
Mykhailo Mudryk non è scomparso
Da potenziale crack del Chelsea, l'ucraino è squalificato per doping e pensa di passare all'atletica.
36,63 km/h: a Mykhailo Mudryk sono bastati una manciata di minuti all’esordio in Premier League contro il Liverpool, il 21 gennaio 2023, per diventare il giocatore più rapido di quella stagione del torneo inglese. La velocità è sempre stata la sua arma principale, anche più di molte altre che avevano fatto gola a molti club d'Europa: sembra passata un’eternità da quei momenti, ma da allora la vita e la carriera sportiva dell’ucraino ha imboccato una discesa ripida, incontrollabile, dai contorni tragicomici.
Mudryk è arrivato a Londra per una cifra astronomica: il Chelsea ha investito ben €100 milioni tra parte fissa e bonus, trascinato in un’asta estenuante con l’Arsenal. Allo Shakhtar Donetsk aveva già mostrato lampi di grande talento sotto la guida di De Zerbi, che lo aveva più volte definito come un futuro Pallone d’Oro. La vittoria del trofeo assegnato da France Football poteva sembrare ancora lontana, ma era fuori discussione che Mudryk fosse uno dei migliori prospetti sfornati dal calcio ucraino nel post Shevchenko, o quantomeno che potesse fare la differenza anche in Premier League.
Complice anche un impianto di gioco costruito ad hoc per esaltarlo dall'attuale tecnico del Marsiglia, lo Shakhtar aveva conquistato 20 vittorie e 5 pareggi nel campionato ucraino 2021/22, prima che l'invasione della Russia della guerra facesse crollare tutto, in campo e fuori. Le certezze furono spazzate via da un giorno all’altro, come ha ricordato più volte lo stesso De Zerbi: "L'Ucraina mi ha segnato profondamente. Stavo lavorando a un grande progetto. Quello Shakhtar, pieno di talenti e di gioventù, era la squadra dei miei sogni. C'erano le premesse per emergere anche a livello internazionale. È stato spazzato tutto via dalle bombe”.
Mudryk era la stella di una squadra piena di talento: c’erano Trubin, Dodô, un giovanissimo Sudakov, Solomon e Neres. Tutti giocatori di alto livello per il campionato ucraino, costretti a lasciare il Paese per tutelare la propria sicurezza e le proprie carriere. La cessione di Mudryk non fu solo un affare sportivo, ma rappresentò anche una mossa cruciale per la sopravvivenza economica dei neroarancio. Tra danni alle infrastrutture, interruzioni delle attività sportive e calo degli introiti, lo Shakhtar aveva subito pesanti perdite a causa della guerra. A questo si aggiungeva l’obbligo di saldare circa €40 milioni di debiti per rispettare il Fair Play finanziario ed evitare l'estromissione dalle competizioni europee.
Contemporaneamente, la sospensione dei contratti di giocatori e allenatori stranieri da parte di FIFA, nel 2022 aveva costretto il club a perdere molti calciatori senza ottenere alcun introito. Dei €100 milioni versati nelle casse ucraine in cambio di Mudryk, 25 furono destinati al progetto Heart of Azovstal, volto a sostenere le famiglie dei soldati caduti nella difesa di Mariupol, come confermò il presidente Rinat Akhmetov.
La numero 10, riservata a Mykhailo all'arrivo al centro sportivo di Cobham, sanciva subito la sua centralità e le aspettative. In un Chelsea fatto di eccessi e sovrabbondanza, il suo inserimento andava a ingolfare un reparto offensivo già saturo: Hudson-Odoi, Sterling, Madueke, Pulisic, Ziyech, Joao Felix, Havertz, Broja, Fofana e Aubameyang. Mudryk arrivava in un tritacarne tecnico e psicologico, in un contesto di squadra lontano anni luce dallo Shakhtar di De Zerbi.
Il 2022/23 del Chelsea inizia agli ordini di Tuchel, che aveva riportato i Blues sul tetto d’Europa conquistando la Champions League a Porto, a cui venne dato però presto il benservito per una preoccupante altalena di risultati. Oltre alle sconfitte con Leeds e Southampton in campionato, fu la caduta all’esordio in Champions League contro la Dinamo Zagabria a risultare fatale. La scelta del nuovo manager ricadde su Graham Potter, tra le migliori promesse delle panchine d'Inghilterra, pagato profumatamente (in pieno stile Chelsea) per strapparlo al Brighton.
In crisi di risultati, in preda a una crisi di panico repressa da una bulimica serie di acquisti, sotto Potter la squadra si inabissò ulteriormente. Nonostante un avvio incoraggiante – 5 vittorie nelle prime 6 partite tra campionato e coppa – nelle successive 19 partite della Premier League 2022/23 Potter perse 8 gare, ne pareggiò 7 e si dovette accontentare di sole 4 vittorie. Troppo poco per giustificare tutti i milioni spesi, con la proprietà che decise di operare il secondo esonero stagionale.
