Logo sportellate
Soelden sci
, 28 Ottobre 2025

Soelden, Considerazioni Sparse


Odermatt vince l'Opening di Soelden. Scheib riporta alla vittoria l'Austria dopo 10 anni.

Slalom Gigante femminile, I manche. Si è capito dalla prima porta che Julia Scheib era intenzionata a fare grandi cose nell'esordio stagionale. La stiriana classe '98 ha scavato un crepaccio tra sé e le altre, in primis dall'americana Paula Moltzan (2° +1.28''), comunque scesa giù come un fulmine dal Rettenbach. Ottima prova anche della campionessa in carica di slalom Zrinka Ljutic (3° +1.32''), che punta a grandi risultati anche in gigante. Bravissima Lara Colturi (4° +1.34''), che si giocherà concrete possibilità per il podio. Convincente anche la prova di Mikaela Shiffrin (6° +1.69''), partita con un pettorale molto alto per i suoi standard. Malino Alice Robinson (8° 2.14''): la grande favorita ha sbagliato tante piccole cose sul muro, complicando non poco la sua possibilità di andare a podio. Prima manche horror per l'Italia: Sofia Goggia si aggancia a una porta con la mano e finire fuori dal tracciato. Non meglio Lara della Mea, che perde uno sci in maniera inspiegabile, lasciando la sola Asja Zenere (19° +2.91'') a rappresentare le azzurre in seconda manche.

Slalom Gigante maschile, I manche. Il primo protagonista del maschile a Soelden è il vento. Come spesso capita a queste altitudini, le condizioni meteosono spesso mutevoli. Partenza dunque ribassata appena sopra il muro, per quel che sarà un gigante sprint. Davanti a tutti c'è subito Odermatt: l'asso di Buochs a differenza della scorsa stagione dove era caduto, è partito a tutta potenza. Qualche sbavatura c'è stata, tanto da permettere a Marco Schwarz (2° +0.01'') di posizionarsi praticamente sulle code. Un divario minimo figlio di una grande manche dell'austriaco, al ritorno da un lunghissimo calvario: bentornato Blacky! Stefan Brennsteiner (3° +0.25'') segue il compagno di squadra a stretto giro. Buone chance per il Wunderteam austriaco per ritrovare quantomeno il podio: in casa manca dal 2021; la vittoria, al femminile, da ben 10 anni. Ultimo a vincere qui? Marcel Hirscher, ancora ai box. Non vedremo in seconda manche Lucas Pinheiro Braathen che inciampa sul muro: era uno dei grandi attesi di giornata. Sono tre i ticket staccati dagli Azzurri: Luca DeAliprandini (18° +1.70'') da cui ci si aspetta di più in seconda. Alex Vinatzer (21° +1.78'') perde un secondo sul muro e contiene nel pianoro finale. Giovanni Borsotti (28° +2.35''): il migliore sul muro, sciupa tutto nell'ultimo tratto. Filippo Della Vite forza molto in anticipo le linee sulle porte, causando un distacco elevato e la mancata qualifica. Peccato per Giovanni Franzoni, che manca la top30 per appena due decimi.

Slalom Gigante femminile, II manche. Strepitosa Julia Scheib! La sciatrice austriaca vince la prima gara in carriera tra le mura amiche di Soelden. Un grande talento, da sempre sotto gli occhi di tutti ma spesso avaro al momento della raccolta. II° manche perfettamente gestita da Scheib, che riporta la bandiera austriaca sul gradino più alto del Rettenbach dopo il successo di Anna Fenninger nel 2015. Paula Moltzan (2° +0.58'') fa paura: l'americana scende come una furia anche in seconda manche recuperando sette decimi a Scheib. La 31enne del Minnesota guida ''lo squadrone che tremare il mondo fa'': ben sei atlete statunitensi nelle prime 20, un risultato davvero strabiliante! Podio n° 101 per Lara Gut-Behrami (3° +1.11'') che anticipa di tre decimi Mikaela Shiffrin (4° +1.42''). Passi indietro per Alice Robinson (8° +1.89''), imprecisa anche in II manche, e Lara Colturi (7° +1.76'') che sbanda a più riprese perdendo tre posizioni rispetto alla classifica parziale. Gli unici punti portati a casa dall'Italia portano il nome di Asja Zenere (17° +2.76'') che migliora di tre posizioni il risultato della scorsa stagione. Woman of the Day: Erika Pykalainen (22° +3.33'') che si qualifica col pettorale più alto di giornata, il 42, su un ghiacciaio già di per sé eroico.

