è arrivato in Italia. Zanetti, se vuole invertire un trend potenzialmente molto pericoloso, non può non prendere in considerazione la possibilità di mettere mano al tandem offensivo che, sin qui, non ha portato i risultati sperati.
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