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chiellini ramos
, 22 Ottobre 2025

Quando Chiellini e Ramos erano terzini


Giorgio e Sergio, in principio, solcavano le fasce.

Gigi Buffon, più grande portiere dal 2000 a oggi, da piccolo aveva iniziato come centrocampista. Carmine Raiola, noto come Mino, è stato uno dei procuratori più influenti della storia del calcio, ma prima faceva il pizzaiolo ad Amsterdam. J.K. Rowling, autrice di una delle saghe fantasy più importanti della storia letteraria, prima di scrivere Harry Potter e odiare la comunità transgender insegnava inglese in Portogallo. Sergio Ramos e Giorgio Chiellini, i due centrali difensivi che hanno segnato gli anni '10 di calcio internazionale, sono nati come laterali bassi.

A separarli dal resto della lista c'è il fatto che, anche nella vita calcistica precedente, gli allora giovani difensori sembravano potersi comunque imporre nell'élite mondiale; il nostro ricordo dei due nell'antico ruolo di terzini si è però fatto via via sfumato ed episodico. Siamo arrivati a identificarli come leader emotivi dei rispettivi club e nazionali, guidati rigorosamente dal centro della difesa.

Non è scontato trovare cronache esaustive del primo Sergio Ramos a Siviglia, quasi condannato a una damnatio memoriae della carriera prima dello sbarco a Valdebebas. Curiosamente, il centro sportivo del Real è stato inaugurato nell'anno del suo arrivo, quasi a sancire l'inizio della sua epopea a Madrid.

Nato a Camas, una decina di km da Siviglia, Ramos inizia a 10 anni la trafila delle giovanili; Joaquin Caparros nel 2004, a 17 anni, gli regala l'esordio in Liga. Ruolo? Quello che ne ha fatto le fortune nella seconda squadra di Siviglia: terzino destro, col titolare Dani Alves alzato a centrocampo.

Chiellini Ramos
Chi l'avrebbe detto che sarebbero diventati bandiere delle due squadre più amate e odiate di Spagna?

Nel 2005, Ramos è già titolare indiscusso sull'out difensivo di destra di un Siviglia che aggancia la qualificazione in Coppa UEFA; in tale contesto, inizia a mettere in mostra le doti che porteranno il Real Madrid, al termine della stagione, a investire su di lui €27 milioni, record per l'epoca per un difensore spagnolo. Il #32 degli andalusi spiccava per grandi doti atletiche unite a una disciplina tattica sconosciuta a molti pari età, la quale consente a Caparros di schierarlo a più riprese al centro della difesa.

Sulla propria fascia il ragazzo si trova a dover coprire le avanzate di due esterni tecnici come Jesus Navas e Dani Alves, ma non per questo interpreta il ruolo in maniera conservativa; le sovrapposizioni con la chioma al vento, non ancora racchiusa dall'iconica fascetta, iniziano a diventare il marchio di fabbrica di questa prima metà di carriera.

Il primo gol da pro', nei preliminari di Coppa UEFA col Nacional, non poteva che essere un colpo di testa.

E Chiellini?

L'affermazione di Chiellini tra i professionisti è più o meno contemporanea a quella di Ramos in Liga: rispetto allo spagnolo, l'ex capitano della Juve deve mordere il freno un po' più a lungo (pur essendo due anni più vecchio) prima di ottenere un posto da titolare. Nato a Pisa e cresciuto a Livorno, con i labronici esordisce in Serie C1 non ancora diciassettenne, 1' più recupero nel gennaio 2001 contro l'Alessandria; anche nella stagione successiva, conclusasi con la promozione, Chiellini è protagonista marginale in campionato.

Il primo, vero banco di prova per Giorgio sono le coppe: titolare nelle 3 gare di Coppa Italia e nella doppia sfida di Supercoppa di Serie C contro l'Ascoli, l'allora riccioluto terzino sinistro viene impiegato da Osvaldo Jaconi come laterale di sinistra del 3-4-1-2.

Chiellini Ramos

Il primo anno di B è ancora di apprendistato: Donadoni lo getta nella mischia soltanto a salvezza raggiunta; nel 2003/04 il ventenne difensore è perno indiscusso del Livorno di Walter Mazzarri, promosso in Serie A con due gare d'anticipo. Per WM il ragazzo, che ha appena scelto il numero 3 che ne scolpirà la figura in eterna memoria, è l'esterno sinistro del suo centrocampo a 5, ideale per facilità di corsa e capacità di interpretare al meglio entrambe le fasi.