A stagione ormai compromessa, la panchina passò a Lampard. Il ritorno di Frank a Stamford Bridge da allenatore non fu dei migliori: 1 sola vittoria nelle 9 gare disputate e un campionato concluso al 12° posto, con conseguente esclusione dalle competizioni europee, cosa che non accadeva dal 2016/17.
In tutto questo, qual era il rendimento di Mudryk? La crisi del Chelsea non lo aiutò, e le pressioni mediatiche aumentarono la difficile integrazione in Inghilterra. Con 17 presenze tra Premier League e Champions League, l’ucraino riuscì a servire solamente 2 assist, confermando le fatiche di adattamento a un contesto instabile e deleterio: nessun giocatore del Chelsea riuscì ad andare in doppia cifra tra tutte le competizioni, in quell’anno.
Mudryk, d'altro canto, condivise parte delle responsabilità. Joao Felix, arrivato a gennaio insieme a lui, collezionò appena 3 presenze in più ma fu almeno capace di segnare 4 gol. La partita che meglio riassume la situazione dell'ucraino fu quella col Manchester United a Old Trafford (4-1). Mudryk, alla ricerca del primo gol col Chelsea, fallì un’occasione colossale davanti a De Gea, finendo per essere subissato di critiche da tifosi e stampa. Le accuse erano ricorrenti: poca concretezza sotto porta, troppa indisciplina tattica, la sensazione che le sue prestazioni fossero limitate da una preoccupante fragilità mentale.
Gli stessi segnali emergevano anche con la maglia dell’Ucraina: il primo gol con la nazionale maggiore, nelle qualificazioni per gli Europei contro Malta (17 ottobre 2023), arrivò oltre un anno dopo il suo esordio coi "grandi" (1 giugno 2022), nonostante un ruolo centrale negli schemi dell’Ucraina e le 15 presenze accumulate fino al momento.
Il rendimento insufficiente sul campo, per Lampard, appariva molto diverso dall'impressione maturata dagli allenamenti quotidiani. Al termine della sua seconda parentesi da allenatore al Chelsea, così l’inglese definì Mudryk: “Ci allenavamo molto e lui è un finalizzatore compulsivo, in senso positivo: dopo l’allenamento voleva sempre tirare in porta. È un finalizzatore molto bravo e so che finora non lo abbiamo visto pienamente”.
Con la seconda stagione - la prima completa in Premier League - Mudryk iniziò a trovare un minimo di continuità. La panchina passò a Pochettino, che riportò una parvenza di stabilità in un contesto ancora caotico. Nel frattempo, il club continuava a spendere senza imporsi alcun limite: dopo gli oltre €630 milioni investiti nella stagione precedente, secondo Transfermarkt, i londinesi ne spesero altri 460: Caicedo, Nicolas Jackson, Nkunku e Cole Palmer i nomi principali.
Per rimanere all’interno dei paletti imposti dal Fair Play Finanziario, il Chelsea decise di far firmare ai nuovi acquisti contratti straordinariamente lunghi: Mudryk fino al 2031, Enzo Fernández al 2030, ma anche Wesley Fofana e Benoît Badiashile al 2029. Il costo del cartellino avrebbe pesato meno sul bilancio della singola stagione, ma sarebbe stato ammortizzato su più esercizi: una pratica resa possibile dal regolamento inglese, che - a differenza delle norme UEFA, che fissano a 5 anni la durata massima dei contratti - consente di stipulare accordi così duraturi.
Il Chelsea riuscì a risalire fino al 6° posto in Premier League, respirando nuovamente l’aria d’Europa, ma Pochettino decise comunque di lasciare al termine della stagione. Mudryk, dal canto suo, trovò più ritmo e spazio nelle rotazioni dell’allenatore argentino. Le sue presenze si concentrarono quasi interamente in Premier League (31 gettoni, a cui si aggiunsero 10 apparizioni tra FA Cup e Carabao Cup), ma fu comunque punzecchiato dal manager dopo la titolarità trovata in una delle prime uscite stagionali, uno scialbo 0-0 col Bournemouth, in cui l’apporto dell’ucraino fu praticamente nullo. "Deve ancora imparare, la Premier League è molto veloce. Penso che si tratti di capire meglio il gioco, cercare a volte di essere più collegato con la squadra”.
Non era la prima volta che Mudryk veniva additato di non essere ancora pienamente consapevole del livello della Premier League. Lampard lo aveva ripreso sul piano dell'atteggiamento, come se al giocatore mancasse l’applicazione giusta per meritare la giusta considerazione. Le parole di Pochettino risvegliarono l’orgoglio di Mudryk: trovata la prima rete col Chelsea nell’ottobre 2023 col Fulham, l’ucraino riuscì a migliorare il proprio score personale rispetto all’anonima mezza stagione d’esordio.
41 presenze tra tutte le competizioni, 7 gol – 5 in Premier League – e 4 assist: un progresso evidente rispetto alla seconda metà di 2022/23, ma ancora insufficiente per mettersi al riparo da critiche e fischi, con la sensazione che il talento si accendesse solo a sprazzi, senza vera costanza.
