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igor tudor
, 28 Ottobre 2025

10 nomi per la panchina della Juventus


Sorprendenti, improbabili, papabili profili per sostituire Igor Tudor alla guida della Juventus.

Igor Tudor non è più l'allenatore della Juventus. Fatali sono state non tanto le sconfitte con Como, Real Madrid e Lazio, arrivate in modi decisamente diversi, quanto la pesante involuzione incontrata dalla Juve nell'ultimo mese e mezzo.

L'assenza di un'identità riconoscibile, i tanti giocatori che faticano a mantenere un rendimento all'altezza delle potenzialità, difetti mai corretti nelle transizioni negative e nell'attaccare le squadre che si difendono basse. Queste e altre problematiche attanagliano la Juventus sin dalle prime battute stagionali: per Tudor era ormai diventato impossibile risolverle tutte insieme.

Ora che l'esonero del tecnico spalatino è divenuto realtà, chi sarebbe il suo sostituto ideale sulla panchina della Juventus? Ci sono nomi plausibili già riportati dai quotidiani, altri che non sono ancora stati fatti ma che risultano comunque credibili, e qualche interessante suggestione.

Roberto Mancini

Fattibilità: 8/10
Suggestione: 7/10
Follia: 4/10

Facciamo fatica a contare quante volte Mancini sia già stato accostato alla panchina della Juventus. Senza andare a rimestare nel pre-Calciopoli, l'ex CT di Italia e Arabia Saudita è stato - si dice - vicino a raccogliere la successione sia di Allegri che di Motta, tanto da aver incontrato Giuntoli prima che quest'ultimo venisse defenestrato dalla proprietà bianconera. Mancio è disoccupato da un anno: per quanto la sua immagine sia stata sporcata dalla mancata qualificazione al Mondiale in Qatar e alla sua successiva fuga in Arabia, ben pochi tra gli allenatori attualmente svincolati possono vantare la sua esperienza e il suo carisma.

Le squadre di club allenate da Mancini, pur zeppe di giocatori di altissimo livello, raramente hanno incantato per il gioco espresso: la sua prima Inter, il suo Manchester City e il suo Galatasaray si affidavano ai colpi dei propri talenti, invece che basarsi su un'organizzazione di gioco che permettesse loro di esaltarsi. Proprio per questo, in molti si sono stupiti quando l'ex bandiera della Samp ha trasformato l'Italia in una squadra in grado di esprimere un ottimo gioco corale, basato sul fraseggio e su un calcio proattivo, come non era quasi mai successo nella storia degli Azzurri.

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Non abbiamo inserito la voce "stile", altrimenti il tecnico jesino avrebbe fatto sballare il contatore.

Quale Mancini arriverebbe alla Juventus? Il tecnico pratico, quasi pragmatico, che ha fatto incetta di trofei nei due decenni precedenti (risultando, però, poco convincente in Europa), o l'allenatore illuminato capace di cambiare l'identità dell'Italia e di convincere Bonucci e Chiellini a difendere a centrocampo? L'ultima squadra di club allenata da Mancini è stato lo Zenit San Pietroburgo nel 2018: non è facile capire cosa aspettarsi da un suo approdo a Torino.

Da persona abituatasi a lavorare nei contesti più disparati, probabilmente Mancio modellerà le sue idee sui giocatori a disposizione e non viceversa, senza proporre idee estreme che mal si sono sposate, nel passato recente, con un ambiente restio al cambiamento come quello bianconero. Non di rado Mancini ha battuto strade diverse prima di trovare l'abito adatto alla sua squadra: parlare di titolari e riserve tagliati con l'accetta è sbagliato, dato che Mancio ama cambiare spesso e tenere tutti sulla corda.

Possibile formazione (4-3-3): Di Gregorio; Joao Mario, Gatti, Bremer, Cambiaso; Koopmeiners, Locatelli, Thuram; Conceiçao, Vlahovic, Yildiz.

Raffaele Palladino

Fattibilità: 7/10
Suggestione: 5/10
Follia: 6/10

Basta aver giocato nella Juve per poter essere allenatori bianconeri? Probabilmente no, anche Tudor lo ha sottolineato, ma certamente aiuta. Se, come riportato dai giornali, la Juventus ha sondato la disponibilità di Palladino da metà settembre in avanti, non è (solo) per ciò che il tecnico ha messo in mostra nelle sue esperienze tra Monza e Firenze. Se fosse cresciuto nelle giovanili dell'Inter, se avesse avuto trascorsi milanisti, se fosse sceso con la Roma in B, la Juventus lo avrebbe cercato lo stesso? Visto il trend nato con Deschamps e Ferrara, al suo apice in Conte e terminato proprio con Tudor, l'ipotesi non è così peregrina.