La stagione di Chiellini in cadetteria strega Fabio Capello: prima convince la Roma ad acquistarlo in comproprietà, poi spinge il ragazzo verso il riscatto e il successivo acquisto da parte della Juventus, panchina sulla quale il tecnico è in procinto di accomodarsi. La Juve gira in prestito Chiellini alla Fiorentina, una scelta che si rivela vincente: Mondonico lo lancia titolare già dalla prima giornata, i subentranti Buso e Zoff lo confermano. Chiello risponde a suon di prestazioni di quantità e qualità (contro il Lecce sembra Bale in Inter-Tottenham), tanto da meritarsi subito il ritorno alla casa madre.

Sia Ramos che Chiellini in gol contro Real e Juve l'anno prima di trasferirvisi: Sergio segna al futuro compagno Casillas addirittura su punizione indiretta.

Quasi in simultanea all'inizio dell'avventura bianconera di Chiellini, il nuovo arrivato a Madrid (che sceglie una maglia leggerina, la 4 di Fernando Hierro) trova occupato da Salgado il suo slot sulla fascia destra: Luxemburgo prima e Lopez Caro poi lo piazzano al centro della difesa, e anche in assenza del titolare sull'esterno gli preferiscono Cicinho.

Ramos si trova addirittura a ricoprire il ruolo di mediano a 2, formando insieme a Julio Baptista una coppia improbabile se pensata ai giorni nostri. Il ritorno alla posizione originaria avverrà tra il 2006 e il 2008: Salgado diventa progressivamente la sua riserva grazie all'intervento di Capello (di nuovo!) e soprattutto Bernd Schuster, che nell'estate 2008 consegna a Luis Aragones uno dei terzini più completi del panorama internazionale.

Pur dovendo controbilanciare l'attitudine offensiva di Roberto Carlos sull'altro out, il Sergio Ramos terzino del Real non è un giocatore da compitino: nelle prime 40 gare da laterale, il #4 mette a referto 8 assist e 4 reti, mostrando un bagaglio tecnico che ai posteri faremmo difficoltà a riconoscergli. Con la maglia merengue Ramos manda in gol i compagni con sponde di testa, cross bassi a tagliare la difesa, traversoni verso il secondo palo dal fondo o con traiettorie più elaborate.

Un assist simile, d'interno destro a giro dalla trequarti, al 3' di un Clasico, nel 2025 lo attribuiremmo ad Alexander-Arnold, Cancelo e pochissimi altri terzini.

Le doti di accompagnamento e di rifinitura dell'azione del difensore madrileno spingono Aragones e Del Bosque a renderlo di fatto il Roberto Carlos della Spagna, con licenza di comportarsi da vera e propria ala in fase di possesso: Ramos svolgerà il compito in maniera egregia non solo nella Roja ma anche nel Real, complice l'addio proprio di Roberto Carlos.

Nel 2010 Sergio Ramos, assieme a Maicon e Lahm, è tra i migliori laterali destri del globo. Non ha la forza fisica del primo né la rapidità/tecnica del secondo, ma possiede tutte le doti nella giusta misura; è sicuramente il migliore dei tre quando c'è da incrociare i tacchetti (la sua liaison coi cartellini è ancora tutta da costruire).

Decisamente meno lineare il percorso di Chiellini: dopo il primo anno di Juventus, una stagione intera da terzino non la disputerà più. Capello mostra la sua stima per il nuovo numero 3 bianconero, consegnandogli alla 7° giornata una maglia da titolare sulla corsia sinistra, complice l'indisponibilità di Zebina, con Zambrotta dirottato sulla destra.

Il primo Chiellini bianconero impressiona per la facilità e la continuità nella corsa, ma non trasmette ancora grande sicurezza sul piano difensivo e fatica ad abbinare cross di qualità alle puntuali discese sulla fascia. Fino a metà stagione sarà lui il titolare, poi Capello gli preferirà Balzaretti, rispolverando Giorgio solo nelle gare in cui sentirà bisogno di un laterale più solido dell'ex Torino.

Se in bianconero Chiellini viene messo in discussione, con l'Under 21 è capitano e padrone della squadra, una sicurezza che lo porta a tentare e realizzare prodezze come questa.

