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Giovane Hellas Verona
, 24 Ottobre 2025

È quasi magia Giovane


L'attaccante brasiliano ha avuto un grande impatto nelle gerarchie dell'Hellas.

Conosciamo tutti almeno una persona, giovane e non, che organizza i weekend e l'intera settimana in base al calendario calcistico tra Serie A, Champions League, Coppa Italia e campionati europei vari. "Esci sabato sera?" - "Guarda, in realtà gioca il Milan, che ne dici se ci troviamo in pub così ci do un'occhiata?". "Ci sei venerdì per un calcetto?" - "Si, ma prima di cena, alle 21 c'è l'anticipo della Premier...". "Vieni a pranzo da me domenica?" - "D'accordo, tanto alle 12:30 c'è solo Lecce-Sassuolo!". Almeno uno scambio del genere ci è capitato, a volte noi a chiedere e a volte noi a rispondere.

Di solito, le partite che non si vogliono perdere per niente al mondo sono i big match. Il derby di Roma, quello della Madonnina, Inter-Juventus. Diamo minor importanza alle partite di fascia medio-bassa. Non per cattiveria, ma vien da sé che le partite più appetibili siano quelle che coinvolgono le grandi squadre e i fuoriclasse: la probabilità di vedere una gran giocata, un tiro che si insacca all'incrocio dei pali o una punizione da stropicciarsi gli occhi sono più alte.

Giovane Verona
Eccone una.

Le grandi squadre sono quelle che per definizione si sfiderebbero per vincere i trofei, il blasone, per entrare nell'albo d'oro di questa o quella competizione. Naturalmente, si sta ragionando per stereotipi: ci sono anche squadre meno blasonate che restano incredibilmente interessanti. Il Como di Fabregas; il Sassuolo di Raspadori, Scamacca e Berardi; il Palermo di Miccoli, Pastore e Cavani; le prime Atalanta di Gasperini.

Quest'anno è approdato in Serie A un calciatore speciale, particolare. Non necessariamente più forte, ma diverso da tutti gli altri. Ed è proprio questo che stuzzica, che fa appassionare: la novità. Quando c'è qualcosa di nuovo, qualcosa di inaspettato, qualcosa che esce dall'ordinario, i calciofili - e gli sportivi in generale - si ricordano perché spendono tante ore davanti agli schermi per seguire ciò che li appassiona. Seguiamo lo sport in attesa del momento decisivo, di un gol al 90', di un buzzer beater, di un rovescio che stende l'avversario al tie break.

Ecco: Giovane Santana do Nascimento, meglio noto come Giovane, è uno di quei calciatori insoliti che da un momento all'altro possono trovare quella giocata decisiva. Uno di quei calciatori anormali, intriganti anche se spesso inconcludenti che ti potrebbero far declinare un aperitivo per guardare Parma-Hellas Verona.

Giovane Verona
La nostra reazione alle prime giocate di Giovane in Serie A.

Personalità, tecnica, potenza... e tanta imprecisione!

Giovane arriva nell'estate 2025 all'Hellas Verona da (quasi) totale sconosciuto: cresciuto nelle giovanili del Red Bull Brasil, ha smesso di giocare per poi riprendere l'attività a 17 anni. Nell'ultima annata prima di approdare in gialloblù ha militato al Corinthians, disputando 26 partite e mettendo a segno due reti. Un bottino che non entusiasma.

Sogliano decide però di puntarci: una presa delle sue, a parametro zero, dando la possibilità ad un attaccante brasiliano qualunque di farsi vedere in Europa, in uno dei campionati comunque più importanti.

L'estate degli scaligeri è complicata: lasciano Tchatchoua, Duda, Coppola, Ghilardi, Tengstedt, Lazovic e Dawidowicz. Rispettivamente: esterno destro titolare, equilibratore del centrocampo, i due di maggior prospettiva dell'intera rosa - i centrali italiani, accasatisi a Brighton e Roma -, il bomber della squadra (6 reti nella scorsa Serie A), il capitano sul campo e quello nello spogliatoio. Tante cessioni, quasi tutte incredibilmente impattanti nell'economia della rosa. Sono partiti giocatori di spessore per una realtà come l'Hellas Verona, che davano carattere e personalità a una squadra in ogni caso fragile e con pochi punti fermi.

Se a ciò aggiungiamo il gravissimo infortunio rimediato da Tomáš Suslov nel corso dell'estate - rottura del legamento crociato anteriore del ginocchio sinistro -, il Verona ha dovuto approcciare il 2025/26 con poche certezze e tanti punti interrogativi.

In questo contesto si è inserito Giovane. E si può dire che, fin da subito, è riuscito a dimostrare che a questi livelli ci può stare. Cosa non da poco, per un 2003 che non ha mai giocato in Europa. Il brasiliano si è imposto non solo in quanto a minutaggio - in campionato è partito titolare 7 volte su 7 -, ma anche per centralità nel gioco degli scaligeri: Giovane tocca molti palloni (quasi 38/90', nell'88° percentile se si considerano gli attaccanti dei top 5 campionati europei).

Giovane Verona
A Giovane piace agire allargandosi a destra.