Alle due ottime stagioni a Monza, chiuse contro ogni pronostico con un 11° e un 12° posto alla prima esperienza su una panchina dei professionisti, Palladino ha fatto seguire un'annata piena di contraddizioni in viola. L'allenatore di Mugnano è riuscito a tenere saldo un gruppo squadra profondamente rivoluzionato sia in estate che in inverno. Ha colto risultati insperati contro le big del campionato. Per contro, la Fiorentina ha faticato a trovare equilibrio in campo, poco aiutata dai continui cambi di modulo del tecnico, che non ha saputo replicare il mix di palleggio e aggressione alta mostrato in Brianza, specialmente dopo lo stop forzato di uno degli uomini più determinanti come Edoardo Bove.

Raffaele Palladino, Head Coach of Fiorentina, looks on during the UEFA Conference League 2024/25 Semi Final First Leg match between Real Betis...
Sapevate che, da ragazzo, Palladino era stato iscritto da sua madre a una scuola di danza?

A Firenze, Palladino ha incontrato difficoltà nell'imporre il proprio calcio simili a quelle che sta vivendo Tudor; riuscirà un allenatore ancora più inesperto del tecnico attuale a diffondere il suo credo in una delle piazze più difficili d'Italia, o deciderà anche questa volta di desistere?

Ci siamo immaginati la Juve di Palladino con il 3-4-2-1 che ne ha fatto le fortune a Monza; alle spalle di Jonathan David non ci sono esterni da 3-4-3, ma una mezzapunta come Yildiz e un centrocampista incursore come McKennie, il cui impatto fisico può risultare estremamente utile in fase di riconquista. Analogamente, Palladino potrebbe andare a nozze con due braccetti aggressivi come Gatti e Cabal; in porta ritroverebbe Di Gregorio, che proprio grazie alle prestazioni nel suo Monza si è guadagnato la chiamata della Juve.

Possibile formazione (3-4-2-1): Di Gregorio; Gatti, Bremer, Cabal; Joao Mario, Locatelli, Thuram, Cambiaso; McKennie, Yildiz; David.

Thiago Motta

Fattibilità: 7,5/10
Suggestione: 6,5/10
Follia:
5/10

"Non potevate sopportare il vostro fallimento. E dove vi ha portati? Di nuovo da me". Saranno state più o meno queste le parole risuonate nella testa di Thiago Motta, nel leggere il proprio nome sui giornali tra i possibili "nuovi" allenatori della Juventus. Il suo ritorno, in luogo di quel Tudor che lo aveva spodestato nel marzo scorso, sarebbe la rivincita di un allenatore quasi incompatibile con gli ideali impiantati durante lungo regno di Allegri e con il (presunto) DNA juventino, oltre che inviso a parte del gruppo squadra.

Pur non essendo nuova ai ritorni - basti pensare a Trapattoni, a Lippi o al recentissimo Allegri-bis -, la Juventus, nella sua storia ultracentenaria, non ha mai richiamato in panchina un allenatore ancora a libro paga. Un secondo atto di Motta in bianconero, a pochi mesi dalla fine del primo ma con una dirigenza rinnovata alle spalle, potrebbe sembrare una mossa contraddittoria da parte di Comolli e del suo staff, subentrati quando il tecnico era già stato esonerato: Thiago Motta ritorna perché la nuova direzione tecnica si fida di lui, o per mancanza di alternative credibili a costi accessibili?

Thiago Motta, Head Coach of Juventus, looks on prior to the Coppa Italia Quarter Final match between Juventus FC and Empoli FC at Allianz Stadium on...
Venire a patti con le proprie idee o trasformarsi nel villain supremo: cosa sceglierà Thiago Motta per la sua season two?