Il Mondiale 2006 e la retrocessione in B rivoltano il calcio italiano come un calzino. Per Chiellini la vera rivoluzione è rappresentata dalla mossa di Deschamps: visto il rendimento non esaltante della coppia Kovac-Boumsong, l'attuale CT della Francia sposta Chiellini al centro della difesa, rispolverandolo come laterale soltanto saltuariamente.

Lo stesso avviene l'anno successivo in A con Ranieri: nelle prime uscite stagionali la sua Juve vede Chiellini sulla fascia e Criscito al centro (!), poi il tecnico silura l'ex Genoa in favore di Molinaro (!!) e rimette il numero 3 al centro, in coppia con Legrottaglie (!!!). Tale modifica di fatto consegna a Chiellini una maglia da titolare per Euro 2008, dove non fa rimpiangere l'infortunato Cannavaro, rivelandosi uno dei migliori azzurri della spedizione.

Per ritrovare Chiellini stabilmente da terzino si passa al 2011/12: è la Juve di Antonio Conte, che prima di passare al 3-5-2 che la consegnerà ai posteri disputa praticamente tutto il girone d'andata con la difesa a 4. Pur di non rinunciare né a Bonucci né a Barzagli, il tecnico dirotta Giorgio nell'antico ruolo di laterale difensivo.

A 27 anni, Chiello è nel prime atletico e tecnico, ma è di fatto diventato un difensore centrale, e il suo ritorno al passato ha da subito il retrogusto di una soluzione temporanea. Di fatto, è come se la Juve giocasse con 3 centrali già prima di passare al 3-5-2 vero e proprio: l'apporto di Chiellini nella fase offensiva è esclusivamente d'appoggio, deputando a Vucinic tutti i compiti creativi sull'out mancino.

La più classica delle eccezioni che confermano la regola: cross di Chiellini e colpo di testa di Pepe.

Il 2012 è l'anno della svolta definitiva sia per Ramos che per Chiellini, lo stesso in cui si ritrovano uno contro l'altro nella finale degli Europei: stravince lo spagnolo, centrale, mentre l'acciaccato azzurro, riportato sull'esterno da Prandelli nella semifinale, sbaglia sul gol di David Silva ed è costretto a dare forfait dopo 21' per infortunio.

Al Real Madrid, José Mourinho si convince che Sergio Ramos è il leader ideale per la retroguardia: lo Special One rinuncia alle qualità sulla fascia, preferendo schierare il più scolastico Arbeloa. Ramos, in mezzo, si vede consegnata la fascia di capitano, complice il progressivo accantonamento di Casillas. Conte ha invece capito che l'abito ideale della sua Juventus è il 3-5-2: Chiellini, posizionato sul centro-sinistra, diventa il miglior marcatore del campionato italiano. Neanche l'arrivo di Allegri e il ritorno alla linea a 4 sposteranno più l'ormai ultratrentenne Chiellini dal cuore della difesa.

Nel 2025, ripensare Chiellini e Sergio Ramos come terzini non rende quasi giustizia alla statura internazionale da essi raggiunta nel ruolo di centrali difensivi, come se le loro esperienze da laterali fossero archiviabili a scorribande di gioventù, accantonate con l'avvento della maturità calcistica. Il Ramos visto sulle corsie di Real e Spagna sarebbe con ogni probabilità un ottimo esterno basso anche nel oggi, pur non possedendo l'accelerazione e l'abilità nell'1vs1 che siamo soliti richiedere a un terzino moderno; Chiellini non andrebbe forse oltre il ruolo di "centrale mascherato", collocazione peraltro tornata in auge negli ultimi anni.

L'identificazione di Chiellini e Ramos col ruolo di fulcro delle rispettive difese, nonché il livello elevatissimo raggiunto da centrali, rendono impossibile anche solo intuire, per chiunque non ne abbia seguito le gesta dagli albori, che nelle loro vite precedenti essi sono stati degli arrembanti e propositivi terzini. Chissà se ai posteri arriverà anche questa parte semidimenticata della loro carriera.

  • Made in Senigallia, insegnante di inglese e di sostegno, scrive e parla di Juventus e di calcio (che spesso son cose diverse) in giro per il web dal 2012. Autore dei libri "Football Globetrotters - calciatori nati con la valigia in mano" e "Espiazione Juve - il quinquennio buio della Signora"

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