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Napoli Inter
, 25 Ottobre 2025

Napoli-Inter 3-1, Considerazioni Sparse


Prestazione convincente della squadra di Conte: il Napoli batte l'Inter grazie ai centrocampisti.

Napoli-Inter è il quarto anticipo dell'8° di giornata di Serie A, un anonimo sabato di ottobre alle 18.00. Ma la sfida è soprattutto la sintesi delle ultime tre stagioni del campionato: due scudetti degli azzurri e una stagione da fantasmi e rivoluzione, una coppa tricolore alzata dai nerazzurri e cammini europei invidiabili, a dispetto dei risultati ottenuti. Chi vince va in testa da solo, aspettando la Roma impegnata a Sassuolo. Chi perde è già a 3 sconfitte in stagione, consapevole comunque che si è solo all'inizio e che per ora la classifica è equilibrata, ma conscio al contempo di avere margini di errore bassissimi nelle trenta partite che arrivano da ora in avanti. Un pareggio lascia il Milan in vetta e le considerazioni premature in attesa di una svolta che rinvii i giudizi. Come ha detto Chivu in conferenza stampa, "è importante ma non è decisiva".

Il Napoli si presenta con Neres prima punta - scelta che sa di bocciatura per Lucca, relegato in panchina - e tale si confermerà fino alla fine, con la punta ex Udinese che non entra in campo nei 90'; l'Inter con l'undici classico, con Bonny ancora titolare a sostituire Thuram infortunato. La novità di Conte paga in parte: Neres ha un avversario tosto come Acerbi e poche volte riceve palle in profondità per provare a mettere in difficoltà il difensore di Chivu; dal canto suo, l'Inter gioca palla sulle prime punte, ma il Napoli è molto più concentrato rispetto a qualche giorno fa ed è sempre pronto sulle marcature preventive. Il gol del vantaggio, calcio di rigore di De Bruyne, è nell'aria quando arriva, ma le avvisaglie di un ritorno dell'Inter sono forti da subito: un palo esterno, una traversa e un tiro che finisce di poco a lato di Lautaro, lasciano presagire un secondo tempo di arrembaggio ragionato da parte dell'Inter, complice anche l'abbassamento della linea offensiva della squadra di Conte, che toglie il belga autore del vantaggio per mettere Oliveira. Il Napoli ci capisce poco, e il duplice fischio dell'arbitro sembra il momento giusto per mettere a posto le idee.

La ripresa parte con i nerazzurri che provano subito a creare problemi alla difesa partenopea, ma Neres ha iniziato a muoversi diversamente sul fronte offensivo, spaziando di più e lasciando così spazio agli inserimenti dei centrocampisti. Proprio su un contropiede del Napoli, Spinazzola trova McTominay sulla linea del fuorigioco, che scarica dal limite dell'area un tiro nell'angolo opposto su cui nulla può Sommer. 2-0, partita che potrebbe finire in cassaforte, se non fosse che dopo pochissimi minuti Buongiorno prende il pallone col gomito sinistro nella propria area di rigore, e Calhanoglu tira un rigore perfetto che riporta l'Inter in partita.

A quel punto la gara si innervosisce: l'inerzia potrebbe passare dalla parte dei nerazzurri nei momenti a cavallo dello scambio da cinema tra Lautaro e Conte, ma la partita non fa che spezzettarsi ulteriormente e le distanze tra i reparti aumentano. E lì che Zambo Anguissa ne approfitta per chiudere la partita: su un azione partita da fallo laterale, il camerunese si infila tra le maglie della difesa di Chivu e rimane lucido quando arriva al limite dell'area per siglare il gol che mette il risultato su quello finale. A quel punto l'Inter sparisce dal campo, prova qualche giocata offensiva piazzando l'ex Zielinski a impostare, ma non trova mai la strada per trafiggere la difesa partenopea, complice un Juan Jesus nella sua versione migliore.

Ci sarà da riflettere per entrambe le squadre: l'Inter deve ragionare sui buchi e le amnesie in fase difensiva, che troppo hanno permesso alle due mezzali di Conte; mentre il Napoli deve spiegarsi la differenza tra la partita giocata a Eindhoven in settimana rispetto alla compattezza ritrovata stasera. Sarebbe facile additare tutto alla poca dimestichezza e sintonia di Antonio Conte con il doppio impegno, ma le radici dei problemi presentatisi martedì e apparentemente risolti stasera, devono trovare radici altrove. La squadra azzurra è ora prima in attesa della Roma di Gasperini, l'Inter è a soli tre punti dalla vetta - comunque vada per i giallorossi, che possono al massimo raggiungere il Napoli al primo posto - e ha poche altre possibilità di sbagliare, ma le prime otto giornate hanno già dimostrato quanto sia equilibrato e combattuto questo campionato, aspetto che potrebbe perdurare a lungo, e lasciare spazio a tutti per essere in corsa per il tricolore.

  • Danilo Cappella, classe 1988, tifoso del Napoli da prima di nascere.
    Calcio e scrittura le mie passioni più grandi, ma anche cinema e musica.

    Dopo Diego, ho creduto in una sola divinità, aveva la cresta e il 17 sulla schiena.

    Autore di un libro sulla passione di un tifoso partenopeo, a chi mi chiede quando mi passerà questa malattia, rispondo come farebbe Nick Hornby: "noi non supereremo mai questa fase".

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