Dal canto suo, difficilmente Motta avrà cambiato il suo modo di vedere il calcio in una manciata di mesi, ma lo scotto dell'esonero potrebbe avergli suggerito un approccio più morbido e meno dittatoriale con lo spogliatoio. Almeno inizialmente, sarebbe difficile attendersi qualcosa di diverso dal suo 4-2-3-1 con Koopmeiners nella doppia veste di rifinitore e guastatore, ancora una volta l'unico giocatore in rosa a poter occupare tale posizione, ammesso e non concesso che l'olandese riesca a ritornare su buoni livelli.

Motta troverà in David un alter ego di quel Kolo Muani tanto cercato in estate, meno torrenziale nella corsa ma con una maggior attitudine al pressing e al gioco coi compagni; un dettaglio da non sottovalutare, che porterebbe benefici a cascata a tutto il gioco della Juventus, troppo sterile nella scorsa stagione. Soprattutto, Motta dovrà ottenere la piena fiducia da parte della dirigenza e del gruppo squadra per imporre il suo credo evitando le crisi di rigetto; non sarà facile, considerando che tale fiducia era venuta meno - almeno da parte dei giocatori - pochi mesi fa.

Possibile formazione (4-2-3-1): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Kelly, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceiçao, Koopmeiners, Yildiz; David.

Simone Inzaghi

Fattibilità: 4/10
Suggestione: 8/10
Follia:
6,5/10

Il ciclo vincente dell'Inter è cominciato con l'approdo in panchina di Conte, fautore della rinascita bianconera nel post-Calciopoli. Allo stesso modo, la Juventus potrebbe rilanciarsi interrompendo l'esilio dorato dell'allenatore capace di trasformare i nerazzurri in una gioiosa macchina da gol, restituendo loro una credibilità in Europa oltre che in Italia. Simone Inzaghi avrebbe almeno 26 milioni di motivi per restarsene comodo in Arabia Saudita, ma quale uomo non sarebbe stuzzicato dalla missione di diventare grande anche nella piazza storicamente più odiata dai tifosi della sua ex?

Le parabole di Inzaghi e della Juve sono diametralmente opposte: mentre la Signora diventava via via più umana e vulnerabile, abdicando dopo 9 scudetti consecutivi, il tecnico le contendeva il campionato alla guida della Lazio, e riusciva definitivamente a superarla una volta divenuto allenatore dell'Inter. Per i molti tifosi che legano ancora la sua figura ai colori nerazzurri non sarebbe facile accettarlo, almeno all'inizio, ma d'altro canto nemmeno Allegri era stato accolto tra gli applausi quando la Juventus lo aveva scelto per ereditare la squadra forgiata da Conte.

Simone Inzaghi, Head Coach of Al Hilal, gives the team instructions during the Saudi Pro League match between Al Ahli and Al Hilal at King Abdullah...
Tra i soprannomi attribuiti agli allenatori, "il demone di Piacenza" è senz'altro il più esaltante.

Pretoriano della difesa a 3, è plausibile che Inzaghi trapianti in bianconero quel 3-5-2 che è tuttora la seconda pelle dell'Inter. Kalulu e Cabal diventerebbero partner perfetti per Joao Mario e Cambiaso in fase di costruzione; in mezzo al campo il rientro di Miretti potrebbe innalzare la qualità di palleggio; davanti alla difesa il tecnico potrebbe tentare la mossa Calhanoglu con Koopmeiners, facendolo diventare il fulcro della manovra bianconera.

La predilezione di Inzaghi per il gioco a due punte potrebbe sì aiutare Yildiz a ricevere palla in zone di campo più centrali, ma toglierebbe dai giochi due esterni offensivi come Conceiçao e Zhegrova, che potrebbero riciclarsi solamente come seconde punte adattate, o come quinti nelle occasioni in cui la Juventus deve recuperare uno svantaggio. Possibilità di vedere in campo un 3-4-3? Remote, almeno all'inizio, ma non remotissime: Inzaghi non è un integralista, e magari in bianconero potremmo ammirare un'ulteriore evoluzione della sua proposta di gioco.

Possibile formazione (3-5-2): Di Gregorio; Kalulu, Bremer, Cabal; Joao Mario, Miretti, Koopmeiners, Thuram, Cambiaso; Yildiz, Vlahovic.

Luciano Spalletti

Fattibilità: 6/10
Suggestione: 8/10
Follia:
7/10

Dopo la sua ultima esperienza a Napoli, Spalletti ha annunciato di non voler più allenare un club. Il tecnico di Certaldo ha chiuso in modo negativo la sua esperienza con l'Italia, caratterizzata da grandi difficoltà nel trasmettere la sua visione del calcio al gruppo azzurro. Ma quanto sarebbe romantica una last dance di Spalletti, alla guida di quella squadra che tante volte ha incrociato da avversario nell'arco della carriera?