Slalom Gigante maschile, II manche. Vince Odermatt in una giornata sempre più complicata per gli uomini. Raffiche e neve costringono la partenza a slittare di un'ora, con gli addetti ai lavori costretti agli extra sul Rettenbach. Le condizioni proibitive non impediscono a Re Odi di vincere la prima gara stagionale. Partenza coi fiocchi anche per Marco Schwarz (2° +0.24''): Blacky si concede qualche lacrima sul podio, dopo la via crucis degli ultimi due anni. Il polivalente austriaco era uno degli avversari più quotati di Odermatt, salvo poi consumarsi nel carosello del calendario della Coppa del Mondo. Non è raro trovare un norvegese sul podio a Soelden: dopo il trittico dell'anno scorso, si è ripetuto il solo Atle Lie McGrath (3° +0.27''). Il norvegese sfrutta l'assenza del compagno Steen Olsen e recupera 5 posizioni: podio N.16 in carriera. A squarciare parzialmente le nubi nere che incombono sulla nazionale italiana ci pensa Alex Vinatzer (8° +1.02''): gran bella seconda manche del gardenese che agguanta la Top10 alla quale speriamo ci abitui spesso. Luca DeAliprandini (22° +2.14'') retrocede di qualche posizione: è parso un po' in ritardo di condizione. Passi avanti per Giovanni Borsotti (24° +2.55''), che conferma la confidenza col muro di Soelden concedendo una buona prestazione. Man of the Day: Flavio Vitale (10° +1.08''). Vi avevamo accennato nella Guida della new wave di atleti francesi che tanto hanno fatto parlare ai mondiali juniores: Vitale, classe 2005, centra la prima Top10 in carriera. Tanto dinamismo, tanta intraprendenza, il ragazzo sembra avere le molle nelle gambe. Atleta assolutamente da seguire con la lente d'ingrandimento.

Odermatt Soelden
Marco Odermatt vince la sua gara N.46. Eguagliato il mito Marc Girardelli.

SPAZIO ITALIA. Inutile nasconderci dietro la Top10 di Vinatzer: Soelden è stata per i tre quarti un disastro. Goggia purtroppo sembra essere ancora una volta un'atleta da 0 o da 100: in una disciplina come il gigante, a meno che tu non sia Odermatt, difficilmente ripaga. Non basta una gara a dirlo, ma il vuoto lasciato da Bassino e soprattutto Brignone deve preoccupare! Se si arriva ad autoconvincersi che il 17° posto di Zenere - comunque bravissima, su una pista molto dura - sia un risultato accettabile, forse il problema sta alla base. Anche questo weekend si sono portate 9 atlete raccogliendo 0 punti: ne vale davvero la pena? Gli Stati Uniti hanno dimostrato di non avere solo Shiffrin; Moltzan può spaccare le montagne, Nina O'Brien ha fatto il miglior tempo della II° manche, Hensien e A.J. Hurt hanno chiuso a ridosso della Top10. L'Italia invece è rimasta inerme a guardare la piena del fiume pronta a travolgerla. Per la nazionale maschile nulla da dire: son stati bravi, alcuni anche sfortunati - vedi la qualificazione sfumata a Franzoni di pochissimo -. La verità rimane però la stessa: i nostri giovani ci sono? Al momento la risposta è no. Della Vite deve dimostrare di aver scacciato i fantasmi: a livello di potenziale è il più forte, mentre nel femminile sfumata Lara Colturi c'è Collomb che però ha preso 5" in prima manche. CINQUE!

  • Rimini, 5/8/1996. Ama il calcio romanzato e gli sport del circo bianco. Pare abbia imparato prima a sciare che a camminare e nel tempo libero è un professore di Educazione Fisica. Il suo sogno? Esordire con la nazionale di San Marino per dichiarare il suo amore al 'Loco' Bielsa nella futura amichevole con l'Argentina.

pencilcrossmenu