Il #17 è dunque un riferimento offensivo al quale piace accentrare il gioco su di sé e gestire molti palloni: è difficile che si scolleghi mentalmente dal match. La sua presenza è stata fin da subito determinante: non avendo a disposizione Suslov, pedina che consentiva a Zanetti di collegare centrocampo ed attacco, un attaccante che si abbassa a riceve palla e che aiuta l'uscita del Verona dalla prima costruzione calza a pennello.

Non è un caso se il tecnico gialloblù si sia affidato immediatamente non solo a Giovane ma anche a Gift Orban, altro acquisto dell'estate gialloblù in prestito con diritto di riscatto fissato a €9 milioni. In una squadra senza più diverse personalità di spicco, che ha visto salutare le principali colonne portanti della rosa, Zanetti ha bisogno di protagonismo. Anche se probabilmente Sarr rappresenterebbe il partner ideale per Giovane a livello di caratteristiche, per ora i titolari sono l'ex Corinthians e il calciatore di proprietà dell'Hoffenheim.

Giovane è un calciatore intraprendente, quasi fin troppo. Non si limita ad eseguire giocate scolastiche, tutt'altro: tenta spesso il dribbling, gli piace portare palla (21,89 conduzioni palla al piede a partita, nell'89° percentile delle Top 5 leghe d'Europa) e dà sfogo alla creatività. Per tifosi e spettatori neutrali è un attaccante divertente da vedere, dal quale non si sa mai cosa ci si può aspettare. Rende le partite dell'Hellas Verona più frizzanti, intriganti. D'altro canto, la sicurezza nei propri mezzi lo porta anche a commettere errori grossolani e a perdere palloni sanguinosi (più di 2 a partita, solo il 12% fa peggio!).

Una delle caratteristiche principali di Giovane è l'esplosività nel primo passo. Grazie alle accelerazioni brucianti riesce a mettere in difficoltà i difensori, girandoci attorno e nascondendo la sfera con successo. Se a ciò aggiungiamo l'ottima reattività e la spiccata rapidità con cui riesce a spostare il pallone in un fazzoletto e a calciare con potenza, Giovane risulta pericoloso in qualsiasi momento.

Giovane, contro la Cremonese, ha vinto il premio per l'MVP della partita.

Il brasiliano è una sorta di prestigiatore: imprevedibilità abbinata a una spiccata creatività, capacità di creare occasioni interessanti dal nulla e primo passo bruciante. A lui - e di conseguenza all'Hellas Verona - manca la ciliegina sulla torta, il centesimo per fare un euro, il tocco che permetterebbe di portare a termine i propri trucchi di magia: la freddezza. Il Verona è una squadra incredibilmente sprecona sotto porta: Giovane è una concausa dei tragici numeri offensivi dei gialloblù.

Giovane è 1° in Serie A sia per tiri in porta che per tiri totali. Peccato che, nonostante questo gran quantitativo di conclusioni effettuate, non sia mai entrato a tabellino. Il motivo è presto detto: se il suo compagno di reparto, Orban, è primo nella classifica dell'intero campionato italiano per quanto riguarda gli xG accumulati (3,7 via Opta), Giovane non rientra nemmeno in top 10 (1,3xG). L'ex Corinthians prova tante conclusioni di difficile realizzazione, da posizioni defilate e con un ampio coefficiente di difficoltà.

Tutto ciò probabilmente fa parte della sua indole: essendo un calciatore molto eccentrico e talvolta egoista, Giovane prova spesso conclusioni che difficilmente si insaccheranno. Non è da escludere che questa tendenza possa derivare da una ricerca istintiva di "visibilità" su un palcoscenico di maggior rilevanza rispetto al campionato brasiliano. Per ora, però, gli errori di Giovane e di Orban sotto porta pesano: il Verona è il peggior attacco del campionato a parimerito col Pisa di Gilardino nonostante sia la 6° squadra per tiri dell'intera Serie A, addirittura sopra a Milan e Roma (!).

Una schermata, via FBref, che si commenta da sola.

Malgrado i problemi realizzativi, però, Giovane è senz'altro una nota lieta per questo Verona. Zanetti ha trovato un titolare fisso assai partecipativo nella manovra: grazie alla sua creatività ed esplosività, il brasiliano rappresenta un'importante soluzione offensiva. Sarr potrebbe essere un compagno di reparto più congeniale alle sue caratteristiche, con lo svedese a riempire l'area e il brasiliano più mobile: per il momento, però, il tecnico vicentino sembra puntare forte su Orban.

La telenovela che vede protagonista il rapporto tra Giovane e la porta avversaria è una delle più grottesche di quest'inizio di Serie A. Per il momento, difensori e portieri non sono cascati nei trucchetti di magia proposti da Giovane. Chissà, però, che il brasiliano non riesca ad affinare i propri giochi di prestigio, riuscendo a pescare la carta giusta e ad insaccare, una volta per tutte, quel maledetto pallone.

  • Nato a Venezia nel 2003, studia Scienze della Comunicazione a Verona. Si è avvicinato al mondo del calcio grazie alle repliche delle partite di Serie A su Rai Sport e a quelle del PSG su Sportitalia.

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