Spalletti e la Juventus sono, per certi versi, mondi opposti: la sincerità quasi autolesionista del tecnico, il suo modo di prendere di petto i momenti complicati e il carattere difficile da smussare, appaiono in antitesi con un ambiente come quello bianconero, che tende a lavare i propri panni sporchi in famiglia e a nascondere ciò che non va con massicce dosi di omertà.

Luciano Spalletti head coach of Italy sings the anthem during the FIFA 2026 Qualifier football match between Italy and Moldova. Italy won 2-0 over...
Le frasi iconiche di Spalletti in conferenza mancano terribilmente alla Serie A.

Aspettiamoci una Juventus spregiudicata, arrogante, offensiva, ossessivamente alla ricerca del gol e del dominio del gioco: Spalletti non ha più niente da perdere, e sposerebbe in pieno la battaglia culturale di chi vuole una Juventus nuova, diversa, non ancorata ai dogmi del passato. Rispetto al suo Napoli e all'Italia di Euro2024, i bianconeri possiedono meno giocatori di palleggio; è plausibile che il tecnico punti sulla potenza d'urto di un reparto avanzato con tanti interpreti di livello, abbracciando la sfida impossibile di far convivere Yildiz, Zhegrova e Conceiçao.

Grande valorizzatore di centravanti, ma anche capace di giocare senza un riferimento offensivo fisso, non sarebbe strano veder Spalletti schierare Yildiz da falso 9, qualora David, Openda e Vlahovic dovessero deludere. Trionfo o tragedia, senza mezze misure, e senza rinunce dolorose come sta accadendo oggi a Tudor: Luciano Spalletti è l'uomo in missione che può far tornare grande la Juventus.

Possibile formazione (4-2-3-1): Di Gregorio; Joao Mario, Bremer, Cabal, Cambiaso; Koopmeiners, Thuram; Zhegrova, Yildiz, Conceiçao; David.

Marco Landucci

Fattibilità: 2/10
Suggestione: 3/10
Follia:
10/10

Sarri, Pirlo, Motta, Tudor: 4 filosofie diverse, altrettante occasioni in cui la Juventus ha ritenuto opportuno separarsi dai rispettivi tecnici. Il lunghissimo ciclo vincente ha portato Allegri, e soprattutto il suo credo, a fondersi in maniera indissolubile con gli ideali della Juventus: è ora esercizio difficile cercare di separare le due identità senza farsi male, come testimoniato dal destino degli allenatori sopracitati.

E se la strada giusta non fosse liberarsi del passato, ma abbracciarlo in tutte le sue sfaccettature? Allegri è ben saldo sulla panchina del Milan, così come lo è il suo vice Marco Landucci. Quest'ultimo, però, resisterebbe alla chiamata della vita, che trasformerebbe il rapporto tra lui e il suo maestro in quello tra Obi Wan e Anakin Skywalker?

Marco Landucci, assistant Head Coach of AC Milan looks on during the Serie A match between Udinese Calcio and AC Milan at Stadio Friuli on September...

Landucci ha ottenuto a settembre il patentino UEFA Pro, chiaro manifesto della sua volontà di diventare primo allenatore. Attualmente appare difficile scinderne la personalità e le idee da quelle di Allegri, come testimoniato dalle conferenze in cui egli appare come un prolungamento di Max, sia per quanto riguarda le idee sia per il suo rapporto con il "gentilsesso".

In bianconero, Landucci ripartirebbe dagli uomini che già conosce, e da esperimenti tattici che abbiamo visto già effettuare da Allegri: McKennie quinto di centrocampo o Cambiaso mezzala, ad esempio, come disposti a gara in corso già da Tudor in casa della Lazio, per sfruttarne la qualità nei corridoi interni. Per tutti gli juventini orfani di Max, delle sue conferenze, del suo pragmatismo e del suo approccio al calcio e alla vita, Marco Landucci rappresenta un porto sicuro.

Possibile formazione (3-5-2): Perin; Kalulu, Bremer, Gatti; McKennie, Cambiaso, Locatelli, Thuram, Kostic; Yildiz, Vlahovic.

