
Qurban Qurbanov è l’anima del Qarabag
Alla scoperta della guida tecnica e del punto di riferimento del club azero da 17 anni.
Un allenatore su tutti si è preso la scena nelle prime due giornate di Champions League 2025/26: Qurban Qurbanov. Ancor più meritevole di menzione è il mister azero se si considera che non si tratta di una new entry o di un esordiente nella competizione: al Qarabag, con quel ruolo, Qurbanov c'è da poco dopo che l'Italia di Donadoni si fermò ai rigori contro la Spagna a Euro 2008.
Qurbanov, ex calciatore della nazionale dell'Azerbaigian, di cui ancora vanta il record di reti segnate (14), diventa allenatore della squadra del Qarabag ormai 17 stagioni or sono. Nel 2014 vince il primo dei tanti - 11, composti da due serie consecutive di 7 e 4 interrotte dal Covid - titoli azeri. In poco tempo, il Qarabag inizia a far parlare di sé per diverse “prime volte”: nello stesso anno del secondo titolo del club azero, ecco arrivare per esempio la prima storica qualificazione ai gironi di una competizione UEFA, l’Europa League.
Nel 2017 arriva il prodigio: il Qarabag diventa la prima squadra azera a partecipare ai gironi di Champions League. Il comun denominatore di tutta questa evoluzione? Ovviamente, Qurban Qurbanov.
Quella degli azeri è una crescita esponenziale: nonostante giochi in un campionato di relativa, per non dire bassa, competitività, la squadra azera riesce a mostrare un degno livello in Europa, ovviamente senza investimenti importanti di società da realtà geograficamente e culturalmente vicine come Turchia e Russia. Il segreto è nella guida tecnica, che ha mantenuto intatta la capacità di rinnovare il ciclo vincente anche nelle annate successive alla qualificazione in Champions League, considerato sino al momento un apice irreplicabile.
Bayramov, Huseynov e capitan Zoubir sono elementi a cui Qurbanov non manca di affidarsi da 7/8 stagioni; Medina, difensore roccioso colombiano, è alla sua 6° stagione in bianconero; Leandro Andrade, esterno offensivo capoverdiano, con già 4 reti all’attivo nella Champions League 2025/26 includendo nel conteggio i preliminari, è da 5 stagioni nella capitale azera.
In una squadra multietnica come quella azera, si cerca comunque di attrarre i migliori prospetti del calcio nazionale, che non sta vivendo un grande momento. I calciatori con più potenziale tra quelli cresciuti nella nazione bagnata dal Mar Caspio, infatti, passano e passeranno per forza di cose da Baku: Sheydaev, Qurbanly (figlio di Qurbanov) e il 2004 Akhundzade, accomunati dal ruolo di attaccante, si candidano a un futuro in tornei di livello medio anche maggiore rispetto a quello dell'Azerbaigian.
In una squadra che riesce a mantenere un equilibrio tra la vecchia guardia e il sapersi rinnovare al momento giusto, Qurbanov rappresenta la pietra angolare tecnico-tattica di questo progetto. Punto di riferimento e allenatore stimatissimo anche in Turchia, se l’Azerbaigian ha un punteggio dignitoso a livello di ranking UEFA lo deve al modo di preparare e giocare le competizioni europee della squadra di Qurbanov: difficile, se non impossibile, che il Qarabag lasci qualcosa al caso in una serata di calcio internazionale.
Ricorderete l’impresa sfiorata a Leverkusen, contro la squadra di Xabi Alonso che sarebbe stata finalista perdente di Europa League a Dublino contro l’Atalanta. Nell'andata degli ottavi di finale, a Baku, grazie a una feroce aggressione e un ritmo sostenutissimo con e senza palla, la squadra di Qurbanov si era portata in vantaggio di 2 gol a fine primo tempo, contro una squadra che non aveva mai perso in tutta la stagione. Nel secondo tempo i tedeschi rimonteranno e finirà 2-2, con il tutto da decidersi alla BayArena.
Seppur in trasferta, Qurbanov ha imposto ai suoi di non snaturalizzarsi, assecondando i principi moderni dell’interpretazione della partita. Seppur con un divario tecnico nettamente a sfavore degli azeri, il primo tempo si conclude sullo 0-1: Benzia porta in vantaggio il Qarabag, privato però di Cafarquliyev attorno all'ora di gioco per un fallo da ultimo uomo. Nonostante l'inferiorità numerica, l'11 azero raddoppia con Juninho, grazie a un magistrale contropiede. In 10 vs 11, però, la squadra di Qurbanov viene prima avvicinata dall'1-2 di Frimpong e capitola al 93’ e al 98’ sotto i colpi di Patrick Schick, chiudendo con onore una grande Europa League.
La grande impresa sportiva, il gruppo di Qurbanov la compie entrando nella League Phase della Champions 2025/26. E dire che il mercato estivo non era stato foriero di chissà che entusiasmi: sono arrivati Duran Camilo dalla Portimonense (€200mila circa il costo del cartellino), Mmaee (difensore centrale marocchino, in prestito dalla Dinamo Zagabria), Pedro Bicalho (svincolato dal Palmeiras) e altri movimenti minori che non hanno, al momento, provocato cambiamenti significativi nell’11 dell’allenatore azero. Il valore della rosa è di circa €25 mln, la 34° su 36 in questa Champions League secondo le valutazioni di Transfermarkt.
Il cammino della squadra azera inizia nei preliminari contro lo Shelbourne, eliminato agevolmente (0-3 in Irlanda, 1-0 al ritorno). In semifinale playoff, i macedoni dello Shkendija vengono battuti con un passivo totale di 6-1 tra andata e ritorno. Il livello si impenna nel turno finale, dove gli avversari sono i campioni d’Ungheria del Ferencvaros. La squadra di Qurbanov mostra un notevole salto di qualità, andando a vincere a Budapest per 1-3 grazie ad alcuni dei vetarani del gruppo (Medina e Qurbanly); la sconfitta 2-3 al ritorno alla Azersun Arena di Baku è indolore.
Il debutto nella League Phase è a Lisbona, al Da Luz, contro un Benfica che può schierare diversi giocatori aventi un valore di mercato superiore a quello del totale della rosa del Qarabag (Pavlidis, Rios, Sudakov, Trubin, Antonio Silva). La squadra di Qurbanov, che non rinuncia ai suoi principi, va sotto 2-0: la partita sembra finita. Il gruppo azero però, fermamente convinto dell'efficacia a lungo termine della propria aggressione senza palla e di una trama di gioco ben organizzata, la ribalta nella ripresa.
La vittoria è storica, in senso positivo per Qurbanov e per il Qarabag, in senso negativo per le Aquile portoghesi (il ritorno di José Mourinho alla guida del Benfica, in sostituzione dell'esonerato Bruno Lage, giunge nelle ore immediatamente successive alla rimonta subita nel primo martedì di Champions League).
All'esordio casalingo contro il Copenaghen, ecco un'altra grande prestazione europea del Qarabag: persino i gol aderiscono al simbolismo della serata, essendo realizzati da Zoubir (8 stagioni in bianconero per il classe '91 francese) e Addai (ala ghanese, più accreditata futura plusvalenza del club). Vola questo Qarabag: non ha paura di nessuno e riflette il pragmatismo e la praticità del pensiero calcistico del suo mentore, Qurban Qurbanov.
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