
Real Madrid-Barcellona 2-1, Considerazioni Sparse
Il Real Madrid rompe la maledizione e si aggiudica il Clásico nel segno di Bellingham.
Nel corso della stagione passata il Real Madrid aveva faticato e non poco contro il Barcellona: 4 partite, 4 sconfitte - di cui due finali -, 16 i gol subiti e solo 7 le reti segnate. Il Clásico sembrava stregato, per los blancos. La partita del 10° turno della Liga 2025/26 si presentava come un'occasione ghiottissima non solo per rompere la maledizione, ma anche per tentare la fuga ai danni dei catalani. La classifica recitava, prima del fischio d'inizio, Real Madrid 1° a 24 punti seguito proprio dal Barcellona, a -2. Il Clásico non è e non sarà mai una partita come le altre, ma al Bernabeu, per il Real, pesava davvero tanto. Ed proprio quando ci si gioca tanto che i fuoriclasse emergono e fanno la voce grossa, come nel caso di Bellingham. L'inglese, autore di una prestazione formidabile, decide il terzo Real Madrid-Barcellona della sua carriera, confermando di trovarsi a suo agio quando gli avversari vestono blaugrana.
Il primo tempo è stato intenso, ricco di emozioni. Il Real rischia subito con due svarioni di Huijsen, ma dopo nemmeno 120" l'arbitro fischia un calcio di rigore in favore dei padroni di casa. Il penalty viene però revocato dal VAR: non è Lamine Yamal a fare fallo, bensì è Vinicius a calciare il piede dello spagnolo. In seguito a questo evento, il Barcellona sembra prendere il controllo del match, girando il pallone in lungo e in largo senza però riuscire a trovare il varco giusto. Al 10' Mbappe avvisa Szczesny: con una saetta scoccata da più di trenta metri - seppur in posizione di fuorigioco -, gli basta pochissimo per far male. Pochi giri d'orologio più tardi, non c'è offside che tenga: Bellingham trova un filtrante visionario, l'ex PSG infila la retroguardia avversaria ed è glaciale vis a vis con il portiere polacco: il Real la sblocca e il Bernabéu esplode. Il Barcellona pare poco oliato, macchinoso, non in serata, ma grazie ad un recupero alto agevolato da una grave imprecisione di Guler riporta il risultato in parità. In rete Fermín López, particolarmente in forma di recente. Tuttavia, la squadra di Xabi Alonso riesce a rimettere il musetto davanti prima di tornare negli spogliatoi: in seguito ad una palombella apparentemente innocua offerta da Vinicius, Militão svetta su Baldè e Bellingham colpisce solo soletto nell'area piccola. Il Real è meritatamente in vantaggio all'intervallo.
La ripresa sembra procedere sulla falsa riga emotiva della prima frazione di gioco, con il VAR che giudica irregolare un tocco col braccio commesso da Eric García. Mbappe, che questa sera sembra implacabile, però, si fa ipnotizzare dal dischetto da Szczesny. È qui che il Barcellona può ribaltare l'inerzia a proprio favore. Dopo aver subito un goal a pochi minuti dall'intervallo, un rigore trasformato avrebbe steso mentalmente qualsiasi squadra. Ma il portiere polacco offre alla squadra di Hans Flick la possibilità di rialzare la testa, tenendo a galla i suoi. Pedri e compagni riprendono il pallino del gioco, ma il Real è attentissimo in fase di non possesso. Militão è granitico, dalle sue parti non si passa. Il cronometro scorre inesorabilmente, e i possessi blaugrana si fanno sempre più confusionari, approssimativi e frettolosi.
Al minuto 89, la retroguardia madrilena compie un ingenuità potenzialmente fatale e lascia a Koundé la possibilità di riacciuffare il pari. Tuttavia, tutto solo all'interno dell'area di rigore, il francese la stoppa goffamente con il petto e consegna la sfera a Courtois. Il Barcellona, durante tutti i novanta minuti, non è mai riuscito ad innescare i propri riferimenti offensivi con continuità, con l'estremo difensore belga mai realmente impensierito. A tempo scaduto, il più classico dei parapiglia finali certifica come il Barcellona non ne abbia più, fisicamente e mentalmente: il Real vince meritatamente questo Clásico, e si porta a più cinque sui rivali.
Udite udite: Lamine Yamal è un umano e può sbagliare una partita di pallone. Il che fa riflettere: lo spagnolo - che aveva infuocato gli animi già alla vigilia del match con delle dichiarazioni particolarmente pepate - ci ha abituato a standard talmente alti che ci fa strano vederlo spento in un big match. Lamine Yamal non è mai riuscito a pungere, sbagliando diversi palloni e risultando inefficace. Sarebbe però riduttivo concentrarsi solo sul talento classe 2007: l'intero Barcellona non è stato impeccabile. Il campionato è certamente lungo, ma 5 punti da recuperare cominciano a non essere pochi. Un fattore che può però far sorridere Flick è l'imminente rientro di Raphinha: i catalani hanno l'infermeria piena, e per rimontare questo Real hanno bisogno di ritrovare diversi giocatori attualmente infortunati.
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