Zinedine Zidane

Fattibilità: 4/10
Suggestione: 9/10
Follia:
6,5/10

"Io alla Juventus? Non so perché non sia successo, sono state fatte altre scelte. La Juventus ce l'ho sempre nel cuore, non so come sarà il futuro, quel che è certo è che tornerò ad allenare". Sono bastate poche parole di Zidane al Festival dello Sport di Trento per accendere le speranze dei tifosi bianconeri. Leggendo tra le righe, è probabile che la società, anni addietro, abbia cercato Zizou, finendo poi per battere altre strade.

4 anni di stop sono tanti, tantissimi per un "giovane" allenatore come Zidane. Forse in attesa di una chiamata dalla Francia che non è mai arrivata, più probabilmente a caccia dell'opportunità giusta, il franco-algerino è rimasto alla finestra nonostante le 3 Champions League consecutive col Real Madrid, record imbattuto e forse imbattibile. Ex bianconero, carisma da vendere, vincente in Europa: a separare Zizou e la Juve potrebbe essere soltanto la parte economica, anche alla luce dei due allenatori già a libro paga.

Zinedine Zidane attends the photocall of Presentation of EA Sports FC25 game at Pabellon Satelite on September 26 Madrid, Spain.

A livello di prima squadra, Zidane ha allenato solamente il Real Madrid: è complicato prevedere come potrebbe approcciarsi a una squadra radicalmente diversa come questa Juventus. Si potrebbe ipotizzare un 11 schierato con quel 4-3-1-2 che ne aveva fatto le fortune in Spagna, ma in questa Juve il talento da esaltare si chiama Kenan Yildiz, non Cristiano Ronaldo; la posizione dietro le punte lo renderebbe fulcro della manovra, ma potrebbe sovraccaricarlo di compiti qualora la squadra avesse continuo bisogno dul turco anche in fase di costruzione.

Zidane saprebbe intercettare al meglio gli umori della piazza e le necessità, tecniche e psicologiche, della Juve. I bianconeri hanno bisogno di tornare a sentirsi grandi: chi meglio di un Pallone d'Oro, campione d'Europa e del Mondo, in campo e in panchina, per restituire la grandeur alla Signora?

Possibile formazione (4-3-1-2): Di Gregorio; Joao Mario, Bremer, Gatti, Cambiaso; Koopmeiners, Locatelli, Thuram; Yildiz; David, Openda.

Simone Padoin

Fattibilità: 3/10
Suggestione: 5/10
Follia:
8/10

Ferrara, Pirlo, Tudor. Quando le idee (e i soldi?) iniziano a scarseggiare, lo spettro della "soluzione interna" inizia ad aleggiare sopra la Continassa. Massimo Brambilla, allenatore della Juventus Next Gen, è stato annunciato come tecnico ad interim della prima squadra: sembra impossibile che possa sedere sulla panchina della Juventus per più di 2 partite. Dietro di lui, però, c'è un uomo che di Juventus ne sa, avendoci giocato (e questo, lo avrete capito, sposta le montagne) e respirato il clima degli anni vincenti: Simone Padoin, attuale allenatore della Primavera.

Come Landucci, Padoin è un tecnico UEFA Pro dallo scorso settembre, quindi eleggibile per qualsiasi panchina da professionista. Qualora Comolli dovesse scontrarsi col rifiuto dei principali candidati, le ridotte risorse economiche e un gruppo squadra restio ai cambiamenti, non sarebbe poi così folle pensare al nome di Padoin.

Juventus coach Simone Padoin looks on during the Primavera 1 match between FC Internazionale U20 and Juventus U20 at Centro Sportivo Interello...

Il modulo più utilizzato in Primavera è il 4-2-3-1, offensivo ma sempre con un occhio agli equilibri; in prima squadra, Padoin potrebbe riesumare il McKennie esterno di allegriana memoria, o adattare un terzino "troppo leggero" come Joao Mario. La sua carriera è ancora troppo breve per permetterci ulteriori elucubrazioni; il Padoin allenatore è ancora un Vaso di Pandora, quasi come lo era Pirlo ai tempi della sua promozione dalla U23 alla prima squadra.

In mezzo agli algoritmi di Comolli, ai freddi numeri, agli allenatori poco legati alla panchina su cui siedono, c'è ancora spazio per una scelta di cuore come Simone Padoin?

