
Roma-Viktoria Plzen 1-2, Considerazioni Sparse
Dopo un primo tempo shock, la Roma è ancora ferma a 3 punti in classifica dopo 3 giornate.
La Roma cade ancora in casa in Europa League e perde 1-2 contro il Viktoria Plzeň, restando ferma a tre punti nel maxi girone europeo. Se contro il Lille la sfortuna si era messa di traverso, tra rigori sbagliati e pali colpiti, la partita di ieri racconta tutt'altro. La squadra di Gasperini ha forse sottovalutato il match contro i cechi ed è entrata in campo molle, come ha sottolineato anche Dybala nel post partita: "Penso che oggi, al contrario della partita contro l'Inter, abbiamo creato meno. Siamo entrati male, ci hanno fatto due gol che poi diventano difficili da recuperare. Oggi in Europa tutte le squadre sono complicate da affrontare. Se sottovaluti le partite, succedono queste cose. Poi devi rimontare contro squadre che corrono tantissimo, che hanno giocatori di valore, che non si tirano indietro e ti lasciano spazi. Ma se non ne approfittiamo, se non siamo cattivi, non vinceremo mai". Un approccio sbagliato, quindi, forse figlio di un'Europa League che, con la nuova formula, non imprime quell'ansia tipica dei vecchi gironi e rende tutto meno accattivante.
Al 20', dopo un timido tentativo di Soulé dalla distanza, arriva la prima tegola: un errore nel rinvio del portiere ospite viene sfruttato da Prince Adu del Plzeň, che vince il duello fisico col giovane Ziolkowski, si infila in area dalla sinistra e batte il portiere con un gran tiro a giro. Il giovane braccetto destro polacco, che bene aveva fatto contro l'Inter, ha mostrato alcune lacune evidenti ed è stato infatti sostituito dopo pochi minuti da Gasperini. Niente di grave, è giovane e nel percorso di crescita gli errori si commettono. Rimane un giocatore su cui puntare. Tornando alla partita, la serata da incubo prosegue: due minuti dopo è già 0-2. Al 22' , il terzino Souaré riceve palla al limite dell'area e lascia partire un sinistro potente che sorprende la difesa romanista e batte Svilar sul palo lontano. La Roma appare in confusione, incapace di imporre un gioco efficace, e soffre soprattutto le transizioni e le iniziative degli ospiti. Ma non solo. Il Viktoria è una squadra giovane, ben organizzata e che copre molto bene gli spazi. L'arbitro, quindi, fischia la fine del primo tempo sul doppio svantaggio, in un Olimpico assai sorpreso.
Nella ripresa la Roma tenta, per forza di cose, una reazione. Al 54' arriva il gol che riaccende le speranze: su un fallo di mano in area ospite, viene assegnato un calcio di rigore, trasformato con freddezza da Paulo Dybala. Diciamo che dopo i tre rigori falliti con il Lille da Dovbyk e Soulé, farlo tirare all'argentino era l'unica scelta sensata. Dopo il gol la formazione di casa aumenta il pressing, cambia più volte assetto e prova a riversarsi nella metà campo avversaria ma continua a mostrare imprecisione nell'ultimo passaggio e poca concretezza sotto porta. Tanti tiri, poche conclusioni realmente pericolose: la squadra evidenzia ancora una volta la difficoltà nel segnare su azione.
Si potrebbe parlare di una banale serata storta. Eppure, l'aver iniziato la partita con gran parte della formazione titolare e ritrovarsi sotto 0-2 dopo 22' sottolinea come, in questa fase iniziale europea, la Roma stia vivendo la coppa quasi come un fastidio, nella convinzione che alla fine riuscirà comunque a qualificarsi alla fase successiva. Un atteggiamento pericoloso, che non aiuta una squadra che dovrebbe invece sfruttare queste sfide per trovare gol e soluzioni offensive da replicare poi in campionato. Soprattutto se le due punte, Dovbyk e Ferguson, non riescono a dare nessun apporto al match: timide sponde, qualche corsa e nessun tiro in porta, veramente troppo poco. Oltre al danno, anche la beffa: l'infortunio di Manu Koné, uscito a fine primo tempo per una botta rimediata alla caviglia, preoccupa non poco Gasperini, che nelle rotazioni del centrocampo centrale non può permettersi di perdere un giocatore di quel livello.
La rosa inizia a mostrare lacune e rallenta notevolmente la trasformazione completa della formazione in squadra gasperiniana. Le famose sovrapposizioni degli esterni non ci sono, l'attacco offre poca qualità nonostante una serie di buoni giocatori e il centrocampo non riesce ad essere incisivo in entrambe le fasi di gioco. La strada è lunga e in salita. Unica nota positiva della serata della Roma è il secondo tempo di Pisilli, entrato molto bene dopo un periodo in cui si era visto poco con voci di mercato che lo volevano fuori dal progetto. Le parole dei giocatori e del mister nel post partita sembrano evidenziare consapevolezza di cosa è andato storto in questa partita. L'Europa League è un obiettivo e bisogna entrare nelle prime otto per evitare di aggiungere partite insidiose in un calendario già fittissimo. I giallorossi adesso dovranno pensare al campionato per riprendere fiducia dopo due sconfitte consecutive. Due sfide, Sassuolo e Parma, che per la Roma dovranno trasformarsi in 6 punti per non perdere il ritmo.
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