Era ormai chiaro che Mudryk avesse esaurito le chance per convincere allenatore, società e tifosi. Maresca, subentrato nel giugno 2024 alla guida del Chelsea, non lo considerava un titolare, confinandolo a giocare nei giovedì di Conference League (3 gol nelle prime serate infrasettimanali europee, ma contro squadre a malapena competitive).
Il 17 dicembre 2024 segna un punto di non ritorno per Mudryk: l’ala ucraina risultò positiva al meldonium, sostanza sviluppata in Lettonia negli anni ’70 e inserita dal 2016 nella lista delle sostanze vietate dal WADA, a seguito di numerosi casi di uso nello sport. L’assunzione del meldonium ha grandi benefici sulla circolazione sanguigna: favorisce un maggiore trasporto di ossigeno. Nei giorni precedenti alla notizia, Mudryk aveva saltato 5 partite con il Chelsea, con il club che aveva parlato in maniera molto generica di un "periodo di malattia".
La realtà dei fatti, però, era ben diversa: il Chelsea attendeva gli esiti da parte della Football Association, dopo un primo riscontro positivo in un esame delle urine. Nonostante le dichiarazioni di innocenza del calciatore, gli venne precluso di allenarsi con il resto della squadra, venendo sospeso provvisoriamente dalla FA in attesa dei risultati delle controanalisi. Il 18 giugno 2025, il verdetto definitivo: confermata l’accusa iniziale.
Come Mudryk è entrato in contatto con il meldonium? La più curiosa teoria riguarda una mucca: secondo il giornalista ucraino Igor Burbas, l’ala ucraina sarebbe stata sottoposta a un trattamento con cellule staminali durante un ritiro con la Nazionale, per accelerare il processo di guarigione di un fastidio che si trascinava da molto tempo. Il problema, però, risiederebbe nella provenienza delle cellule staminali: sembra infatti che fossero state prelevate da una mucca che potrebbe essere entrata in contatto con il meldonium, trasmettendo involontariamente la sostanza al giocatore.
Un’ipotesi da confermare, ma che acquista credibilità se si considera che si tratterebbe dell’unica procedura medica a cui Mudryk era stato sottoposto nei 18 mesi precedenti. Con la conferma delle controanalisi, Mudryk rischia addirittura una squalifica per 4 anni. La difesa legale del calciatore si è cautelata con l’assunzione della Morgan Sport Law, stesso studio legale che ha fatto gli interessi di Paul Pogba quando il francese era alle prese con un caso simile.
Tuttavia, nonostante il rischio di una seria squalifica dal calcio, la storia sportiva di Mudryk non si è fermata qui. Ha preso anzi una piega inattesa, che rende il suo percorso quasi romanzesco: come riportato dalla testata ucraina UNN e ripreso da Marca, Mudryk starebbe valutando di reinventarsi come velocista, con l’obiettivo di qualificarsi ai Giochi Olimpici di Los Angeles 2028.
Una notizia che ha del clamoroso, ma che troverebbe riscontro nei suoi allenamenti recenti, svolti al fianco della nazionale ucraina di atletica, sotto la supervisione di ex atleti olimpionici. Non è ancora chiaro su quale distanza Mudryk voglia cimentarsi, ma i primi dati diffusi da APL (Athletic Propulsion Labs) parlano di picchi di velocità fino a 36,67 km/h. Dalla velocità grezza a una pista olimpica il passo è tutt’altro che breve: per strappare un biglietto per Los Angeles, Mudryk dovrà non solo rispettare i minimi imposti da World Athletics, ma anche battere la concorrenza interna: Pohorilko sui 400 metri, Sokolov nei 100 e 200 e Stepanov sugli ostacoli sono gli atleti ucraini più accreditati.
Il futuro di Mudryk è quindi tutto da scoprire. Quello che resta è la parabola sportiva di un calciatore che sembrava destinato a rappresentare l'Ucraina in giro per il mondo. Lo ricorderemo come uno dei simboli dell’euforia cieca del mercato del Chelsea, finito per soccombere sotto l’insostenibilità delle aspettative dell’ambiente e a fare i conti con una squalifica per doping. Mudryk rimarrà legato al Chelsea ancora per molto tempo, visto il contratto chilometrico, ma rivederlo a Stamford Bridge in maglia Blues avrebbe del clamoroso.
La storia di Mudryk non è solo quella di un calciatore decaduto, ma di un atleta che potrebbe ancora sorprendere tutti. Le luci della Premier League e il caos del Chelsea lo hanno probabilmente messo in soggezione, arrivando a farlo dubitare del proprio talento. La velocità, il suo segno distintivo su un prato verde, rimane ancora la speranza a cui aggrapparsi: riciclarsi come velocista è il segno, nel suo paradosso, di un talento che può trovare una forma definitiva, se non per lampi di qualche secondo.
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