Possibile formazione (4-2-3-1): Perin; Kalulu, Bremer, Rugani, Cambiaso; Locatelli, Thuram; Conceiçao, Yildiz, McKennie; Vlahovic.

Xavi

Fattibilità: 4,5/10
Suggestione: 9,5/10
Follia: 9/10

Quanti tifosi, negli ultimi anni, hanno sognato una scelta di rottura totale con un passato che sembra continuamente incombere? Un allenatore non solo straniero, ma anche estraneo al calcio italiano, lontanissimo dagli intrallazzi che permeano il pallone nostrano. L'esponente più illustre di questa categoria risponde al nome di Xavier Hernandez Creus, Xavi, colui che trasformava in carne il verbo di Guardiola, e che del Barcellona è poi diventato allenatore.

L'atterraggio di Xavi a Torino sarebbe paragonabile a quello di un alieno, un evento che manderebbe in tilt la stampa italiana, pronta a saltare al collo di un tecnico i cui principi sono diametralmente opposti a ciò che "si è sempre fatto" nel nostro paese. La Juve stessa rappresenta, per certi versi, il baluardo più inscalfibile del caro, vecchio pallone italiano: una sfida assai complicata per il tecnico catalano, ma altrettanto affascinante.

Xavi Hernandez is speaking during the press conference prior to the LaLiga match against Sevilla FC, in Barcelona, Spain, on May 25, 2024.

In modo ancor più drastico rispetto a quanto ipotizzato per Spalletti, Xavi alla Juventus non farebbe prigionieri: in panchina o sul mercato chi si ribella al suo credo, nessuna paura nel lanciare i giovani in rosa o quelli provenienti dalla Next Gen, controllo del gioco come mantra principale. Potremmo rivedere in campo Miretti, che da regista aveva incantato agli esordi, e immaginare una riconversione di Adzic a mezzala offensiva; l'esclusione di Thuram appare oggi dura da ipotizzare, pur non essendo il prototipo di centrocampista preferito dal catalano.

Se la Juve dovesse improntare una rivoluzione affidando la squadra a Xavi, la missione di Comolli e del suo staff diventerebbe quella di difendere il tecnico a spada tratta contro tutto e tutti, dagli attacchi esterni ma anche da quelli, prevedibilissimi, provenienti dall'interno. Superata una prima crisi di rigetto, la Juve con Xavi potrebbe davvero entrare, finalmente, nel calcio contemporaneo, distaccandosi da un passato che pesa ogni giorno di più.

Possibile formazione (4-3-3): Di Gregorio; Joao Mario, Bremer, Cabal, Cambiaso; Koopmeiners, Miretti, Adzic; Zhegrova, David, Yildiz.

Luca Gotti

Fattibilità: 1/10
Suggestione: ∞
Follia:

Ci abbiamo girato intorno, ma alla fine eccoci qua. Quanto era più bello il campionato italiano ai tempi di Luca Gotti? L'allenatore che non voleva allenare, dallo sguardo imperturbabile, l'ispiratore di Luca Gotti Reacts. Luca Gotti significa sicurezza, carisma, serenità, fiducia nei vecchi valori che si perdono ogni giorno di più.

Gotti è un allenatore della vecchia scuola, che lui stesso ha difeso in più interviste, ma è anche un uomo dai confini indefiniti, la cui grandezza viene superata solamente dal carisma debordante. Un allenatore capace di risolvere ogni conflitto interno con uno schiocco di dita, esattamente quel di cui avrebbe bisogno la Juve in questo momento.

Italian soccer coach Luca Gotti attends Le Coppe Europee SKY Sport photocall at 21 House of Stories. Milan , September 10th, 2025

Se Comolli deciderà di schiacciare il bottone rosso e ricorrere all'arma definitiva, dovremo scordarci braccetti offensivi, terzini che vengono dentro il campo, ali che attaccano e non rientrano, falsi 9 senza il physique du rôle. Quattro-quattro-due, senza tanti fronzoli, possibilmente con almeno un difensore centrale a fare il terzino, e almeno un terzino a fare l'esterno di centrocampo. Calcio diretto, difesa solida, contropiedi (e NON ripartenze) fulminei: semplicità al potere.

Pronti a professare nuovamente il Gottismo?

Possibile formazione (4-4-2): Perin; Gatti, Bremer, Rugani, Kelly; Conceiçao, McKennie, Thuram, Cambiaso; Yildiz, Vlahovic.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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