
Real Madrid-Juventus 1-0, Considerazioni Sparse
Un gol di Bellingham decide in favore del Real Madrid un match più equilibrato del previsto; la Juve resta con qualche rimpianto.
In una serata in cui una disfatta non sarebbe stata del tutto sorprendente, la Juventus ritrova carattere e solidità al cospetto del Real Madrid, una delle favorite della Champions League. Certo, non è stata la prestazione del 2018, quando solo un rigore all'ultimo secondo negò ai bianconeri l'impresa dei supplementari, né la serata della standing ovation a Yildiz come fu per Del Piero; ma i segnali arrivati da Madrid sono incoraggianti per la squadra di Tudor. Al contempo, il Real esce dal match conscio di aver scampato il pericolo di un pareggio, per aver un po' mollato la partita dopo l'uno a zero.
Il primo tempo è già sintomo della ritrovata compattezza della Juventus, che non rischia quasi mai di prendere gol, sebbene provi raramente ad affacciarsi dalle parti di Courtois. Ci prova con un paio di tiri da fuori area la squadra bianconera, ma per il resto gli uomini di Tudor si limitano a difendere con ordine e disciplina. Il Real si fa vedere con qualche colpo di testa finito alto, ma solo dopo i primi trentacinque minuti, i blancos iniziano a fare sul serio e ad alzare il proprio livello di pericolosità: clamorosa la parata di Di Gregorio su Mbappé sul finire del primo tempo, dopo una rocambolesca ma al contempo pregevole giocata di Brahim Diaz.
Nella ripresa ci si aspetta l'assalto del Real Madrid, che invece ci mette tempo a rientrare mentalmente sul terreno di gioco, la Juve potrebbe approfittarne in un paio di occasioni ma non lo fa. Prima Kalulu, molto attivo - con alterne fortune - sulla fascia destra, si trova in ottima posizione ma colpisce con poca convinzione il pallone che si spegne sulla difesa avversaria, poi Vlahovic si ritrova a tu per tu con Courtois dopo una corsa palla al piede di 60 metri, ma sul più bello si fa ipnotizzare dal portiere belga e calcia male permettendo al numero uno del Real di salvare il risultato. La più classica delle leggi del calcio - gol mangiato, gol subito - si manifesta poco dopo. "Isolamento" per Vinicius, che parte in azione personale, salta un paio di uomini della difesa della Juve - impreparata e troppo morbida sul 7 del Real - e colpisce il palo, sulla respinta si avventa Jude Bellingham che segna il gol che deciderà il match.
A quel punto si potrebbe pensare che la partita finirà in goleada, ma la Juve non esce dal campo. Continua a limitarsi a difendere - prestazione eccellente quella di Gatti - e non riparte quasi mai, ma il Real non affonda, tranne in un'occasione, in cui Di Gregorio si esalta nuovamente. La nuova struttura della Champions League lascia sempre pensare alle "prime della classe" che il turno a girone unico sarà agevole da passare, che sia arrivando nelle prime otto o con un turno in più, e forse il Real Madrid si ingarbuglia in questo pensiero, perché negli ultimi dieci minuti perde campo e pallino del gioco, e la Juve potrebbe anche pensare di approfittarne. In un paio di situazioni i bianconeri sbagliano la scelta decisiva, l'ultimo passaggio o controllo, ma è sui piedi di Openda, dopo un bellissimo scambio con David, che arriva la palla del pareggio; il belga, però, tira frettolosamente e spreca l'occasione decisiva.
La squadra di Tudor ci prova fino alla fine - come motto insegna - guadagnando due calci d'angolo nei minuti di recupero, ma non trova l'uno a uno. Esce sicuramente dal campo a testa alta, ma vale la pena porsi il dubbio se tenere in campo fino all'ultimo Yildiz o comunque un giocatore offensivo in più avrebbe potuto cambiare il corso degli eventi, dato che il Real Madrid aveva mostrato segni di sbandamento e di deconcentrazione in fase difensiva. Ora i punti per i bianconeri sono due in tre partite, la strada per la qualificazione è in salita ma il cammino non è nemmeno a metà. Dal canto loro, invece, i blancos sono a punteggio pieno nonostante non siano sembrati irresistibili, il che li rende forse ancora più pericolosi.
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