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Atalanta Milan 1-1
, 28 Ottobre 2025

Atalanta-Milan 1-1, Considerazioni Sparse


Molta corsa, tanto fisico, poca fantasia: pari e patta tra Atalanta e Milan.

Massima intensità a Bergamo, dove Atalanta e Milan si affrontano in una sfida ad alta tensione. La squadra di casa cerca una vittoria dopo la prestazione opaca contro la Cremonese, conclusa con un pareggio all’ultimo respiro firmato da Brescinani. I rossoneri, reduci dal deludente 2-2 casalingo contro il Pisa, hanno bisogno dei tre punti per restare agganciati alla vetta. Juric contro Allegri è una sfida che, come da pronostico, non regala calcio champagne nonostante buone dosi di agonismo e concretezza. La Dea conferma una mancanza di ambizione lampante, i rossoneri, invece, vedono scappare il Napoli a +3, sperando di invertire presto la rotta già domenica contro la Roma.

Bastano pochi minuti perché il Milan trovi il vantaggio con Samuele Ricci, finora oggetto misterioso, ma ora in crescita dopo aver sfruttato lo spazio lasciato dall’infortunio di Rabiot. L’Atalanta risponde con un undici offensivo che propone il tridente Lookman–De Ketelaere–Pasalic, con il croato impiegato da treuartista a schermare il compagno di nazionale Modric: una formazione che richiama da vicino la filosofia gasperiniana senza però l’efficienza e la stravolgente forza che avevano sotto quest’ultimo. Il gol rossonero accende la partita, che si conferma intensa e combattuta. Occasioni a senso unico nei primi 45, con De Roon costretto ad abbandonare il campo per un problema muscolare. La formazione di casa cresce alla distanza e, quasi allo scadere del primo tempo, trova il meritato pareggio con Ademola Lookman: primo gol stagionale per lui, al termine di un’estate tutt’altro che semplice.

Il secondo tempo si apre con un cambio interessante: fuori Leão, dentro Nkunku. Il modulo del Milan resta invariato, ma cambia l’interpretazione del gioco. Il francese si posiziona largo a sinistra, pronto a sfruttare la sua rapidità tra le linee. L’1-1 maturato nei primi 45' sembra, almeno in avvio di ripresa, accontentare entrambe le squadre, che dopo la grande intensità mostrata nella prima frazione abbassano inevitabilmente i ritmi. D’altronde, il turno infrasettimanale lascia sempre qualche scoria, e la stanchezza comincia a farsi sentire. Lookman, per la prima volta in stagione, oltre al gol resta in campo per tutti i 90', segnale importante per un giocatore che sta cercando di ritrovare la brillantezza e la continuità mostrate negli ultimi anni. L’attaccante nigeriano, spesso discontinuo ma sempre capace di accendere la partita con una giocata, stavolta abbina impegno e disciplina tattica, offrendo una prestazione completa. I secondi quarantacinque minuti, tuttavia, scorrono senza grandi vampate, lasciando in eredità solo qualche segnale incoraggiante per i due allenatori. Entrambe le squadre sembrano quasi accettare il risultato, consapevoli di non avere più l’energia per forzare il finale. Un pareggio, insomma, che non esalta nessuno ma non danneggia troppo - una di quelle serate in cui si preferisce non perdere piuttosto che rischiare tutto per vincere.

L’Atalanta, più del Milan, avrebbe meritato qualche punto in più al triplice fischio di Doveri. Non tanto per il numero di occasioni create, quanto per la voglia mostrata di ribaltare una gara complicata. Per Juric, però, resta la sensazione di un gruppo che fatica ancora a ritrovare la propria identità offensiva: il ritmo e la cattiveria dei tempi migliori sono solo a tratti riconoscibili. Eppure, il materiale c’è. Servirà tempo, pazienza e qualche vittoria pesante per ridare entusiasmo a un ambiente che sogna di tornare stabilmente nella corsa alle prime 4 posizioni. Juric, del resto, conferma ancora una volta la sua indole: le sue squadre non si arrendono mai, ma spesso faticano a chiudere le partite. Chiedere referenze a Torino, sponda granata. Sul fronte Milan, le attenuanti non mancano: le assenze pesanti e la stanchezza mentale dopo il passo falso con il Pisa si sono fatte sentire. La squadra di Allegri ha mostrato solidità, ma è mancata la scintilla, l’imprevedibilità, quel tocco di genio necessario per scardinare una difesa ben organizzata come quella bergamasca. Senza Leão per gran parte della gara, il Milan ha perso in estro e velocità, affidandosi più alla gestione che alla creazione. L’impressione è che manchi ancora qualcosa in termini di fluidità offensiva e di coralità nel gioco.

In conclusione, la sfida della New Balance Arena lascia entrambe le formazioni in bilico tra soddisfazione e rimpianto. Un punto che muove la classifica ma non sposta gli equilibri. L’Atalanta resta una squadra solida ma non ancora brillante; il Milan, invece, deve ritrovare idee e incisività per continuare a inseguire la vetta. La sensazione comune è che, da questa sera, nessuna delle due esca davvero sconfitta — ma nemmeno vincitrice.

  • Giornalista e aspirante comunicatore sportivo. Scrivo di calcio, politica internazionale e cinema cercando di unire queste mie passioni in un unico grande racconto.

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